lunedì 10 febbraio 2014

Magdi Allam: “I marò? Il governo li ha svenduti per 12 elicotteri”

Magdi Cristiano Allam: “I marò? Svenduti per 12 elicotteri”

L’INTERVISTA “Scellerato l’ingresso nella moneta unica” “Ius soli non è un problema urgente”

Magdi Cristiano Allam a Reggio, ospite di Fratelli d’Italia, striglia il Paese: “Via dall’euro”
VIA dall’euro, stop alla dittatura finanziaria della Banca Centrale  Europa,  avanti  tutta per il rilancio di nostri valori identitari (fondati sul cristianesimo), contro il rischio di “meticciato”  della società.
E poi ancora: “costi quel che costi”, ma il Paese deve riprendersi i suoi marò dall’India. Tappa reggiana per la campagna elettorale di Magdi Cristiano Allam, candidato alle prossime elezioni del Parlamento europeo in quota Fratelli d’Italia, sabato pomeriggio in città, ospite del partito della Meloni nella splendida cornice del Caffè Fontanesi.
Alla presenza dei vertici locali di Fratelli d’Italia, Alessandro Aragona e Alberto Bizzocchi, che hanno fatto gli onori di casa, in una saletta stipata  di  partecipanti,  Allam si è intrattenuto  per quasi due ore rispondendo con grande disponibilità  alle  domande non  solo  dei  fedelissimi   del partito, ma anche a quelle dei cittadini intervenuti all’appuntamento.
L’ex  vicedirettore  del  Corsera ha esortato “i suoi” a una “maggiore   trasparenza   e  ad avere   più  coraggio”,   poiché Fratelli   d’Italia   deve  essere quel  partito  che  rimetterà  al centro   dell’agenda politica nazionale “la libertà, la dignità e la libertà della persona”.
“VIA DALL’EURO, RISCHIAMO    DI   MORIRE”
«Siamo  il  più  bel  Paese  al mondo,   potremmo fare del turismo la locomotiva  dell’economia nazionale, eppure bastano  2  gocce  d’acqua  per metterci ko. Stiamo assistendo a un crimine epocale: uno Stato ricco che si sta trasformando   in  una   popolazione povera: sono 4 milioni e 130mila le persone che non hanno i soldi per comprare  il pane» - ha detto Allam – sottolineando come le nostre imprese  oggi  muoiano «non per debiti, quanto per crediti che non riescono a farsi onorare». E il più grande debitore del  sistema  delle  pmi,  spina dorsale del sistema Paese, è lo Stato italiano verso il quale le aziende vantano   crediti per 130 miliardi di euro».

Ma non solo allo Stato debtore va attribuita  la responsabilità della situazione  di difficoltà del Paese, «poiché – sottolinea Allam – avremmo tutto e di più per stare bene, se non fosse che non abbiamo il denaro da  quando, entrando nell’euro, abbiamo rinunciato la nostra sovranità monetaria. Tant’è che, pur essendo soli de nei fondamentali  le nostre aziende  non  riescono  a fare
impresa   e  a  competere   sul mercato poiché, oltre alla stretta del credito da parte degli  istituti  di  credito,  sono costrette   a pagare  il  denaro alle banche ben 10 volte di più rispetto alle aziende tedesche.
Questo  perché  abbiamo  delegato la nostra sovranità monetaria alla Bce, che non rappresenta  un  Stato,  quanto  un’unione di Stati, e opera in maniera del tutto scollegata rispetto alle esigenze dei singoli Paesi. Pertanto l’uscita dall’euro non sarebbe un dramma, quanto una possibilità per il rilancio del sistema Paese» ha aggiunto.

“SCELLERATO L’INGRESSO NELLA MONETA UNICA E SCELLERATO IL TASSO DI CAMBIO”
E  se  l’ingresso   dell’euro, secondo  l’onorevole, non  ha fatto che danneggiarci,  Allam ha addirittura definito «classe politica di venduti e traditori» la classe dirigente che accettò il tasso di cambio lira euro pari a 1.936,27 lire per un euro. «Un  cambio  scellerato,  che ha rivalutato il marco tedesco del 30% e svalutato del 40% la lira».
“MARO’ VITTIME DI UNA GESTIONE CRIMINALE”
«E’ stata una follia aver chiesto ai nostri due marò di entrare nelle acque territoriali indiane, ed è stato ancora più folle averli rimandati  in India dopo che ce li avevano fatti tornare in Italia. Ma non si tratta solo di follia, quanto di una violazione della nostra legge: primo perché, così come l’Italia non concede l’estrazione nei Paesi in cui vige la pena di morte, così non dovevano  rimandare  in  India (dove la pena di morte è prevista) i nostri marò. Dopodiché, poiché anche in Italia la magistratura ha aperto un fascicolo sui due militari, mi chiedo come mai, pur avendone l’obbligo, nessuna autorità abbia ritirato loro il passaporto? La risposta ve la do io ed è sconvolgente – attacca duramente Allam - : per rincorrere la commessa di 12 elicotteri Augusta da parte dell’India (acquisto mai andato in porto) l’Italia ha svenduto due suoi cittadini. Ora il nostro Paese deve farli ritornare, costi quel che costi».
“IUS SOLI NON E’ PROBLEMA URGENTE”
«Poiché nessun Paese europeo prevede lo ius soli e poiché la nostra Costituzione prevede l’attribuzione della cittadinanza italiana a chiunque abbia un genitore di nazionalità italiana, non capisco due cose: primo come mai il tema dello ius soli sembra diventato un problema urgente, e, secondo, poiché  dobbiamo  stravolgere la nostra Costituzione?
Il mio sospetto – conclude Allam – è che il tema dello ius soli, così come la nomina a ministro della Kyenge, non siano altro che una strategia per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai veri problemi del nostro Paese, e anche per avviare un percorso che ci porterà a perdere la nostra identità nazionale, facendoci diventare una nazione  di “meticci”,  aggettivo molto caro alla ministra Kyenge».
 

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