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mercoledì 24 novembre 2010

È stato subito ribattezzato così: “il preservativo anti stupro”, il nuovissimo oggetto ideato per permettere alle donne di difendersi dalle aggressioni sessuali. Il nome originario è Rape-axe, questo oggetto che assomiglia molto ad un preservativo e che è costituito da una membrana di plastica da inserire direttamente nella vagina.
Ma in che modo questa invenzione dovrebbe difendere dagli stupri?
Praticamente la parte esterna dell’oggetto, quella a contatto con la vagina, è liscia, ma la parte interna (cioè quella che in teoria dovrebbe essere a contatto con il pene), è piena di culei e protuberanze di plastica che hanno appunto la funzione di far rinunciare l’uomo ad usare la violenza. Una volta che il pene si impiglia nell’oggetto, infatti, solamente un intervento chirurgico lo può liberare.
L’idea non poteva che partire da una donna e infatti è l’africana Sonnette Ehiers ad aver inventato l’oggetto, poiché da sempre si batte contro lo stupro e la violenza sulle donne.
L’oggetto è stato approvato dalle autorità sanitarie africane ed ha già ottenuto il permesso per la vendita e il commercio. Sembrerebbe un’idea davvero efficace, anche perché, facendo rimanere impigliato lo stupratore, ne renderebbe automaticamente possibile anche la cattura.
Certo, ovviamente si pongono alcuni interrogativi…L’oggetto è davvero così efficace? In che modo è stato testato? E poi siamo sicuri che l’aggressore, preso dalla rabbia per “la brutta sorpresa” che trova, non degeneri ancor di più nella violenza?
Come dice il detto, occorre “provare per credere”, cioè aspettare che, una volta lanciato il prodotto, se ne attesti la reale efficacia.

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6 commenti:

Valentina ha detto...

...ogni volta che leggo un'articolo su soluzioni anti-stupro mi incuriosisco.
Avendo io stesso subito una violenza, per fortuna senza arrivare allo stupro, vi posso garantire che non c'è il tempo di fare nulla se non quello di difendersi o scappare come si può...
Non si ha neanche il tempo di fare una telefonata ai carabinieri...

Anonimo ha detto...

brava...anche io la penso cosi,da ragazzo...poi il bello è che nell'articolo c'è scritto : occorre “provare per credere”, cioè aspettare che, una volta lanciato il prodotto, se ne attesti la reale efficacia... si fa tanto uso degli animali,poverini,per testare gli effetti dei medicinali e nn possono usare due manichini o bambole gonfiabili per provare qst altra novità senza che nessu'altra donna venga violentata???? qst è assurdo a mio parere...

Anonimo ha detto...

Ma come si può pensare che in un momento di violenza sessuale una donna possa avere il tempo di mettersi un preservativo del genere?Me la immagino mentre viene aggredita e dice: "scusa, aspetta un attimo, almeno facciamo sesso sicuro!" oppure dovrebbe uscire di casa già "pronta" per eventuali stupri?! Oddio che sciocchezza, mi stupisce che sia stata proprio una donna che dice di combattere questo tipo di violenze ad averlo inventato!

Anonimo ha detto...

Scusatemi ma non avete afferrato..Non te lo dovresti mettere durante lo stupro ma prima di uscire di casa fuori la sera a quel che ho capito.

Comunque non mi sembra la soluzione perfetta.. Staremo a vedere.

Anonimo ha detto...

Molti di noi non capiamo come mai questo invento aiuterebbe le donne perché non abbiamo la minima idea del grado di violenza che subiscono le donne africane. Loro da piccole vengono stuprate in continuazione, soprattutto nelle zone piu a rischio di violenza religiosa o politica. questo invento non servirebbe un gran che a chi vive in occidente, ma aiuterebbe molto di piu a chi uscendo di casa deve affrontare una percentuale del 50 per cento di rischio stupro. Li, allora vale la pena di indossarlo ogni giorno, visto che di educare gli uomini non se ne parla (o forse non è possibile!).

siun ha detto...

ovviamente parlo da ignorante non avendo mai visto il preservativo in questione. ma se il pene rimane incastrato non vuol dire che l'ha già violentata la donna? boh a me più che un antistupro mi sembra un occhio per occhio , dente per dente.

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