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martedì 9 novembre 2010


Era lo storico punto di ritrovo virtuale dei Giovani padani. Dal 2004, lo spazio ufficiale, riconosciuto dal partito, sul quale gli iscritti al movimento giovanile della Lega si confrontavano, quasi sempre su temi politici. Ma su quel forum, adesso, sembra essere calata la scure delle censura: è stato chiuso e tutte le discussioni cancellate. Una decisione presa dopo che si era diffusa la notizia, pubblicata da Repubblica, relativa agli sfoghi dei leghisti contro Silvio Berlusconi dopo la vicenda Ruby. Critiche, a volte insulti, contro un presidente del consiglio cui veniva rivolto l'invito a dimettersi. Un malumore che, in realtà, covava da mesi. Da quel forum si levavano, sempre più spesso, appelli ad Umberto Bossi, affinché si smarcasse dal Pdl e da Berlusconi.

La decisione di chiudere le pagine virtuali del movimento che si batte per una "Padania libera, sovrana e indipendente", viene presa in maniera repentina. Il 5 novembre, con la pubblicazione della notizia della rabbia del popolo leghista, i moderatori devono gestire quanti condividono pubblicamente quello stato d'animo. "Finalmente qualcuno dice le cose come stanno", commentano alcuni. Ma dopo poche ore, l'intera discussione sulla vicenda di Ruby (a proposito della quale molti avevano definito il premier "indecente") viene cancellata. Una mossa che, però, non fa altro che scatenare le ire degli iscritti al forum. "Siete dei censuratori. Io sono un leghista e penso esattamente quelle cose che sono scritte là", scrive qualcuno. Altri accusano: "Siete peggio del Pcus, cancellate i thread scomodi". Ma anche quei commenti finiscono nel cestino. L'ultima discussione si apre nella serata di venerdì, e ha per oggetto la rabbia dei giovani padani. Gli attacchi al premier non diminuiscono affatto. Il giorno dopo, è il 6 novembre, l'amministratrice del Forum (Padanina è il nickname), decide di far sparire tutto.

Lo sconcerto di molti utenti è grande. Così come è grande l'imbarazzo. "Non facciamo circolare troppo la voce, è meglio che la notizia non esca", dicono alcuni moderatori. Alcuni utenti si fanno vivi con l'amministratrice. La spiegazione ufficiale suona come una resa. "Non riuscivamo più a controllare le discussioni  -  dicono ai militanti  -. Siamo contro i commenti anonimi". In realtà, per iscriversi al forum era necessario, come generalmente avviene per queste aree di discussione, abilitare la propria e-mail (associata, quindi, ad un indirizzo Ip). Ma che ci sarebbe stato qualche cambiamento, era già stato chiaro il 31 ottobre, quando l'amministratrice Padanina aveva inviato un'e-mail a tutti gli iscritti, sulle procedure di registrazione alle aree riservate. Per continuare a leggerle, bisognava necessariamente fornire, oltre al nome e cognome, il numero di tessera di iscrizione alla Lega Nord (incluso il nome della sezione di appartenenza). Un modo per disincentivare anche gli utenti dallo scrivere commenti non in linea con le idee politiche della Lega.

Adesso la svolta, con la chiusura definitiva. Una decisione che, secondo quanto riferiscono i responsabili Internet dei giovani padani, è stata presa d'intesa con Paolo Grimoldi, deputato e coordinatore federale del movimento giovani padani. "Ne abbiamo parlato e abbiamo deciso di chiuderlo. Vogliamo una forma di comunicazione più sicura, che ci permetta di sapere chi sta scrivendo dietro allo schermo  -  osserva l'amministratrice che ha chiuso la pagina  -  Magari torneremo, non lo sappiamo ancora". "I leghisti sono scontenti e la rabbia che è stata evidenziata è reale. Ma dobbiamo essere sicuri che ad esprimerla siano nostri veri militanti", dicono ancora dal movimento. Di spiegazioni ufficiali ancora non ce ne sono. Nessun messaggio sulla bacheca Facebook dei Giovani padani. Federica Epis, l'amministratrice del forum, ammette: "Eravamo stanchi del fatto che frasi e commenti dei leghisti venissero usati a nostra insaputa. Si è fatto un ragionamento in termini di comunicazione, e il movimento ha preferito non continuare a tenere aperto lo spazio". Chi ha preso la decisione? "Ne abbiamo discusso tutti insieme, ovviamente anche con Grimoldi. Era da un po' di tempo che ci stavamo pensando".

Grimoldi sostiene, invece, che non ci sia stata alcuna censura: "Se la pagina del Forum non è raggiungibile, posso assicurare che non c'è alcuna ragione politica, nessun diktat. Vorrei ricordare che il sito del Mgp è gestito dai nostri militanti e che lo fanno a titolo volontario. Il forum potrebbe essere stato temporaneamente fermato solo per ragioni tecniche. Sono sicuro che tra qualche ora verrà ripristinato e tornerà la normalità. Francamente non capisco perché ci si attacca a questi particolari così insignificanti. Chi sostiene che stiamo preparando un giro di vite per filtrare in modo capillare gli interventi sul forum dice una balla colossale. Si cerca la polemica a tutti i costi, quando a tanti fa comodo dimenticare che la Lega Nord ha una radio privata (Radio padania libera) alla quale qualsiasi persona può telefonare ed esprimere liberamente in diretta la propria opinione, su Berlusconi, sul governo e su tutto il resto".

In realtà, la chiusura del forum per ragioni di opportunità politica è stata comunicata e confermata da un responsabile internet del Movimento dei leghisti ma anche dall'amministratrice dello stesso  -  vale a dire dalla persona che materialmente ha chiesto di cancellare quelle pagine (come testimonia il messaggio che si ottiene digitando, da sabato, l'indirizzo del sito).


2 commenti:

Emanuele ha detto...

Il movimento dei giovani padani è fondato su ideologie tradizionali cresciute in un ottica di indipendenza e progresso. Berlusconi non li potrà mai rappresentare, a differenza di quello che si dice, non è un gruppo di ragazzi razzisti e skined, ma un gruppo di ragazzi disponibili e ospitali, con idee chiare sul futuro italiano.

Anonimo ha detto...

progresso!!!!???? ma stai dando i numeri? Caro Emanuele se non sapessi leggere e se non conoscessi i vari Bossi, Borghezio non avrei mai potuto meglio esprimere tutto il mio stupore.
e non masturbarti mentalmente
Saluti Alessandro.

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