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giovedì 11 novembre 2010


Finalmente Silvio Berlusconi, tra un massaggio ed un festino, ha trovato il tempo per accorgersi delle feroci proteste dei cittadini alluvionati del nord est, nient’affatto placate dalle promesse di Napolitano, e recarsi quindi in Veneto per godersi la consueta salutare passeggiata in mezzo alla disperazione. Già, perchè di questo si tratta: semplice sciacallaggio morale. Come sempre, è arrivato seguito da un codazzo di gente, guardie, e telecamere per offrire il suo miglior profilo all’italietta credulona e teledipendente che vedendolo lì si sarà sentita rassicurata e sarà tornata  a guardare il Grande Fratello: “Se c’è Berlusconi tutto si risolve, cambiamo canale”. “Ghe pensi mi”, continua a dire lui. Intanto però gli onori di casa li hanno tenuti i cittadini stanchi di essere presi in giro:Vergogna!”, “Mafioso!, queste le parole con cui hanno accolto il Presidente del Consiglio.Per l’ennesima volta il governo ha dimostrato non solo la propria incompetenza, ma anche uno sfacciato menefreghismo. Nessun provvedimento di prevenzione, nessun aiuto alla popolazione alluvionata quando il danno era ormai fatto. C’è una lunga catena d’auto: sono i cittadini stessi, diligentemente incolonnati, a portare il proprio sostegno e qualcosa da mettere sotto i denti ai propri fratelli meno fortunati. Il maltempo non è arrivato questa notte, caro Berlusconi, ma una settimana fa, quando tu eri intento a difenderti da te stesso a mezzo stampa, come accade ormai fin troppo spesso. Mentre Berlusconi e i suoi factotum si cimentavano in indagini difensive e uscite mediatiche per smentire quanto raccontato dalla giovane Ruby (il tutto condito da invettive nei confronti degli omosessuali), in Veneto agricoltori, gli imprenditori e i commercianti spalavano fango con le proprie mani e vedevano svanire il frutto di decenni di duro lavoro. Negozi invasi da detriti, piantagioni perdute, rifiuti galleggianti e un’immensa paura di non riuscire a risalire la china. Sono queste le immagini raccapriccianti di una regione ridotta ai minimi termini dall’indifferenza di un governo troppo intento ad occuparsi dei guai del sultano per pensare al bene della collettività e al dissesto idrogeologico di cui tutto il territorio nazionale è vittima.
E i veneti lo dicono, lo affermano con certezza: nessuno ha mosso un dito per evitare il disastro, che poteva essere arginato e produrre danni decisamente inferiori. Un miliardo di euro solo per il Veneto, dice Confagricoltura. Ma il Governo del fare, sempre quello a trazione celodurista, non c’ha pensato, non lo sapeva, non poteva immaginare. Nemmeno l’eroe dei due mondi Guido Bertolaso, nonostante il suo lavoro consista esattamente nel prevedere e prevenire, avrebbe mai potuto immaginare che un diluvio potesse scatenare un tale disastro; eppure i veneti lo sapevano, lo temevano.
A stupire più di ogni altra cosa è però la Lega Nord, la grande Lega Nord, da tempo immemore impegnata nella difesa dei diritti del settentrione d’Italia, che oltre a non aver messo in conto una tragedia simile, ora se ne sta infischiando dei soccorsi. E così il Nord-Est, coperto di fango e detriti, va in malora. Viene colpita e affondata la locomotiva del Paese, con buona pace dei signori in camicia verde che hanno tradito la popolazione cui dicono di essere tanto legati.
Ci sono andati mano nella mano, Bossi e Berlusconi, a guardare in faccia la rabbia di chi ha perso tutto e sa che non ha futuro: per dimostrare che il governo va avanti, che arriverà a fine legislatura. Saranno stati attenti a non sporcarsi le scarpe, e tutto si è ridotto ad una piccola grande pacca sulla spalla di chi piange e vuole giustizia. Una pacca sulla spalla alle stesse persone che hanno permesso, pensando di fare cosa buona, che questi signori sedessero su poltrone molto redditizie, e dalle quali non hanno mai avuto nulla di concreto.
Il nord-est, punta di diamante della crescita economica, abbandonato dallo Stato. Trattato da periferia, con noncuranza. Il nord-est, il più grande bacino elettorale della Lega, abbandonato a se stesso. A cosa serve Bossi, si starà chiedendo l’agricoltore mentre osserva i suoi terreni sepolti dalla melma. A cosa serve mandare a Roma i nostri eroi padani se poi non fanno nulla per questi territori, si starà chiedendo nervosamente il pensionato mentre cerca di liberare il garage dal fango. Dove saranno andate a finire le importanti risorse per i cittadini e le imprese che lo Stato doveva elargire? Che fine fanno le promesse? E’ un film già visto: il governo si limiterà come sempre ad una squallida sfilata e alla ricerca del modo per speculare, insieme alle varie cricche, sulla pelle dei cittadini. Non metterà in campo provvedimenti per prevenire i disastri, come da molto tempo chiediamo. Mandiamoli a casa, una volta per tutte.
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2 commenti:

Douglas ha detto...

mmmmm...a me pare che ogni anno a quest'ora ci ritroviamo tutti sotto due metri di acqua...non è che quest'anno sia cambiato qualcosa dall'anno scorso o dall'anno prima o da prima ancora...dare la colpa anche del maltempo a Berlusconi significa essere faziosi...venite a spalare anche voi,invece di fare i paladini della giustizia...

theCrux ha detto...

piove, governo ladro! hahaaha
ridicoli...

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