domenica 30 marzo 2014

ECCO PERCHE' L'EUROPA NON PUO' ISOLARE LA RUSSIA

Free Image Hosting at www.ImageShack.us Di Pepe Escobar - atimes.com 

La cancelliera tedesca Angela Merkel avrebbe potuto spiegare al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama un paio di cosette su come instaurare una qualche forma di dialogo con il Presidente russo Vladimir Putin. 

Certo, solo se Obama avesse voluto ascoltarla. Ma Obama ha preferito mettersi a fare il professorino di diritto costituzionale ed ha tenuto una pomposa lezione di fronte ad una audience di Eurocrati nello scintillante Palais des Beaux-Arts di Bruxelles.  Lo ha fatto mercoledì scorso quando ha spiegato che Putin è la più grande minaccia per l'ordine globale che gli USA amministrano dalla seconda Guerra Mondiale. Peccato che non gli sia andata troppo bene: La maggior parte degli Eurocrati presenti ha continuato, indifferente, a farsi gli affari propri o a twittare. 

Putin, intanto, incontrava l'Amministratore Delegato del Gruppo tedesco Siemens, Joe Kaeser, nella sua residenza ufficiale fuori Mosca. La Siemens ha investito più di 1,1 miliardi di dollari in Russia negli ultimi due anni, e - Kaeser ha detto - questi investimenti sono destinati a restare.  Angela intanto prendeva certamente appunti. 

Obama non poteva comportarsi in nessun altro modo. Un tale esperto di diritto costituzionale non sa nulla sulla Russia, nella sua (scarna) carriera politica non ha mai avuto modo di capire come funziona veramente la Russia, e può anche averne paura - visto da che manica di spettacolari consulenti mediocri si è circondato. Il suo retorico tour de force di Brussels non è servito  assolutamente a niente - a parte la minaccia che, se Putin dovesse persistere nella sua "aggressione" contro l'Ucraina orientale o anche contro altri paesi membri della NATO il Presidente degli Stati Uniti gli potrebbe appioppare anche un bel pacchetto di sanzioni, stavolta però molto più rigido.
Che altro c'è di nuovo,  considerando che questo  è quello che sono riusciti a combinare la CIA e l' ex capo del Pentagono della prima amministrazione Obama, Bob Gates, non c'è altro che somigli ad un'analisi politica negli Stati Uniti. 

Hanno speso un trillione di dollari per far saltare un governo !

Demonizzato ventiquatt'ore al giorno, sette giorni su sette, dalla tentacolare macchina della propaganda occidentale e che lo ha disegnato come un aggressore spietato, a Putin e ai suoi consiglieri del Cremlino non resta altro che giocare un pò  all' Antica Arte della guerra di Sun Tzu. Quelli che sono a capo del nuovo regime a Kiev si sono già impantanati in una rissa da osteria [1], e anche il f. f. Primo Ministro dell'Ucraina Arseniy Petrovych "Yats" Yatsenyuk vede i tempi duri che si stanno prospettando, infatti la firma della parte economica dell'accordo di associazione tra Ucraina e Unione europea è stata rinviata - quindi non ci sarà nessuna "conseguenza negativa" per l'industrializzata Ucraina orientale.

Traduzione: Yats ha già capito che questo sarà il bacio della morte per l'industria dell'Ucraina, perché sta per arrivare un aggiustamento strutturale del Fondo Monetario Internazionale, collegato alla UE (forse) che penserà al salvataggio di una Ucraina fallita.

Asia Times Online ha coniato una formula: "Uno spettro si aggira per l'Europa, è lo spettro di un'alleanza russo-cinese a spese dell'Europa". L'alleanza già esiste - si vede nel G-20, con i BRICS e la Shanghai Cooperation Organization. Sono all'orizzonte sinergie tecnologiche e militari  - Mosca dovrebbe condividere  il suo ultra-sofisticato sistema di difesa aerea S-500 con Pechino che ne sarebbe assolutamente entusiasta. Ma per i fuochi d'artificio veri, basterà aspettare poche settimane, quando Putin andrà in visita a Pechino a maggio.
Sarebbe quando è prevista la firma del famoso  accordo sul gas da 1.000 miliardi di dollari, secondo il quale la Gazprom fornirà alla Cinese-CNPC  3,75 miliardi di metri cubi di gas al giorno per 30 anni, a partire dal 2018 (l'attuale domanda giornaliera di gas della Cina è di circa 16 miliardi di metri cubi). 

Gazprom  raccoglie ancora la maggior parte dei suoi profitti in Europa, ma l'Asia è il suo futuro privilegiato. Sul fronte della concorrenza, la"rivoluzione" dell'iper-pubblicizzato Shale-Gas americano resta un mito - come l'idea che gli Stati Uniti saranno improvvisamente pronti ad esportare gas verso il resto del mondo, in qualunque momento, da subito.

Gazprom utilizzerà questo mega-accordo per stimolare gli investimenti nella Siberia orientale - che prima o poi verrà configurata come hub privilegiato per le spedizioni di gas sia per il Giappone che per la Corea del Sud. Questo è, in sostanza, il vero motivo per cui l'Asia non "isolerà" la Russia. (Vedi : Asia will not 'isolate' Russia, Asia Times Online, 25 marzo 2014). 

Per non parlare del tanto atteso accordo "termonucleare" ( atteso dai petrodollari) e della possibilità che Russia e Cina si accorderanno per fare il pagamento dell'affare Gazprom-CNPC in yuan o rubli. Questa sarà l'alba del nuovo paniere di valute, da usare come nuova moneta di riserva internazionale - uno degli obiettivi più qualificanti che metteranno in campo i BRICS per gestire in un modo nuovo (e incendiario) le relazioni commerciali.

E' ora di investire nel  Pipelineistan 
Anche se con la sua centralità l'Europa fa impallidire l' Asia, naturalmente non è più "spendibile" per la Russia, tanto che ci sono stati rumori a Bruxelles da parte di qualche "cagnolino da salotto"  sull'annullamento dell'uso del gasdotto South Stream - quello che dovrà pompare il gas russo sotto il Mar Nero (by-passando l'Ucraina) la Bulgaria, l'Ungheria, la Slovenia, la Serbia, la Croazia, la Grecia, l'Italia e l'Austria. Il Ministro dell'Economia e dell'Energia bulgaro, Dragomir Stoynev, ha già detto che non se ne parla nemmeno. Lo stesso vale per la Repubblica ceca, perché ha urgente bisogno degli investimenti russi, e dell'Ungheria che ha recentemente firmato un accordo nucleare con Mosca.

L'unica altra possibilità per la UE sarebbe il gas del Caspio, dall'Azerbaigian - come voleva Zbigniew Brzezinski, usando l'oleodotto Baku-Tblisi-Ceyhan (BTC), concepito espressamente per by-passare sia la Russia che l'Iran. Come se la UE avesse la volontà, il tempo e i fondi per spendere miliardi di dollari e costruire un altro gasdotto praticamente domani, nella speranza che l'Azerbaigian abbia capacità sufficiente per alimentarlo (cosa che non ha, infatti bisognerebbe coinvolgere altri paesi nel progetto, come il Kazakistan o l'ultra-inaffidabile Turkmenistan, che preferisce vendere il suo gas alla Cina).
A pensarci bene, nessuno ha mai perso un centesimo, scommettendo su quanto siano stupidi gli eurocrati di Bruxelles. La South Stream e gli altri progetti energetici creeranno un sacco di posti di lavoro e di investimenti in molte tra le nazioni che sono più in difficoltà nella UE. Vogliamo mettere altre sanzioni?
Non meno del 91% dell'energia che usa la Polonia, e l'86% di quella che usa l'Ungheria arriva dalla Russia. Oltre il 20% dei prestiti esteri delle banche francesi arriva da società russe. Non meno di 68 società russe sono già quotate al London Stock Exchange. Per le nazioni del Club Med, il turismo russo è ormai una garanzia (un milione di russi è stato in Italia l'anno scorso, per esempio.)

Il popolo dei "Think-Tank USA " sta cercando di turlupinare l'opinione pubblica americana in modo da fargli credere che l'amministrazione Obama dovrebbe mettere in atto una replica della "politica del contenimento" , come quella  del 1945-1989 per "limitare lo sviluppo della Russia come potenza egemone". La "ricetta" (che questi cervelloni propongono) suggerisce di weaponize - armare chiunque inclusi i loro vicini - dalle nazioni baltiche all'Azerbaigian, per "contenere" la Russia. La nuova Guerra Fredda continua perché, secondo quello che dicono queste cosiddette "élite USA", non è mai veramente finita. 

Nel frattempo, il prezzo delle azioni della Gazprom sta salendo. Comprale subito. Non te ne pentirai.
Pepe Escobar è autore di Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War (Nimble Books, 2007), Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge (Nimble Books, 2007), e Obama does Globalistan (Nimble Books, 2009). Nimble Books , 2009). Indirizzo e.mail:pepeasia@yahoo.com
Fonte : http://www.atimes.com
Link: http://www.atimes.com/atimes/Central_Asia/CEN-02-270314.html   
27.03.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l'autore della traduzione Bosque Primario .

Note:

1. Popcorn Please While "Putin's Agitators" Rule in Kiev, Moon of Alabama, March 26, 2014.


Fonte: comedonchisciotte.net

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