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lunedì 10 settembre 2012

Senza vergogna e senza paura. Così il Popolo della Libertà di San Stino di Livenza, paesino di 13 mila anime tra San Donà di Piave e Portogruaro, ha ricordato il ventennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Tra gli ideatori dell’iniziativa il consigliere comunale Giuseppe Canali, ex assessore nella precedente amministrazione, eletto con la Lega e transumato nel Pdl, animatore dell’associazione politico-culturale “I Trecento” che si ispira alle gesta di Leonida e dei suoi uomini alle Termopili. Sotto ai visi di Falcone e Borsellino si leggono infatti due frasi attribuite a tal Paolo Grasso: “Darei a Berlusconi un premio per l’antimafia” e “Fondamentali le leggi introdotte dal suo governo“.
Falcone e Borsellino

Ora, a parte che non esiste alcun Paolo Grasso che di professione faccia il procuratore nazionale antimafia
(probabilmente avrà voluto indicare Pietro Grasso), ci si chiede se codesto Canali conosca quantomeno la genesi, la nascita e la crescita di Forza Italia prima e del Pdl dopo. Se abbia seguito la cronaca degli ultimi 20 anni, se abbia mai sentito parlare di Cosentino, di Dell’Utri e di una bizzarra vittima dei soprusi mafiosi, Silvio Berlusconi. Se sia a conoscenza che nel suo partito di provenienza, la Lega Nord, Berlusconi lo chiamavano affettuosamente “il mafioso di Arcore“. Se la risposta a una di queste domande è “sì” siamo di fronte a una deliberata offesa alla memoria dei due magistrati siciliani. Se è “no” attiveremo un corso di recupero per l’intraprendente Paolo Canali, pardon, Giuseppe, in modo che ad ottobre sia in pari con gli altri italiani che in questi anni sono stati attenti. In tal caso allo stato dell’arte la frase sul manifesto dovrebbe essere “20 anni e noi non abbiamo capito niente“.
La seconda osservazione è che, come si temeva, quella frase sciagurata di Pietro Grasso sui meriti del governo Berlusconi nella lotta alla mafia, pronunciata ai microfoni di Radio 24, ha generato mostri. E ora viene usata come motto, come slogan da quelli che credono davvero a questa balla supersonica.


fonte: Il Fatto Quotidiano


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