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domenica 18 dicembre 2011

Denunciano redditi inferiori rispetto ai lavoratori dipendenti, ma hanno una ricchezza immobiliare maggiore. Un'indagine della Uil sui numeri delle Finanze riguardanti tenore di vita, investimenti e case conferma come l'evasione fiscale «sia più alta nelle categorie non sottoposte al sostituto d'imposta». Risulta tra l'altro che i lavoratori dipendenti hanno in media un reddito di 21.098 euro, i pensionati di 14.586 e gli autonomi di 19.504.

I lavoratori autonomi dichiarano redditi inferiori rispetto ai lavoratori dipendenti, ma hanno una ricchezza immobiliare maggiore. Un paradosso che, secondo uno studio presentato ieri dalla Uil, conferma come l'evasione fiscale «sia più alta nelle categorie non sottoposte al sostituto d'imposta», dice il segretario generale Luigi Angeletti. E dimostra, aggiunge il leader sindacale, la necessità sia di una «più efficace lotta all'evasione» sia di «riequilibrare il carico fiscale, aumentando il prelievo sulla ricchezza immobiliare, esclusa la prima casa, e diminuendo quello sui lavoratori e le imprese».

Il rapporto, elaborato dall'ufficio Politiche fiscali della Uil guidato dal segretario confederale Domenico Proietti, riprende alcune tabelle contenute nel rapporto «Gli immobili in Italia 2011» realizzato per il ministero dell'Economia dal Dipartimento delle finanze e dall'Agenzia del territorio. «Le elaborazioni — si spiega in questo rapporto — sono state effettuate incrociando i codici fiscali dei proprietari che risultano negli archivi catastali nell'anno 2009 con quelli delle dichiarazioni dei redditi».


Ventiquattro milioni di proprietari
Mettendo a confronto i dati sul reddito disponibile (imponibile Irpef al netto dell'imposta pagata) del 2009 con il valore medio del patrimonio immobiliare ad uso abitativo calcolato dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia del Territorio, viene fuori che i lavoratori dipendenti hanno in media un reddito di 21.098 euro, i pensionati di 14.586 e gli autonomi di 19.504. Allo stesso tempo il valore medio delle case di proprietà è di 155.760 euro per i dipendenti (in questa categoria i proprietari sono circa 10 milioni), di 184.901 euro per i pensionati (9,6 milioni di proprietari) e 203.159 euro per gli autonomi (2,5 milioni di proprietari). Ci sono poi altri 2 milioni di rentier che hanno un reddito da «fabbricati» di 7.370 euro con un patrimonio immobiliare medio di 350 mila euro.
Insomma, dice la Uil, «gli autonomi dichiarano meno dei dipendenti, ma hanno una ricchezza in abitazioni superiore, in media, di oltre 50 mila euro», per non parlare dei rentier.

Duecentomila auto di lusso
Ma i conti, secondo la Uil, non tornano neppure guardando alle auto di lusso vendute ogni anno in Italia. Nel 2010 sono state 206 mila, per un prezzo medio di 103 mila euro. Parliamo di 180 mila tra Mercedes, Bmw e Audi e di 26 mila supercostose vetture di altre marche, comprese 620 Ferrari e 151 Lamborghini. Ma sempre nel 2010 «solo 71.989 contribuenti, pari allo 0,17% del totale, hanno dichiarato al fisco più di 200mila euro, il reddito congruo a un acquisto di questo livello». È appena il caso di ricordare che 10 milioni e mezzo di soggetti non pagano l'Irpef per via dei redditi bassi dichiarati e che il 52% dell'imposta è pagata dal 13% dei contribuenti più «ricchi», si fa per dire, quelli che denunciano più di 35 mila euro. Allo stesso tempo, ricorda lo studio del sindacato, «circa 600 mila soggetti detengono patrimoni finanziari superiori a 500 mila euro. Il 60% di questi è costituito da lavoratori autonomi».

Gli studi di settore
«L'asimmetria tra i contribuenti soggetti al sostituto d'imposta e quelli che autodichiarano il proprio reddito — continua lo studio della Uil — trova ulteriore conferma nella distribuzione dei redditi dichiarati dalle singole categorie: il 48% degli imprenditori e il 24% dei professionisti dichiara redditi inferiori a 15 mila euro; il 30% degli agricoltori dichiara redditi inferiori a 4 mila euro; il 37% dei lavoratori dipendenti e il 57% dei pensionati dichiara meno di 15 mila euro». Ci sono poi i dati sugli «studi di settore», attraverso i quali gli autonomi pagano le tasse. Nel 2008 (gli ultimi disponibili) alcune categorie hanno addirittura denunciato redditi medi in perdita: -6 mila euro le «discoteche, sale da ballo, night club e simili»; -3.200 euro i «centri benessere e stabilimenti termali»; -1.300 euro le «gestioni impianti sportivi». Altre hanno dichiarato redditi molto bassi: 10.900 euro in media le profumerie; 12.500 euro parrucchieri e barbieri; 12.800 euro gli stabilimenti balneari; 13.800 euro i ristoranti; 14.500 euro i taxi; 16.200 euro bar e gelaterie, 16.300 euro le gioiellerie.

Chi evade di più
L'evasione fiscale sottrae ogni anno più di 130 miliardi di euro alle casse dello Stato, sottolinea Angeletti, che chiede al governo Monti di incidere qui prima di tutto. Tenendo conto, dice lo studio della Uil, che, «secondo i dati dello stesso ministero dell'Economia trasmessi al Parlamento, la distribuzione dell'evasione per settori di attività è la seguente: commercio, alberghi e ristoranti 46,9%; trasporti, comunicazione e altri servizi 33,8%; industria 10,8%; costruzioni 8,5%». Se questa è la situazione, dice il sindacato, e se il governo Monti vuole effettivamente rilanciare la crescita, allora, dando seguito a quanto annunciato in Parlamento, dovrebbe prima di tutto ridurre il carico fiscale sul lavoro, «abbassando la prima aliquota Irpef dal 23% al 20%». Peccato che una misura del genere costi circa 12 miliardi di euro all'anno. Dove trovarli? Dalla lotta all'evasione, dalla patrimoniale (esclusa la prima casa) e anche da un aumento dell'Iva, dice la Uil, ma «solo se attuato contestualmente alla riduzione dell'Irpef».

da: "Corriere della Sera"


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1 commenti:

Anonimo ha detto...

ma ci pensano che l 70% delle auto come bmw, audi e mercedes sono auto aziendali?

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