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domenica 14 novembre 2010

Lo scenario emerge da una sentenza dell'Agcom che ha deciso di condannara la Asl3 per violoanzione della Par condicio: troppi spot politici

Spot elettorali realizzati con i soldi della sanità pubblica devastata dai tagli”, era l’accusa. Adesso è arrivata la sentenza: Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha bocciato gli spot pagati dalla sanità ligure in periodo elettorale perché trasmessi in violazione della par condicio: “Non erano essenziali per le funzioni dell’Ente”.
Un macigno nell’acqua dell’informazione ligure, che mette in discussione il rapporto tra politica targata centrosinistra, giornali e tv. Tutto parte da un’inchiesta del Fatto: la Asl 3 di Genova aveva varato una campagna pubblicitaria definita “istituzionale” da 654mila euro. Un record: duemila euro al giorno, mentre la Regione annunciava tagli alla Sanità. Denaro speso per centinaia di spot che puntellavano i bilanci degli organi di informazione. Gli spot, reclamizzando i servizi della Asl, mettevano in buona luce il governo della Regione Liguria. Di più: la pubblicità sulle quattro maggiori emittenti tv si svolgeva in pieno periodo elettorale. Anzi, come confermavano gli interessati, la trasmissione si era interrotta proprio nei giorni delle elezioni che videro la vittoria del centrosinistra di Claudio Burlando. La stessa giunta che aveva nominato i vertici della Asl “incriminata”.

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

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