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martedì 30 novembre 2010

Ilva di Taranto, Le Iene indagano sull'allarme diossina

C'è un posto in Italia dove l'allarme diossina è ancora alto: Taranto. Inizia così il servizio de "Le Iene", andato in onda il 28 Ottobre 2010. La diossina è immessa nell'ambiente dall'Ilva, uno degli impianti siderurgici più grandi d'Europa. Considerata la posizione geografica privilegiata e la storia millenaria della città di Taranto, chi la visita per la prima volta si aspetterebbe di trovarsi davanti ad una città di mare piena di bellezze naturali e architettoniche. Invece, già da lontano si vede una città avvolta da immense nubi di fumo nero, il terreno circostante è giallognolo e la vegetazione inesistente. L'odore di benzina è insopportabile. Il polo siderurgico fu costruito negli anni '60 e conta circa 13mila dipendenti, i "fortunati" che, in una città del sud dove il tasso di disoccupazione è molto alto, possono contare sul miraggio del "lavoro sicuro". Secondo i dati riportati da un registro del ministero dell'Ambiente, l'Ilva nel 2006 produceva il 92% della diossina d'Italia. Le diossine sono sostanze cancerogene, persistenti, non biodegradabili, facilmente accumulabili nella catena alimentare (fonte wikipedia), per cui risulta chiaro come una presenza elevatissima di diossina diventi un problema di enorme gravità per la produzione alimentare. La percentuale di tumori nella zona è una delle più alte di Europa, a Taranto si produce il 98% dell’intera CO2 europea e capi di animali vengono abbattuti perché intrisi di diossina e dannosi per la salute. Il Dott. Pietro Minardi, pediatra, racconta a Le Iene che, da uno studio che stanno conducendo in tutta Italia sulle malattie respiratorie emerge che, i bambini che vivono vicini al polo siderurgico, si ammalano di bronchite asmatica in quantità doppia o anche tripla, a seconda delle fasce d'età, rispetto agli altri bambini d'Italia. Inoltre, è stato rilevato che nel latte materno si trova una quantità di diossina anche sette volte superiore a quella che è consentita per legge nel latte di mucca che beviamo. E, come se non bastasse, è stato rilevato un aumento, nel tempo, del numero di tumori e di leucemie nei bambini. Tutte le città d'Italia hanno un registro tumori, ma a Taranto, dal 2002, tale registro non c'è. E' chiaro che per qualcuno quei dati sarebbero troppo scomodi. L'emergenza diossina ha fatto sì che la Regione Puglia adottasse nel 2008 una legge che regolamenti l'emissione. Entro il prossimo 31 dicembre, infatti, dai camini dello stabilimento siderurgico uscirà una quantità non superiore a 0,4 nanogrammi per metro cubo. Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, lo ribadisce con fermezza nel video de Le Iene.

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