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domenica 7 novembre 2010
Riceviamo e pubblichiamo da Andrea L.

Dopo la divulgazione delle foto delle torture nel carcere di Abu Ghraib in Iraq, i media di regime hanno pensato bene d'impegnarsi nell'improbabile tentativo di convincere il loro pubblico che quello che era successo nella prigione irachena era solo l'opera di pochi militari mentalmente deviati. In realtà, negli Stati uniti alcuni mesi fa avevano suscitato scalpore le affermazioni della senatrice californiana Diane Feinstein che, dopo aver visto le prigioni all'aperto di Guantanamo, aveva dichiarato: le prigioni US sono peggiori! Molti attivisti per i diritti civili avevano sostenuto le ragioni della senatrice. "Preferirei stare a Guantanamo che in un penitenziario statale nell'Illinois" ha detto Doug Cassel, direttore del Centro Internazionale per i Diritti Umani della Northwestern University, "Nelle prigioni US si corrono grossi rischi di stupro, si deve necessariamente far parte di una gang o pagarsi la protezione per evitare di esser ammazzati o brutalizzati". Negli Stati Uniti ci sono 766 carcerati su 100.000 abitanti (in Giappone nel 2000 vi erano solo 47 detenuti per 100.000 abitanti; in Norvegia 56; in Francia 80; in Italia 94; in Germania 97. Solo la Russia postmarxista ha cifre paragonabili: 730 detenuti ogni 100.000 abitanti). L'incremento della popolazione carceraria è un fenomeno iniziato con l'era Reagan (nel 1980 i detenuti erano solo 318mila), ma che non si è mai interrotto (è stato nel 1995, sotto la Presidenza Clinton, la spesa pubblica del Governo Usa per costruire prigioni ha scavalcato per la prima volta quella per le Università). Ai detenuti bisogna poi aggiungere chi è in libertà condizionata o per buona condotta, 6,9 milioni di persone alla fine del 2002. In totale, negli Stati uniti il 2,5% della popolazioni è in prigione o sotto sorveglianza giudiziaria. Poiché la stragrande maggioranza dei detenuti è di sesso maschile, le persone sotto controllo giudiziario rappresentano il 5% dei maschi. Se si escludono i minori di 14 anni e gli anziani ultra 65-enni, questa percentuale sale al 7,6% (un maschio adulto su 13).

vedi anche: "USA: il paese dal carcere facile, con 2.193.157 detenuti"

Staff nocensura.com

2 commenti:

Anonimo ha detto...

nn si puo parlare di diritti umani con persone che sono in carcere proprio per averli calpestati ....sono a favora del carcere duro ...

Anonimo ha detto...

si duro come tè...... e come diceva Totò.. ma mi faccia il piacere.. se ci sono tanti detenuti così è perchè "nella civile America del nord" ci sono condizioni umane , sociali e di diseguaglianze inimmaginabili..... e vogliono eportarle.. con la guerra umanitaria...

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