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mercoledì 24 novembre 2010


Vi ricordate il progetto dell’inceneritore di Parma, quello che dovrebbe nascere a due passi da alcuni degli stabilimenti alimentari più famosi d’Italia? L’associazione Gestione Corretta dei Rifiuti, che si batte senza tregua contro il progetto, ha fatto due conti e ha scoperto che l’inceneritore proposto da Iren ha un piccolissimo problema: è progettato per bruciare il doppio dei rifiuti indifferenziati di Parma.
Questi conti nascono da altri numeri, quelli dell’inceneritore di Brescia che attualmente brucia 800 mila tonnellate l’anno di rifiuti. Ma era nato per 226 mila tonnellate. E le altre 500 mila? Semplice:
Ogni provincia dovrebbe smaltire i rifiuti che produce, la percentuale di differenziata nel 2010 dovrebbe essere almeno del 50%. Partendo da queste considerazioni, i calcoli sono subito fatti. Applichiamo i numeri di Brescia. Un cittadino sprecone produce 1,5 Kg al giorno di rifiuti, con il 50% di differenziata ne rimangono 0,75 da bruciare, moltiplichiamo 0,75 x 1.200.000, numero di abitanti della provincia, otteniamo 900 mila Kg al giorno che per 365 giorni danno 328.500 tonnellate all’anno. La capacità dell’inceneritore è di 800 mila: come si può far funzionare l’impianto e ottenerne il massimo rendimento, specialmente economico? O importando rifiuti o aumentando la percentuale da inviare all’inceneritore. In tutti e due i casi il cittadino ha solo da perdere.


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