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Servono 1.000.000 di firme per mettere renzi e soci con le spalle al muro, con una legge di iniziativa popolare. Il comitato promotore ha raccolto 850.000 firme, tra web e dal vivo, i media non ne parlano e non ne parleranno, per evitare imbarazzi a Renzi, che sarebbe in difficoltà a dire NO alla cancellazione del vitalizio a corrotti, mafiosi e affini... vogliamo continuare a dire "tanto non cambia niente" - "tanto non serve a niente" o ci iniziamo a muovere per ottenere ciò che esigiamo? Una semplice firma conta più di quanto sembra. Grazie ai referendum non ci hanno imposto il nucleare, anche se c'è da dire che quello sull'acqua è stato disatteso... e più ne disattenderanno, più la gente aprirà gli occhi... calano i consensi e convincere la gente è sempre più difficile per loro... FIRMATE!!!
mercoledì 24 ottobre 2012

ROMA - Un atto estremo per chiedere assistenza: è la protesta choc di 50 disabili gravi, malati di Sla, distrofia muscolare e sclerosi multipla, che rinunciano ad alimentarsi per denunciare la scarsa attenzione del governo verso la loro condizione di malati gravi. Lo sciopero della fame è stato indetto dal Comitato 16 Novembre onlus. Le persone affette da patologie neurodegenerative progressive, bisognose di assistenza 24 ore su 24, denunciano: «Il governo ha destinato parte dei 658 milioni della legge sulla Spending Review alla non autosufficienza, ma ancora non c'è un piano per la destinazione delle risorse», spiega Mariangela Lamanna, presidente del Comitato 16 novembre onlus.

SENZA CIBO «Lo sciopero della fame consiste in una progressiva riduzione degli alimenti. Si tratta - spiega Lamanna - di malati gravissimi, quasi tutti tracheotomizzati e allettati, tutti bisognosi di assistenza continua e vigile h24. Un'assistenza costosissima, in quanto ogni malato è attaccato a dei macchinari, ad esempio respiratori, che devono essere disponili in misura doppia, perchè se uno si ferma l'altro deve essere subito pronto». Il comitato 16 ottobre ha più volte sollecitato un piano per la assistenza ai non autosufficienti, le cui competenze sono divise tra i Ministeri dell'economia, del lavoro e della salute. « Abbiamo chiesto un incontro con tutti e tre i ministri, Fornero, Grilli e Balduzzi - spiega Lamanna -proprio per dire basta al palleggiamento delle responsabilità e delle competenze. I malati e le famiglie non possono più aspettare, l'assistenza ha dei costi altissimi». Il comitato 16 novembre ha presentato il progetto 'Restare a Casà che consiste nell'assistere al proprio domicilio i malati di questa patologie facendoli rimanere nel loro ambiente familiare ma dotandoli di tutti gli strumenti e i macchinari necessari alla sopravvivenza. Per far questo è stato richiesto da parte dello Stato un contributo di 20mila euro l'anno ad ogni famiglia dove risiede un malato grave. L'elenco dei malati che partecipano allo sciopero della fame è consultabile sul gruppo facebook Comitato 16 novembre.

fonte: leggo.it


1 commenti:

Anonimo ha detto...

GLI ASSEGNI DI CURA FANNO RISPARMIARE E MIGLIORANO LA VITA DELLE PERSONE DISABILI -
L'ASSISTENA A DOMICILIO COSTA UN DECIMO DI QUELLA NELLE STRUTTURE RESIDENZIALI -MA GLI SPECULATORI E POTENTI LOBBIES CHE LE GESTISCONO IMPEDISCONO DELLE ADEGUATE POLITICHE PER LA DOMICILIARITA'
leggete qui
http://www.disablog.it/2012/06/14/gli-assegni-di-cura-fanno-risparmiare-ma-il-governo-monti-lo-sa/

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