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giovedì 2 dicembre 2010

Da oggi è anche formalmente l'uomo più ricercato al mondo, al pari di Osama bin Laden. Julian Assange, avvocato di 39 anni originario del Queensland, in Australia ma dalla residenza misteriosa (Gran Bretagna? Islanda? altro?) deve da oggi rispondere di un mandato di cattura internazionale emesso dalla Interpol, l'organo di polizia nel quale si riconoscono le polizie di 188 Paesi. Praticamente lo cerca il mondo intero. Il suo Wikileaks ha provocato un tale terremoto che ora nei confronti di Assange non c'è diplomazia che non stia facendo pressione per la sua cattura, dagli Usa alla Francia, dall'Italia alla Svezia. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato di aver ordinato la costituzione di una task force per evitare che in futuro si ripetano altre fughe di notizie.

Intanto le polizie del mondo da oggi sono coinvolte nella caccia ad Assange. Formalmente l'ordine di arresto (per stupro) è stato emesso dall'Interpol su richiesta della Svezia. Assange è accusato di violenza su due donne, e già il 18 novembre scorso la magistratura svedese aveva emesso un ordine di arresto nei suoi confronti. Le autorità svedesi lo volevano interrogare «sulla base di ragionevoli sospetti» per fatti avvenuti in agosto. Assange è accusato di aver usato violenza in due distinti incontri avvenuti in agosto, mentre lui si trovava in Svezia con l'intenzione di chiedere la residenza. I legali di Assange hanno già risposto, dicendo che il loro cliente nei giorni degli episodi contestati si trovava a Londra, e hanno presentato ricorso alla Corte Suprema di Stoccolma.

L' l'Interpol (che si occupa in primo luogo di criminali di guerra, terrorismo, crimini contro l'umanità) ha reso noto di aver emesso nei confronti di Assange un 'red noticè, un 'avviso rossò. Equivale a un mandato di arresto internazionale. Quel 'red noticè fa di Assange l'uomo più ricercato del pianeta, come il capo di Al Qaida. Non a caso negli Usa l'ex candidato repubblicano alla Casa Bianca, Mike Huckabee, ha chiesto per Assange la condanna a morte. Lui però resta pura ombra. Gli agenti lo cercano, ma non lo trovano. I giornalisti sì. Come il direttore di Time, Richard Stengel, che lo ha intervistato solo ieri via Skype, o come Forbes, al quale Assange l'11 novembre scorso ha detto di aver pronte nuove rivelazioni. Nel mirino di Wikileaks, questa volta, le banche, il sistema-Wall Street. L'unica a difenderlo è Christine Assange, sua madre. «Mio figlio è una brava persona che fa buone cose per gli altri» ha dichiarato alla stampa australiana. Ma ha ammesso anche di essere «un pò preoccupata».


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1 commenti:

Crocell ha detto...

Ehhehhe e già, quest'uomo può diventare un problema con il suo Wikileaks? Allora troviamo il modo per chiudere la sua bocca e via, è già tanto se non lo uccidono. Alla fine cos'ha detto? Niente! Non ci diranno mai niente di importante, mi aspettavo qualcosa come:
Le banche ci stanno indebitando per secoli, siamo costretti a lavorare e pagare tasse tutta la vita grazie a loro;
Bush e il governo americano sono gli unici responsabili della strage dell' 11 settembre;
Belusconi è un mafioso, il suo scopo è diventare presidente della Repubblica per continuare a beneficiare del Lodo Alfano così non sarà mai processato. Mi aspettavo cose del genere, vabè.

Ps: Obama sei peggio del tuo predecessore. In un video messaggio Osama bin Laden disse.."lui non è diverso, è solo una marionetta nelle mani dei veri potenti".

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