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Smascherati dalla Gdf 3.000 tra falsi invalidi e finti poveri

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Smascherati dalla Gdf 3.000 tra falsi invalidi e finti poveri. 4.400 persone denunciate. Truffe a Inps per oltre 48 milioni "Falsi poveri" che possedevano decine di appartamenti, "finti ciechi" che guidavano la macchina, andavano in bicicletta e a fare la spesa, "falsi braccianti agricoli" che finita la stagione della raccolta percepivano l'indennità di disoccupazione. Sono oltre 3.000 le persone che hanno frodato le casse dell'INPS per oltre 48 milioni di euro. Le fiamme gialle quest'anno hanno eseguito oltre 11.000 controlli sulle persone che beneficiano delle prestazioni sociali agevolate e quasi una su quattro ha attestato il falso cercando di frodare il fisco. Le truffe si sono verificate in tutte le regioni d'Italia, ma con una particolare concentrazione nelle regioni del sud, basti pensare che delle 612 persone che continuavano a percepire la pensione dei parenti defunti da tempo, 556 sono stati scoperti tra Lecce e Palermo solo ne...

Pioggia di Euro a testate giornalistiche sconosciute: ecco a chi regaliamo i soldi

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Tre milioni alla Padania, Sei all’Avvenire e una valanga di euro a testate misconosciute. La parte del leone la fa la politica In momenti di crisi, è sempre importante sapere a chi regaliamo i soldi. E l’elenco dei contributi alla stampa  per l’anno 2009 sul sito del governo cade esattamente a fagiolo. In esso ad esempio si legge che nell’elenco dei contributi per quotidiani editi da cooperative di giornalisti diamo al Corriere di Forlì 2,5 milioni di euro, all’asfittico quotidiano comunista Il Manifesto 3,7 milioni, e al Romanista (il giornale dei tifosi della Roma) quasi un milione. Per La verità, edito dalla Verità editoriale e sconosciuto giornale che non ha nemmeno un sito internet, spendiamo 1,7 milioni di euro, mentre a Voce Nuova, già Regioni & Regioni, elargiamo quasi due milioni di euro. Ovviamente questo è niente rispetto ad Avvenire, il quale proprio oggi si arrabbiava per “la bufala dei soldi dati alla Chiesa”: quasi sei milioni di euro per non far piangere Ge...

In Francia aumentano le persone "poligame" con più patner contemporaneamente

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Si chiama poliamore e in Francia spopola. Più partner contemporaneamente? E perché no In Francia c’è chi decide che della monogamia non sa che farsene. Ma scientificamente, però, in maniera esplicita e consapevole: sono i poliamoristi, che si incontrano sui forum appositamente dedicati e pensano che nell’avere più relazioni contemporanee non ci sia niente di male. Visto che tutti i partecipanti a questo giochino sono d’accordo sul precedente assunto, non c’è problema per nessuno. “Avete un’amante? Presentatela a vostra moglie!” è il motto dei poliamoristi. Ne parla il Nouvel Observateur. Con la monogamia che batte in ritirata – con un matrimonio su tre finito in un divorzio – è proprio lì che si decide di portare avanti più amori contemporaneamente. Né libertini né ossessionati dal sesso, questo “grandi romantici” sono molto decisi a far accettare il loro modo di vivere. “Poligami e fieri di esserlo e… pronti a sopportare il giudizio dei benpensanti. Sul web, soprattutto. C’è chi v...

“Libertà per il Tibet, basta oppressione cinese”. E dopo il monaco si dà fuoco

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Tsewang Norbu, monaco 29enne, è andato sul ponte di una cittadina della provincia del Sichuan, ha cominciato a gridare slogan inneggianti alla libertà del Tibet e al ritorno del Dalai Lama a Lhasa. Poi si è immolato morendo sul posto. I monaci di Nyitso hanno portato via il corpo per celebrare i riti funerari ma i soldati cinesi hanno cercato di strapparglielo via Il 15 agosto  Tsewang Norbu , un monaco 29enne del monastero di Nyitso della prefettura di Kardze (tradizionalmente parte della regione del Tibet conosciuta come Kham) è morto dopo essersi dato fuoco per protesta contro il governo cinese. Verso mezzogiorno Tsewang è andato sul ponte nel centro della cittadina di Tawu, nella prefettura autonoma di Kardze della provincia del Sichuan. Ha cominciato a gridare slogan inneggianti alla libertà del Tibet e al ritorno del Dalai Lama a Lhasa, la ex capitale del Tibet, che fino al 1951 era uno stato sostanzialmente autonomo e indipendente. Dopo una decina di minuti ha bevuto p...

Lega contestata, Bossi “scappa” nella notte

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Dopo due giorni di insulti e proteste, il leader del Carroccio decide di lasciare il Cadore. "Brutto, brutto, brutto: andiamo via", si sfoga con pochi intimi all'interno di un hotel Ferrovia blindato. Il clima è talmente pesante che la cena per il 64esimo compleanno di Tremonti è spostato all'ultimo secondo nella baita a Lorenzago del ministro dell'Economia “Brutto, brutto, brutto: andiamo via”.  Umberto Bossi  nella notte decide di lasciare l’hotel Ferrovia di Calalzo di Cadore per timore di altre proteste. Ci sono voluti due giorni di contestazioni dell’ormai ex popolo leghista bellunese e decine di insulti dei passanti, per far comprendere al leader del Carroccio che la base ha superato il limite di sopportazione. Tornare indietro ora è difficile. Da contadino della politica quale è, Bossi ha compreso che non può più salvarsi dal Titanic: affonderà insieme a  Silvio Berlusconi . Mercoledì sera ha dovuto cancellare il comizio in piazza per timore delle prot...

“Vasco Rossi fa gli interessi della mafia” Il Blasco spara, il PdL risponde

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Non la manda a dire Maurizio Gasparri, che evidentemente non ha digerito le esternazioni ormai famosissime di Vasco Rossi su Facebook su temi caldi come la droga. “Vasco Rossi, provato da una vita spericolata, anche in valutazioni sulla droga, dice sciocchezze e si erge a cattivo maestro. Gli interessi della mafia li fanno quanti incitano all’illegalita’ e all’uso di droga. Gli manderemo uno specchio”. In una nota il presidente dei senatori del Pdl si scaglia contro il rocker addirittura accusandolo di fare gli interessi della mafia. E dire che Vasco Gasparri non l’aveva proprio interpellato, ma nella ormai ocnsueta nota giornaliera si era rivolto a Giovanardi, spiegando come secondo il suo punto di vista la politica del proibizionismo fosse un assist alle mafie: “Chiedo a Giovanardi, che si dice gentilmente disposto a farmi leggere non so quale documento sulla perfetta sintonia della politica USA nei confronti della droga con la sua, se è a conoscenza del fatto che nello stato della ...

Cento preti gay sotto ricatto

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Un archivio sul tavolo dei magistrati di Isernia. E un terribile scandalo sessuale in arrivo Se fosse tutto vero, sarebbe un colpo forte all’immagine della Chiesa. La notizia la riporta Panorama, e Caterina Maniaci di Libero la riprende con un titolo a tutta pagina: i magistrati di Isernia hanno aperto un’inchiesta su una serie di ricatti a preti omosessuali, con tanto di documentazione inquietante: tutto parte dall’arresto di due uomini il 26 luglio scorso, accusati di aver tentato di estorcere a uomini di fede denaro e altre utilità per non rivelare che i togati erano gay: Da questa inchiesta emerge appunto un mondo inquietante fatto di ricatti, relazioni occasionali e prestazioni sessuali intrecciate attraverso il web. E un numero impressionante di sacerdoti travolti dallo scandalo, intercettati in tutta Italia, da Biella a Palermo. A casa dei due indagati – Diego Maria Coggiano e Giuseppe Trementino – la polizia giudiziaria ha sequestrato filmati hard su computer e su cellu...