Post più popolari
-
Di Laura Caselli - losai.eu Deva (così si chiama la signora ritratta nella foto qui sotto) si è scattata una foto con il suo cellula...
-
I PALAZZINARI CINESI SI STANNO DANDO DA FARE IN AFRICA Nova Cidade de Kalimba è una moderna città africana costruita da investit...
-
Editoriale a cura di Alessandro Raffa La notizia è di quelle che se non fosse apparsa sul sito dell'ANSA la maggioranza degli utent...
-
Lo stato italiano non ha versato per anni i contributi pensionistici ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni e quindi li ha fatti ...
-
In caso di rottura EURO grossi guai per la Germania: nuove conferme da studio “Bertelsmann Stiftung”In caso di rottura dell'Euro, per la Germania sarebbero dolori, mentre l'Italia e gli altri "paesi periferici", costretti ...
-
mercurio nei vaccini Di Gianni Lannes Neonati e adulti usati come cavie. Il livello di criminalità bivacca ai vertici dello Stat...
-
Di seguito vi proponiamo il video dell' ottimo discorso pronunciato alla Camera dei Deputati dal parlamentare pentastellato C...
-
Come da previsioni, mentre il reset finanziario globale molla gli ormeggi, ecco che “magicamente” compaiono le immagini delle tecnologie se...
-
Gino Strada è un chirurgo e pacifista italiano. E’ fondatore, assieme alla purtroppo defunta moglie Teresa Sarti, dell’ONG italiana Emer...
-
Bacche di Goji: benefici e come coltivarle in casa Di Marta Albè - greenme.it La bacche di Goji rappresentano i frutti di due dif...
Contenuti (tag)
varie
leggi
lobby
democrazia
casta
esteri
governo
economia
scandali
fatti e misfatti
diritti civili
giustizia
editoriale
salute
ambiente
mass media
sanità
USA
centrosinistra
centrodestra
diritti umani
crisi
povertà
sprechi
libertà
forze dell'ordine
censura
scienza
lavoro
cultura
berlusconi
infanzia
animali
energia
centro
chiesa
mafie
internet
riceviamo e pubblichiamo
notizie
OMICIDI DI STATO
giovani
satira
carceri
immigrazione
scuola
facebook
grillo
pensione
mondo
renzi
razzismo
travaglio
eurocrati
europa
bilderberg
alimentari
parentopoli
banche
finanza
meritocrazia
clinica degli orrori
sondaggio
umberto veronesi
germania
fini
trilaterale
Grecia
enrico letta
euro
signoraggio
sovranità monetaria
debito pubblico
fondatori del sito
marra
boston
iene
tecnologia
nikola tesla
austerity
manipolazione mediatica
disoccupazione
equitalia
lambrenedetto xvi
massoneria
spagna
suicidi
tasse
acqua
agricoltura
attentati
francia
israele
terrorismo
Angela Merkel
BCE
UE
cancro
guerra
matrimoni gay
nigel farage
prodi
ricchi
terremoto
Cina
INPS
Traditori al governo?
africa
armi
bavaglio
big pharma
bonino
canapa
draghi
globalizzazione
inciucio
mario monti
mes
napolitano
ogm
palestina
rifiuti
vaccini
CIA
Marco Della Luna
NASA
PD
bancarotta
banchieri
barnard
chernobyl
droga
eurogendfor
fisco
golpe
monsanto
nucleare
obama
paolo ferraro
petrolio
prelievi forzoso
siria
società
sovranità nazionale
spread
staminali
stati uniti
terra
Alzheimer
Aspen Institute
Auriti
Chomsky
Consiglio dei Ministri
Enoch Thrive
FBI
Fornero
Muos
Onu
Svizzera
aborto
aborto forzato
adam kadmon
aids
amato
anatocismo
anoressia
argentina
armeni
arsenico
autismo
bersani
bill gates
boicottaggio
brevetto
btp
bufala
by
cambiamento
capitalismo
carabinieri
carne
cervello
chemioterapia
cipro
class action
commercio di organi
contestazione
controinformazione
corte dei conti
cravattari
crescita
crocetta
denaro
denuncia
disastro
diseguaglianza
dogana
donne
dossier
educazione
egitto
elezioni
elites
eroina
esercito
evasione
fallimento
farmaci
fed
federico aldrovandi
finanziaria
fiscal compact
fisica quantistica
fmi
follia
fondi d'investimento
frutta
fukushima
genocidio
geoingegneria
gheddafi
ghiandola pineale
giuseppe uva
giustizia sociale
goldman sachs
hiv
hollande
indagini
india
influencer
informazione
inquinamento
insetti
iran
iraq
islanda
latte
magdi allam
malattie
maratona
marijuana
marò
meccanica quantistica
melanoma
messaggi subliminali
messico
meteorite
microonde
microspia
militari
mistero
mmt
mossad
multe
natura
no muos
no tav
nwo
obbligazioni
oligarchi
overdose
paradisi fiscali
parkinson
parma
patrimonio
pedofilia
pena di morte
pensiero positivo
pesticidi
pianeti extrasolari
pizzarotti
plastica
polverini
pomodori
portogallo
poteri forti
presidente della repubblica
privacy
privilegi
propaganda
prostata
quantum
radioattività
recessione
rigore
risveglio coscienze
roma
sardegna
sciopero
sert
servizi segreti
sicilia
sigaretta elettronica
speculazione
stefano cucchi
suicidio
tabacco
telefono cellulare
teri
torture
tossicodipendenza
totò riina
trattato di velsen
troika
turchia
università
uruguay
usura
verdura
vessazioni
video
violenza
virus
Powered by Blogger.
*** Clicca su "ricevi gli aggiornamenti" per iscriverti agli aggiornamenti Facebook di Alessandro Raffa, amministratore di nocensura.com: in caso di problemi o di censura, resterai in contatto con noi!
lunedì 10 ottobre 2011
Lavoro. In un sondaggio, le popolazioni chiedono fortemente una protezione da parte dell'Unione europea. L'occupazione resta il primo dei problemi. A commissionarlo un gruppo di economisti e studiosi francesi riuniti in «Per un dibattito sul libero scambio»
Crisi dei debiti sovrani, crisi dell'euro, crisi dell'Europa. In questo periodo di minaccia di crollo sistemico, i governi sembrano impotenti a trovare una risposta comune ed efficace alla crisi, che per i cittadini è soprattutto economica, non solo finanziaria. La distanza tra governi e cittadini si fa sempre più ampia, e colpisce le istituzioni europee, travolte anch'esse da un generale discredito. Un'incomprensione si approfondisce: mentre gli stati che ancora conservano il rating AAA studiano l'ipotesi, sempre più vicina, di tornare a finanziare le banche con denaro pubblico, come già era successo nel 2008, i cittadini si interrogano sul perché vengano trovati dei soldi per salvare le banche, mentre ai popoli vengono imposti piani di rigore e tagli al welfare. Gli europei si sentono sballottati nella mondializzazione, di cui cominciano a sottolineare gli inconvenienti, soprattutto per quello che riguarda l'occupazione, mentre i vantaggi sfumano in secondo piano.
La questione della «demondializzazione» è già entrata nel dibattito politico francese delle presidenziali del 2012. A sinistra, oltre al Front de Gauche, la difende il socialista Arnaud Montebourg, candidato alle primarie del Ps, a destra è l'argomento del gollista sovranista Nicolas Dupont-Aignan ed è portata all'estremo dal Fronte nazionale, che propone l'uscita dall'euro.
Un gruppo di economisti e studiosi francesi, tra cui Emmanuel Todd, Jacques Sapir, Philippe Murer, Jean-Luc Gréau e Bernard Cassen, riuniti nell'associazione «Per un dibattito sul libero scambio», ha commissionato all'istituto Ifop un sondaggio in vari paesi europei - a maggio in Francia, a giugno in Italia, Gran Bretagna, Germania e Spagna - che rivela una forte richiesta di protezione da parte dell'Unione europea. Al centro delle preoccupazioni delle popolazioni c'è l'occupazione e il modo per proteggerla e rilanciarla in un'Europa che sta perdendo posti di lavoro industriale. Il sondaggio, spiega l'economista Philippe Murer, professore alla Sorbonne, «ha mostrato che più dei due terzi degli italiani auspicano che le tasse sui prodotti in provenienza dai paesi a bassi salari vengano alzate. In questo, la loro opinione è molto vicina a quella di francesi, spagnoli e tedeschi, anch'essi ai due terzi favorevoli a questa soluzione». Solo gli inglesi restano più liberoscambisti, ma anche qui il 50% chiede protezione. «Il problema della delocalizzazione di attività nei paesi emergenti e del deficit commerciale di Italia, Spagna e Francia accumulato negli anni - aggiunge Murer - pone un grosso problema alle nostre economie. Questi deficit frenano la crescita delle economie occidentali e comportano un'accumulazione del debito nei nostri paesi. In effetti, quando un paese consuma più di quanto produce, ne consegue che un debito, pubblico o privato, debba venire contrattato.
E anche un debito privato finisce per diventare pubblico, quando in occasione di una crisi finanziaria acuta lo stato è obbligato ad aiutare il settore privato. Di conseguenza, anche se il deficit commerciale non è il solo responsabile dell'indebitamento pubblico, esso tende ad impedire al paese di tornare a una situazione normale rispetto al debito pubblico e tende ad accrescere questo stesso debito. Quindi, non ci sarà una soluzione definitiva ai problemi di debito pubblico in Europa e negli Usa fino a quando le tasse alle frontiere sulle merci in provenienza dai paesi a bassi salari verso i paesi ad alti salari non saranno alzate ad un livello tale che levi il freno alla crescita delle economie occidentali».
L'apertura delle frontiere europee ai prodotti dei paesi a bassi salari va a vantaggio di chi? I cittadini europei piazzano, unanimi, in testa «le multinazionali» (i tedeschi, che pure hanno un forte avanzo commerciale, lo pensano al 70%, i francesi al 54%, italiani e inglesi al 57%, spagnoli al 64%). Una maggioranza pensa però che sia «una buona cosa» anche per il proprio paese: si va dal 62% dei tedeschi al 51% di Italia e Gran Bretagna e al 55% degli spagnoli, mentre solo i francesi sono ultra pessimisti, al 24%. Solo in Spagna sono ancora maggioranza (51%) a pensare che ci siano stati vantaggi anche per i lavoratori (lo pensa il 45% degli italiani, ma solo il 13% dei francesi). Per tutti è invece negativo l'impatto sull'ambiente (anche qui il pessimismo francese arriva all'87%). I due terzi di francesi, tedeschi, italiani e spagnoli pensano che i diritti doganali dovrebbero essere posti alle frontiere dell'Europa piuttosto che a quelle dei rispettivi paesi. Gli inglesi sono divisi su questa questione.
Ma in caso di rifiuto dei partner europei di alzare i diritti doganali nei confronti dei paesi emergenti, inglesi, tedeschi, spagnoli e italiani, come i francesi, sono circa il 60% a pensare che bisogna farlo comunque alle frontiere dei rispettivi stati. Come per i francesi, sottolinea Murer, «il rialzo delle tasse verso i grandi paesi emergenti per la maggior parte di italiani, spagnoli, inglesi e tedeschi avrebbe delle conseguenze positive per l'industria, l'occupazione e la crescita economica del paese». Dal sondaggio, interpreta Murer, risulta che «i popoli dei grandi paesi europei rifiutano il libero scambio assoluto imposto dalle élites al potere. L'Unione europea rischia di essere fortemente rigettata dai popoli se continua ad ignorare queste questioni. Bisogna cambiare il quadro di riferimento del pensiero economico diffuso dalle nostre classi dirigenti e seguire il buon senso dei popoli. Poiché la Germania, sembra presa da un delirio di potenza, senza sapere alla fine cosa davvero vuole, un'alleanza tra Italia, Spagna e Francia sembra il solo modo per imporre all'Ue una svolta a 90 gradi per tornare ai fondamenti economici dell'Europa: una tariffa esterna comune che ha permesso uno sviluppo armonioso delle economie fino all'errore fatale del suo smantellamento».
CONSUMI IN CALO, GLI EFFETTI DELLA CRISI
Papandreu. Il primo ministro greco, socialista, oggi a Berlino avrà un nuovo incontro con la cancelliera Angela Merkel. Un modo per tenerlo sulla brace e un modo per tenere sulla brace l'intera Grecia, costretta a sacrifici spaventosi (non per i ricchi, che hanno già portato via tutto)
I CONSUMATORI NON SI FIDANO
Continua a settembre il calo della fiducia dei consumatori nel paese. L'indice del clima di fiducia scende dai 100,3 punti di agosto a 98,5 punti e tocca il minimo da luglio 2008 (95,8 punti). È quanto fa sapere l'Istat, aggiungendo che «la flessione è più marcata per il clima economico» L'IVA al 21% taglia il mercato auto
L'Iva passata dal 20 al 21% darebbe il «colpo di grazia» ad un mercato dell'auto che in Italia, «oltre ai contraccolpi della crisi, ha dovuto subire anche l'aumento dell'Ipt». Lo afferma Gianni Filipponi, direttore generale dell'Unrae, che stima un mercato annuo in calo a 1.650.000 immatricolazioni
fonte: Il Manifesto
Articolo interessante? Segnalalo ai tuoi amici su Facebook cliccando "like"!
Oppure condividilo sulla tua bacheca!
Condividi su Facebook
Crisi dei debiti sovrani, crisi dell'euro, crisi dell'Europa. In questo periodo di minaccia di crollo sistemico, i governi sembrano impotenti a trovare una risposta comune ed efficace alla crisi, che per i cittadini è soprattutto economica, non solo finanziaria. La distanza tra governi e cittadini si fa sempre più ampia, e colpisce le istituzioni europee, travolte anch'esse da un generale discredito. Un'incomprensione si approfondisce: mentre gli stati che ancora conservano il rating AAA studiano l'ipotesi, sempre più vicina, di tornare a finanziare le banche con denaro pubblico, come già era successo nel 2008, i cittadini si interrogano sul perché vengano trovati dei soldi per salvare le banche, mentre ai popoli vengono imposti piani di rigore e tagli al welfare. Gli europei si sentono sballottati nella mondializzazione, di cui cominciano a sottolineare gli inconvenienti, soprattutto per quello che riguarda l'occupazione, mentre i vantaggi sfumano in secondo piano.
La questione della «demondializzazione» è già entrata nel dibattito politico francese delle presidenziali del 2012. A sinistra, oltre al Front de Gauche, la difende il socialista Arnaud Montebourg, candidato alle primarie del Ps, a destra è l'argomento del gollista sovranista Nicolas Dupont-Aignan ed è portata all'estremo dal Fronte nazionale, che propone l'uscita dall'euro.
Un gruppo di economisti e studiosi francesi, tra cui Emmanuel Todd, Jacques Sapir, Philippe Murer, Jean-Luc Gréau e Bernard Cassen, riuniti nell'associazione «Per un dibattito sul libero scambio», ha commissionato all'istituto Ifop un sondaggio in vari paesi europei - a maggio in Francia, a giugno in Italia, Gran Bretagna, Germania e Spagna - che rivela una forte richiesta di protezione da parte dell'Unione europea. Al centro delle preoccupazioni delle popolazioni c'è l'occupazione e il modo per proteggerla e rilanciarla in un'Europa che sta perdendo posti di lavoro industriale. Il sondaggio, spiega l'economista Philippe Murer, professore alla Sorbonne, «ha mostrato che più dei due terzi degli italiani auspicano che le tasse sui prodotti in provenienza dai paesi a bassi salari vengano alzate. In questo, la loro opinione è molto vicina a quella di francesi, spagnoli e tedeschi, anch'essi ai due terzi favorevoli a questa soluzione». Solo gli inglesi restano più liberoscambisti, ma anche qui il 50% chiede protezione. «Il problema della delocalizzazione di attività nei paesi emergenti e del deficit commerciale di Italia, Spagna e Francia accumulato negli anni - aggiunge Murer - pone un grosso problema alle nostre economie. Questi deficit frenano la crescita delle economie occidentali e comportano un'accumulazione del debito nei nostri paesi. In effetti, quando un paese consuma più di quanto produce, ne consegue che un debito, pubblico o privato, debba venire contrattato.
E anche un debito privato finisce per diventare pubblico, quando in occasione di una crisi finanziaria acuta lo stato è obbligato ad aiutare il settore privato. Di conseguenza, anche se il deficit commerciale non è il solo responsabile dell'indebitamento pubblico, esso tende ad impedire al paese di tornare a una situazione normale rispetto al debito pubblico e tende ad accrescere questo stesso debito. Quindi, non ci sarà una soluzione definitiva ai problemi di debito pubblico in Europa e negli Usa fino a quando le tasse alle frontiere sulle merci in provenienza dai paesi a bassi salari verso i paesi ad alti salari non saranno alzate ad un livello tale che levi il freno alla crescita delle economie occidentali».
L'apertura delle frontiere europee ai prodotti dei paesi a bassi salari va a vantaggio di chi? I cittadini europei piazzano, unanimi, in testa «le multinazionali» (i tedeschi, che pure hanno un forte avanzo commerciale, lo pensano al 70%, i francesi al 54%, italiani e inglesi al 57%, spagnoli al 64%). Una maggioranza pensa però che sia «una buona cosa» anche per il proprio paese: si va dal 62% dei tedeschi al 51% di Italia e Gran Bretagna e al 55% degli spagnoli, mentre solo i francesi sono ultra pessimisti, al 24%. Solo in Spagna sono ancora maggioranza (51%) a pensare che ci siano stati vantaggi anche per i lavoratori (lo pensa il 45% degli italiani, ma solo il 13% dei francesi). Per tutti è invece negativo l'impatto sull'ambiente (anche qui il pessimismo francese arriva all'87%). I due terzi di francesi, tedeschi, italiani e spagnoli pensano che i diritti doganali dovrebbero essere posti alle frontiere dell'Europa piuttosto che a quelle dei rispettivi paesi. Gli inglesi sono divisi su questa questione.
Ma in caso di rifiuto dei partner europei di alzare i diritti doganali nei confronti dei paesi emergenti, inglesi, tedeschi, spagnoli e italiani, come i francesi, sono circa il 60% a pensare che bisogna farlo comunque alle frontiere dei rispettivi stati. Come per i francesi, sottolinea Murer, «il rialzo delle tasse verso i grandi paesi emergenti per la maggior parte di italiani, spagnoli, inglesi e tedeschi avrebbe delle conseguenze positive per l'industria, l'occupazione e la crescita economica del paese». Dal sondaggio, interpreta Murer, risulta che «i popoli dei grandi paesi europei rifiutano il libero scambio assoluto imposto dalle élites al potere. L'Unione europea rischia di essere fortemente rigettata dai popoli se continua ad ignorare queste questioni. Bisogna cambiare il quadro di riferimento del pensiero economico diffuso dalle nostre classi dirigenti e seguire il buon senso dei popoli. Poiché la Germania, sembra presa da un delirio di potenza, senza sapere alla fine cosa davvero vuole, un'alleanza tra Italia, Spagna e Francia sembra il solo modo per imporre all'Ue una svolta a 90 gradi per tornare ai fondamenti economici dell'Europa: una tariffa esterna comune che ha permesso uno sviluppo armonioso delle economie fino all'errore fatale del suo smantellamento».
CONSUMI IN CALO, GLI EFFETTI DELLA CRISI
Papandreu. Il primo ministro greco, socialista, oggi a Berlino avrà un nuovo incontro con la cancelliera Angela Merkel. Un modo per tenerlo sulla brace e un modo per tenere sulla brace l'intera Grecia, costretta a sacrifici spaventosi (non per i ricchi, che hanno già portato via tutto)
I CONSUMATORI NON SI FIDANO
Continua a settembre il calo della fiducia dei consumatori nel paese. L'indice del clima di fiducia scende dai 100,3 punti di agosto a 98,5 punti e tocca il minimo da luglio 2008 (95,8 punti). È quanto fa sapere l'Istat, aggiungendo che «la flessione è più marcata per il clima economico» L'IVA al 21% taglia il mercato auto
L'Iva passata dal 20 al 21% darebbe il «colpo di grazia» ad un mercato dell'auto che in Italia, «oltre ai contraccolpi della crisi, ha dovuto subire anche l'aumento dell'Ipt». Lo afferma Gianni Filipponi, direttore generale dell'Unrae, che stima un mercato annuo in calo a 1.650.000 immatricolazioni
fonte: Il Manifesto
Articolo interessante? Segnalalo ai tuoi amici su Facebook cliccando "like"!
Oppure condividilo sulla tua bacheca!
Condividi su Facebook
Tag:
diritti civili,
esteri,
lavoro,
povertà,
sondaggio
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Archivio articoli
Blog Archive
-
2013
(1088)
- 05/19 - 05/26(27)
- 05/12 - 05/19(57)
- 05/05 - 05/12(55)
- 04/28 - 05/05(59)
- 04/21 - 04/28(90)
- 04/14 - 04/21(73)
- 04/07 - 04/14(69)
- 03/31 - 04/07(65)
- 03/24 - 03/31(48)
- 03/17 - 03/24(57)
- 03/10 - 03/17(49)
- 03/03 - 03/10(41)
- 02/24 - 03/03(46)
- 02/17 - 02/24(36)
- 02/10 - 02/17(56)
- 02/03 - 02/10(54)
- 01/27 - 02/03(74)
- 01/20 - 01/27(48)
- 01/13 - 01/20(43)
- 01/06 - 01/13(41)
-
2012
(3624)
- 12/30 - 01/06(37)
- 12/23 - 12/30(35)
- 12/16 - 12/23(59)
- 12/09 - 12/16(63)
- 12/02 - 12/09(64)
- 11/25 - 12/02(51)
- 11/18 - 11/25(62)
- 11/11 - 11/18(46)
- 11/04 - 11/11(67)
- 10/28 - 11/04(62)
- 10/21 - 10/28(58)
- 10/14 - 10/21(36)
- 10/07 - 10/14(90)
- 09/30 - 10/07(59)
- 09/23 - 09/30(61)
- 09/16 - 09/23(64)
- 09/09 - 09/16(79)
- 09/02 - 09/09(84)
- 08/26 - 09/02(47)
- 08/19 - 08/26(32)
- 08/12 - 08/19(68)
- 08/05 - 08/12(43)
- 07/29 - 08/05(74)
- 07/22 - 07/29(68)
- 07/15 - 07/22(64)
- 07/08 - 07/15(77)
- 07/01 - 07/08(75)
- 06/24 - 07/01(79)
- 06/17 - 06/24(75)
- 06/10 - 06/17(67)
- 06/03 - 06/10(74)
- 05/27 - 06/03(87)
- 05/20 - 05/27(80)
- 05/13 - 05/20(98)
- 05/06 - 05/13(62)
- 04/29 - 05/06(78)
- 04/22 - 04/29(62)
- 04/15 - 04/22(80)
- 04/08 - 04/15(77)
- 04/01 - 04/08(86)
- 03/25 - 04/01(98)
- 03/18 - 03/25(76)
- 03/11 - 03/18(87)
- 03/04 - 03/11(72)
- 02/26 - 03/04(97)
- 02/19 - 02/26(76)
- 02/12 - 02/19(78)
- 02/05 - 02/12(83)
- 01/29 - 02/05(64)
- 01/22 - 01/29(78)
- 01/15 - 01/22(58)
- 01/08 - 01/15(64)
- 01/01 - 01/08(63)
-
2011
(2661)
- 12/25 - 01/01(38)
- 12/18 - 12/25(39)
- 12/11 - 12/18(74)
- 12/04 - 12/11(45)
- 11/27 - 12/04(34)
- 11/20 - 11/27(44)
- 11/13 - 11/20(78)
- 11/06 - 11/13(69)
- 10/30 - 11/06(84)
- 10/23 - 10/30(63)
- 10/16 - 10/23(50)
-
10/09 - 10/16(40)
- Milano, gli studenti assediano gli uffici di Finin...
- Quello che non ci dicono sulla "donazione degli or...
- Insieme per un cambiamento globale, il 15 Ottobre ...
- Maroni fa il paladino dell'antimafia: ma taglia i ...
- Crisi: la Spagna taglia le spese militari
- Morire di carcere: dossier 2000 - 2011
- Processo Cucchi, direttore carcere: “ci furono pro...
- Vanna Marchi è già in semilibertà: lavora nel loca...
- Pena di morte: 2024 le esecuzioni nel 2010. Ma in ...
- Ecco il percorso del corteo di Sabato 15 Ottobre -...
- COMUNICATO DEGLI INDIGNADOS SPAGNOLI
- Rischia di affondare la nave con 1300 tonnellate d...
- Wells: "Sarà il PD a finire il lavoro iniziato da ...
- 1984: le Profezie di George Orwell
- Basta con le assurde divisioni tra "nord" e "sud",...
- Il giudice dimentica di scrivere motivazioni conda...
- Il conflitto della manager di equitalia: la sua so...
- Le dieci domande a Manganelli che vorremmo che Fab...
- Afghanistan:10 anni di guerra e occupazione…per il...
- La situazione del sud: quando le vittime diventano...
- Ecco come ci controllano. E come spezzare le caten...
- Rivoluzione SI: ma CULTURALE! NO assoluto a qualsi...
- Evasione fiscale: ecco come stanno davvero le cose...
- NY Times: "pena capitale in USA, un sistema che uc...
- Sud Italia: nei prossimi anni costretto a emigrare...
- Meno sprechi e "low cost": ecco come la crisi camb...
- Le paure dei cittadini d'Europa: al primo posto c'...
- Sanità privata meno costosa di quella pubblica: pr...
- Precari del Comune di Milano: “Traditi dalla Giunt...
- In Argentina apre "Palacio Berlusconi", un bordell...
- Indagato per vilipendio per i post su Facebook. Il...
- "I miei figli malmenati in questura: voglio giusti...
- Riconoscere i sintomi dello stress
- Video: perché vogliono eliminare Gheddafi dopo ave...
- Altolà di Alfano: Accantonare Berlusconi? impratic...
- L'ingiustizia delle multe: purghe per i poveri, so...
- Il 15 Ottobre salviamo l'Italia - VIDEO IMPERDIBIL...
- In Italia 4 milioni le donne contagiate da malatti...
- Quando il Partito comunista italiano augurava "glo...
- C'era una volta il TFR
- 10/02 - 10/09(65)
- 09/25 - 10/02(42)
- 09/18 - 09/25(59)
- 09/11 - 09/18(53)
- 09/04 - 09/11(22)
- 08/28 - 09/04(17)
- 08/21 - 08/28(23)
- 08/14 - 08/21(27)
- 08/07 - 08/14(33)
- 07/31 - 08/07(51)
- 07/24 - 07/31(50)
- 07/17 - 07/24(28)
- 07/10 - 07/17(43)
- 07/03 - 07/10(22)
- 06/26 - 07/03(43)
- 06/19 - 06/26(49)
- 06/12 - 06/19(49)
- 06/05 - 06/12(61)
- 05/29 - 06/05(46)
- 05/22 - 05/29(56)
- 05/15 - 05/22(87)
- 05/08 - 05/15(43)
- 05/01 - 05/08(45)
- 04/24 - 05/01(62)
- 04/17 - 04/24(91)
- 04/10 - 04/17(81)
- 04/03 - 04/10(61)
- 03/27 - 04/03(76)
- 03/20 - 03/27(67)
- 03/13 - 03/20(63)
- 03/06 - 03/13(59)
- 02/27 - 03/06(58)
- 02/20 - 02/27(32)
- 02/13 - 02/20(74)
- 02/06 - 02/13(54)
- 01/30 - 02/06(41)
- 01/23 - 01/30(47)
- 01/16 - 01/23(30)
- 01/09 - 01/16(43)
- 01/02 - 01/09(50)
-
2010
(623)
- 12/26 - 01/02(43)
- 12/19 - 12/26(53)
- 12/12 - 12/19(60)
- 12/05 - 12/12(59)
- 11/28 - 12/05(68)
- 11/21 - 11/28(67)
- 11/14 - 11/21(80)
- 11/07 - 11/14(62)
- 10/31 - 11/07(25)
- 10/24 - 10/31(7)
- 10/17 - 10/24(11)
- 10/10 - 10/17(8)
- 10/03 - 10/10(5)
- 09/19 - 09/26(2)
- 09/05 - 09/12(1)
- 08/29 - 09/05(24)
- 08/22 - 08/29(28)
- 08/15 - 08/22(17)
- 08/08 - 08/15(3)






0 commenti: