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martedì 9 novembre 2010
Campania, che affare. 20 anni di lobby hanno devastato una regione: «La motivazione reale per la quale non vengono attuate misure di risoluzione come la raccolta differenziatarisiede nel fatto che grosse lobby, del calibro di Impregilo, hanno interessi nella costruzione degli inceneritori, derivati dai famosi Cip6, i quali garantiscono ingenti finanziamenti per le fonti rinnovabili. Questo tecnicismo legislativo, tutto italiano, fa passare per fonti rinnovabili anche le “ecoballe” con i derivati inceneritori, che non lo sono per niente». ( ami)
Catenacci: «Fanno un affare da 1.325 miliardi» Bertolaso esclamò al telefono: «Mortacci» - Il calcolo delleecoballe accatastate in giro per la Campania lo fa Corrado Catenacci. È il 7 marzo 2005, e alle 18.59 l'ex commissario telefona al capo della protezione civile Guido Bertolaso. Catenacci: «Ci sono almeno due milioni e mezzo di balle in tutta la Campania. Per quanto riguarda gli importi, secondo me sono circa400 miliardi di lire». Bertolaso: «Perché loro bruciandoli ricavano energia elettrica, no?». Catenacci: «Gliela pagano a tariffa agevolata, tutto uno strano movimento che hanno fatto loro». Diciotto minuti dopo, alle 19.17, il prefetto richiama. Catenacci: «Ho fatto i conti con Turiello, viene una cifra mostruosa,1.325 miliardi». Bertolaso: «Mortacci ragazzi.». La prima conversazione è relativa al numero di ecoballe (o rifiuti, stando all'accusa) accatastate a quella data, numero che di lì in poi crescerà fino a tre milioni. La seconda, invece, fa riferimento ai previsti introiti derivanti dalla vendita di energia elettrica prodotta bruciando milioni di balle che la Procura ritiene per nulla eco. Il ministero dell'Ambiente «segnala l'opportunità di accertamenti». Gli rispondono che va tutto bene, grazie anche alla «prassi di addomesticare i risultati»che «deve ritenersi provata».Così come «provata» è anche la circostanza che sin dall'inizio appariva chiara la difficoltà di smaltire le ecoballe.
Sergio Pomodoro, dirigente della Impregilo, ai pm la spiega così: «Verificai che, ove si fossero utilizzati tutti i cementifici italiani e si fosse ricorsi anche a forme di combustione nei gruppi alimentati a carbone, la produzione di cdr avrebbe saturato tutti quegli impianti». Il 2 aprile 2005, lo stesso Armando Cattaneo parla con un avvocato della conversione del decreto legge sull'additivazione dei rifiuti: «Siniscalchi dice che al Senato la Lega è stata tranquilla perché aveva la devolution e s'è guardata bene dal rompere le scatole, ma alla Camera si aspettano maggiore battaglia. Si teme frange di An e Lega contro. Vabbuò ci siete voi Ds». Il 7 marzo 2005, le microspie registrano la conversazione di un funzionario delcommissariato per i rifiuti. Sono le 13.16. E la telefonata per il gip non ha bisogno di commenti: «Non è più il combustibile che deve essere stoccato. Questa è monnezza vera e propria». Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Campania: " Peraltro i profili vantaggiosi e positivi, dal punto di vista dei finanziatori, dell'iniziativa di finanziamento del progetto del sistema integrato del ciclo dei rifiuti proposto dalla Fibe in Campania erano stati riposti -a quanto emerso- nella produzione del cdr, con i connessi benefici del Cip 6: "bruciare energia e venderla era parte fondamentale del business di Fibe" e per le banche "rappresentava il 60 per cento dei ricavi del progetto". (Atti della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, XIV legislatura, Relazione territoriale sulla Campania del 26/1/2006). Torniamo ai giorni nostri, tenete presente che nessuna misura giudiziaria è stata presa nei confronti degli intercettati. Parla il numero uno di ASIA.

1 commenti:

ottar ha detto...

Tra le cui cose la Impregilo che dovrebbe avere un organo di controllo
non è lei stessa a controllarsi
se non erro aveva fatto un servizio su questo la Gabanelli a Report

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