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lunedì 25 giugno 2012
La mattina del 24 Giugno del 2008, Niki Aprile Gatti , è stato ritrovato morto dentro la sua cella. Si sarebbe impiccato con un laccio che non avrebbe dovuto avere. Un laccio che, secondo la Magistratura , sarebbe bastato a sorreggere un peso di oltre 90 Kg. Sono passati  quattro maledetti anni e assieme alla madre Ornella stiamo combattendo per arrivare alla verità.
Una verità che si può intravvedere in questo dossier.
Ripropongo questo mio straziante scritto: si tratta di  un racconto ipotetico di Niki per far capire come avvenne l’omicidio. Ebbene, dopo qualche tempo arrivò la notizia dell’omicidio-suicidio di un carcerato. Ed è stata la stessa modalità di come noi avevamo ipotizzato. Questo per far capire che purtroppo è possibile all’interno del carcere ammazzare su commissione le persone scomode e spacciarle per suicidio.
“Niente è più evidente di ciò che è nascosto.”
Confucio
“Ecco mi trovo catapultato qui, e chi se lo immaginava? Ma pazienza probabilmente sarà un esperienza che mi renderà ancor più forte nell’affrontare la vita, ne sono sicuro. Ma quanto è triste questo carcere! I miei compagni di cella sono molto simpatici ma distrutti, si vede che non hanno avuto vita facile. Non so ma penso che non sia il carcere la soluzione per loro, credo che valga la stessa cosa per tante altre persone. Mamma, non oso immaginare come stai ora! Per fortuna c’è il grande Roberto che con la sua calma ti starà tranquillizzando. Mi dispiace solo che non ti abbiano fatto parlare con me. Ma perchè si comportano così?
Ha ragione la mia cuginetta Sara, l’ho sempre detto che faceva bene a ribellarsi e cercare di cambiare qualcosa. Ecco tra poco il Giudice mi riceverà, non vedo l’ora di dire tutto quello che facevo nel mio lavoro e sicuramente mi faranno uscire. Non vedo l’ora di riabbracciarti mamma! Poi c’è il mio fratellino Nathan, immagino già le domande che mi farà. Gli racconterò la mia esperienza, lui sembra me da piccolo: così curioso del mondo… ”

L’ora d’aria! La sezione del carcere quasi deserta. Ci sono nel corridoio due uomini che sembrano detenuti in compagnia di un’ altra persona, che detenuto non lo era affatto. Si sentono dei passi metallici che pian piano pare che si avvicinino verso la cella dove c’era Niki. L’altro compagno era appena uscito per farsi il metadone. L’altro era a letto forse a dormire. Niki stava pensando se fosse il caso di cambiarsi il pigiama per uscire un po’ visto che era l’ora per i passeggi.
“Certo è incredibile, tutto avrei immaginato che finire in prigione. Eppure amo così tanto il lavoro, ho ancora tanti progetti da fare. Ma uscito da qua ricomincerò tutto da capo. Già sto immaginando la gioia di mamma quando mi rivedrà. Sono sicuro che sta facendo di tutto per vedermi e farmi uscire. Ma non servirà, chi è nel giusto come me, uscirà no? ”
Ecco che entrano i tre uomini, uno ha una faccia particolarmente brutta. Non sembra affatto gente buona. Quello che sta al letto apre un attimo gli occhi. “Tu stronzo chiudi gli occhi e dormi, stai muto sennò ti rimandiamo in Africa. Drogato di merda!” Tremando richiuse gli occhi e si paralizzò nel letto.
Niki ebbe un brivido fastidioso lungo la schiena, c’era una situazione che non gli piaceva affatto. Una sensazione indescrivibile, come se fosse un presagio di qualcosa non proprio bella.
“Dai ragazzo vieni qui dentro al bagno con noi, ti dobbiamo parlare. Tranquillo, tutto ok!”
“Ho paura, si ho paura! Mi sta battendo il cuore forte, sto sudando, cosa vogliono da me questi qui? Spero di sbagliarmi,ho una strana sensazione. Non posso credere a quello che penso. No, non posso…e poi perchè? Perchèèè?”
I due si misero di fianco a Niki, e gli bloccarono braccia e spalle. Il terzo era dietro di lui e lo prese per la testa. “Dai ragazzo fermo e zitto, sarà un attimo, quasi indolore…”
Niki urlò a squarciagola, chiese un aiuto disperato che si propagò per tutta la sezione. Forse c’era qualche altro detenuto nelle celle limitrofe che lo sentì….
“Si dice che quando si sta per morire, in un attimo, ti passa tutta la tua vita davanti. A me ora quello che sta passando è la paura fottuta della morte, della sofferenza,di quello che ci sarà dopo e non so nemmeno il perchè di tutto questo. Ho paura mamma, ho tanto paura! Ma durante questo mio urlo di aiuto e di paura sto vedendo te,mia dolce mamma! Quanto mi hai amato, è solo grazie a te che ho vissuto questa mia breve ma intensa vita piena di felicità. Se sono stato sempre un ragazzo sicuro di se è per l’amore della mia famiglia. Perchè hanno sempre creduto in me.
Ma io so che da ora in poi tu sarai perennemente triste e straziata dal dolore. Non voglio questo mamma, non lo voglio!. Oddio mamma, quanto vorrei essere ora vicino a te almeno per stringerti la mano durante il trapasso. Il mio ultimo pensiero a te, a Nathan e ai miei cari…
Voglio tanto abbracciarvi per l’ultima volta e dirvi che questi qui non valgono nulla e non la passeranno liscia. I vermi vivono sottoterra, ma alla fine affiorano sempre. 
Ma è arrivata la Morte, inaspettata, alle spalle…traditrice. “
La persona che era dietro, cacciò fuori un laccio preso dalla scarpa di Niki, lo tenne ben teso e lo avvolse intorno al collo. Poi il buio… 


fonte: incarcerato.blogspot.it tratto da informarexresistere.fr



1 commenti:

Ivan ha detto...

Sono cose che lasciano perplessi, è da vari anni che sappiamo che ormai lo stato fa leggi per tutelare se stesso e chi loro credono giusto.
Daltr'onde se non avevano leggi per potersi proteggere, molti come (ricorderete tutti quelli che hanno più di 30 anni) Andreotti mandante di omicidi, ma inaccusabile perchè senatore a vita.
Niki invece non era nessuno per loro, era uno che sapeva troppo e che non doveva parlare, e quindi da zittire in un modo o nell'altro.
Io non posso far altro che dare le mie sentite condoglianze alla famiglia di Niki.Leggere queste notizie ,di un ragazzo di poco più grande di me, mi strazia e mi fa rendere conto sempre di più che viviamo in uno stato che fa i propri interessi e non quelli del popolo.

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