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giovedì 31 marzo 2011
RAID ISRAELIANI SU GAZA: 8 LE VITTIME PALESTINESI (23 Marzo)

Le autorità israeliane "si scusano" per le morti dei civili, 4 ragazzi (di cui tre minorenni) che giocavano a pallone nel cortile di casa. Ma da questa mattina proseguono i raid sulla Striscia, dopo il lancio di razzi su Be’er Sheva

Sono almeno 8 le vittime degli ultimi raid israeliani di ieri, uno dei quali ha colpito un’abitazione di Gaza, nel quartiere di Ash-Shaja’iya a Gaza City; un quartiere bersagliato in diversi attacchi dell’artiglieria nel corso di tutta la giornata di martedì; nel cortile, di fronte alla casa, 4 ragazzi, di cui tre minorenni, giocavano a pallone. 8 vittime in un solo giorno; gli altri 4 sarebbero “miliziani” delle Brigate al- Quds, il braccio armato della Jihad Islamica, colpiti in un raid aereo nel quartiere di Zeitun.

Altri raid sono ripresi questa mattina e sono attualmente in corso: secondo l’agenzia Ma’an un altro miliziano sarebbe stato ferito.  Attacchi che arrivano – secondo le fonti israeliane – in risposta ai razzi sparati all’alba su Be’er Sheva, e sulla regione di Eshkol (Neghev occidentale) in Israele. In un primo comunicato stampa le Brigate Al-Quds hanno rivendicato dopo la mezzanotte i razzi lanciati su Ashdod e sulla base militare di Nahal Oz; in un secondo comunicato stampa si parla di un secondo lancio su Be’er Sheva in risposta “alle aggressioni israeliane”.

Secondo i reporter di stanza a Gaza, Bernard Smith di Al Jazeera e ol corrispondente britannico  della BBC Jon Donnison, la violenza al confine tra Gaza e Israele ha subito un’escalation nelle ultime 24 ore. Robert Serry, inviato ONU in Medio Oriente ha espressamente condannato l’uso della violenza e l’uccisione di civili palestinesi.
I raid israeliani di ieri sera seguono quelli dell’artiglieria e dell’aviazione in diverse aree di Gaza, che hanno provocato (ieri) almeno 18 feriti, tra cui 7 bambini.
I vertici militari di Tel Aviv, continuano a sottolineare che si tratta di una risposta agli oltre 50 razzi lanciati dalla Striscia verso Israele lo scorso sabato, e che si intendono colpite le basi di addestramento dei miliziani di Hamas. In realtà ad essere stati colpiti ieri sono stati, oltre ad una postazione della polizia a nord-ovest di Gaza City, anche la clinica medica “Hijaz” che aveva subito danni gravissimi durante l’aggressione militare del dicembre 2008-gennaio 2009 denominata Operazione Piombo Fuso, l’area di ash- Shuja’iyah , molte zone di Gaza City , una moschea a est di Khan Younis e una fabbrica di cemento vicino a Jabaliya.

Come scrive Amira Hass in apertura del suo editoriale apparso oggi su Ha’aretz, che ricostruisce l’escalation di violenze negli ultimi giorni, “le autorità di Hamas ancora una volta dimenticano che il loro vicino/occupante a est è pazzo

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