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venerdì 19 novembre 2010

Le dichiarazioni rilasciate da Silvio Berlusconi sull’avvio dei lavori per il ponte sullo Stretto di Messina preoccupano il presidente nazionale di Legambiente,Vittorio Cogliati Dezza. "Non ci sembra che il ponte sullo Stretto sia una priorità per il Paese, anzi! Se si investe in questa opera mastodontica si perde la vera grande occasione di modernizzare l’Italia investendo sulla mobilità urbana e ferroviaria, le due grandi emergenze che contribuiscono a collocarci agli ultimi posti in Europa sul fronte della riduzione delle emissioni di CO2". Cogliati Dezza ricorda inoltre che "tanti esponenti di rilievo del 'Popolo delle Libertà' (PdL) hanno siglato il patto per l’Ambiente di Legambiente che impegna a realizzare le poche opere necessarie, scongiurando invece lo sperpero di fondi pubblici e ulteriori colate di cemento". 

In vista delle elezioni politiche, Legambiente aveva infatti invitato tutti i candidati a sottoscrivere un “Patto per l’ambiente” contenente tredici impegni che l'associazione chiedeva di assumere durante la prossima legislatura da ciascun eletto per ridurre l’effetto serra e l’inquinamento, per rendere più vivibili le nostre città, per la realizzazione delle infrastrutture indispensabili, per combattere i nemici del territorio, per conservare e valorizzare le ricchezze del nostro Paese, per costruire un’Italia più moderna, più pulita e più civile che sappia fare della sfida ambientale un’occasione per crescere. Pur con alcuni distinguo, la proposta di Legambiente è stata sottoscritta, tra i candidati del PdL, da Gianni Alemanno, Stefania Prestigiacomo, Fabio Granata, Paolo Russo e da Barbara Saltamartini. 

Oltre al ponte sullo Stretto preccupano Legambiente anche altre infrastrutture annunciate dal PdL tra cui termovalorizzatori, rigassifcatori e la ripresa del nucleare. Per quanto riguarda i termovalorizzatori "resta in piedi il nodo Acerra in Campania" mentre per gli altri impianti, nel secondo governo Berlusconi, l'allora ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, aveva indicato l'altro termovalorizzatore della Regione a Santa Maria La Fossa: la necessità era inoltre di 4 impianti in Sicilia e 4 in Puglia. Circa i rigassificatori, l'11 aprile scorso è arrivato il nulla osta per il rigassificatore di Porto Empedocle da parte della Commissione di valutazione di impatto ambientale (Via). L'iter continuerà poi con l'assunzione dei pronunciamenti sulla sicurezza e sulle opere portuali: il progetto andrà poi all'analisi della Conferenza dei servizi. Atteso inoltre il parere su Gioia Tauro mentre c'é il via libero definitivo per l'impianto offshore di Porto Viro a Rovigo. 

Il fronte energia si apre con una ripresa sull'atomo di quarta generazione pur con i suoi tempi nonostante gli avvertimenti di scienziati come il premio Nobel per la Fisica, Carlo Rubbia che ha espresso scetticismo non solo su quello cosiddetto di terza generazione, obsoleto, ma anche sulle prospettive di quello di quarta generazione che non risolve i problemi di costi, scorie, proliferazione e disponibilità dell'uranio. 

Non si ferma, invece, la strada delle energie alternative: l'intento è proseguire gli studi sull'idrogeno e confermare l'impegno sul fotovolotaico. Per quanto riguarda il codice ambientale Legambiente ricorda che, varato sotto il secondo Governo Berlusconi, é stato modificato sotto il Governo Prodi: resta ora da vedere se verrà ripristinato il testo originale. E' invece tutta aperta la partita per la sfida Kyoto.

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1 commenti:

Peppe Chiodo ha detto...

E' strano ascoltare queste parole da Legambiente, specie sui rigassificatori, dal momento che nel 2006 l'associazione ambientalista si è dichiarata favorevole a questi impianti (http://www.greenreport.it/web/archivio/show/id/2291) ed è socia per il 10% di Sorgenia (http://www.sorgeniamenowatt.it/chi-siamo/), la società che in partnership con Iride ha formato la LNG Medgas, impegnata nella costruzione del più grande rigassificatore d'Italia a San Ferdinando (RC).
Ma non si vergognano? O ci prendono per idioti?

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