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domenica 21 novembre 2010

Altro che fine delle ostilità: la guerra d’occupazione occidentale in Afghanistan durerà almeno altri quattro anni, ma la presenza militare straniera proseguirà senza limiti ben oltre il 2015. Questo è il piano che Barack Obama ha presentato al vertice atlantico di Lisbona: altri 48 mesi di guerra “dura”, alla Petraus, con bombardamenti aerei e raid notturni delle forze speciali, al termine dei quali dovrebbe avvenire il ritiro del grosso dei reparti combattenti, da completare (Talebani permettendo) entro la fine del 2014. Ma sul campo resteranno migliaia di soldati Nato a fianco dell’esercito afghano, impegnato a proseguire la guerra forse per molti anni. Se anche l’Italia resterà a Kabul, si calcola che spenderà altri 3 miliardi di euro.
Enrico Piovesana su “PeaceReporter” riferisce che Mark Sedwill, il rappresentante civile della Nato in Afghanistan, parlando a Kabul ha già David Petraeusmesso le mani avanti sulla scadenza dei quattro anni per il ritiro delle truppe combattenti: «Il termine della fine del 2014 non va considerato come una deadline, ma come un obiettivo: nelle aree del paese con maggiori problemi di sicurezza, il passaggio di consegne alle truppe afghane potrebbe protrarsi anche nel corso del 2015 e oltre». Dopo nove anni di occupazione bellica, annota Piovesana, al popolo afghano «vengono garantiti altri anni di passione, quattro, cinque o forse più. E saranno gli anni peggiori».
Da quando, lo scorso 5 luglio, il generale David Petraues ha preso il comando delle operazioni di guerra alleate in Afghanistan, ricorda “PeaceReporter”, i bombardamenti aerei alleati sono diventati sempre più frequenti: 400 nel mese di luglio, 500 in agosto, addirittura 700 in settembre. In ottobre è giunta al largo delle coste pachistane una seconda portaerei americana (la Uss Lincoln) e presto dovrebbe arrivarne anche una francese (la De Gaulle): tutto questo in preparazione di una ulteriore escalation della campagna aerea in Afghanistan. A preoccupare gli afghani anche più dell’aumento dei bombardamenti aerei, continua “PeaceReporter”, è il crescente ricorso alla tattica dei “night raid”, i soldati italiani Afghanistanfamigerati blitz notturni compiuti dalle forze speciali (americane e non solo) nelle abitazioni civili “sospette”.
«Azioni brutali – scrive Piovesana – che terrorizzano la popolazione e che spesso si concludono con l’uccisione a sangue freddo di donne, uomini e bambini innocenti, accompagnate da violenze gratuite e umiliazioni, furti e danneggiamenti». Una pratica «sempre più diffusa da quando c’è Petraeus al comando», e di cui il presidente afghano Hamid Kazrai ha chiesto con forza la cessazione: richiesta seccamente bocciata sia dal generalissimo Usa, che ha espresso «stupore e disappunto» per le «pericolose» parole di Karzai, sia Hillary Clintondal segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, che ha difeso i raid notturni come «componente chiave» della strategia militare americana.
Pianificare altri quattro anni di guerra, osserva Piovesana, significa mettere in conto altre decine di migliaia di civili afghani uccisi, altre centinaia di migliaia di innocenti feriti, mutilati e sfollati, e almeno altri 2.500 giovani militari occidentali caduti, stando alla media dell’ultimo anno di guerra. Per non parlare delle decine di miliardi di euro che verranno gettati al vento in un momento di grave crisi economica: «Solo l’Italia – conclude “PeaceReporter” – spenderà almeno altri 3 miliardi di euro se deciderà di rimanere in Afghanistan fino al 2014»



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1 commenti:

Afgano nel cuore ha detto...

Come noi leggendo nei libri di storia delle guerre sensa senso del passato e che condanniamo con tutto noi stessi anche le future generazioni Condanneranno la guerra in afganistan e quella in irak ... come ingiusta, sensa senso, disumane.

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