giovedì 26 settembre 2013

Grillo e M5S: la gestione del dissenso?

Di Alessandro De Angelis - per nocensura.com (l'articolo è da considerarsi il "seguito" dell'articolo Terza guerra mondiale: siamo all'atto finale e nessuno ne parla)

Cari grillini e cittadini.
Immaginate che, dopo un mese di duro lavoro, il sottoscritto venga a rubarvi il vostro intero stipendio, applicando inoltre su di esso degli interessi che, ovviamente, non sarete in condizione di pagare, cosicché, dopo un certo numero di anni, io venga a dirvi che ora anche la vostra casa sia divenuta di mia proprietà. Cosa fareste?
Vi rivoltereste contro di me, ovviamente.
Bene, quell'ovvietà non vi appartiene, in quanto questo è ciò che sta succedendo da quando i nostri cari politici hanno venduto la sovranità monetaria ai banchieri, che come parassiti si sono impossessati di tutti il nostro denaro, che rappresenta i beni e i servizi che noi produciamo, più interessi che non possiamo ripagare se non svendendo loro, al saldo, le proprietà del nostro stato.
Non vi sembra possibile?
Eppure è così: difatti dal 1971 il denaro non ha più controvertibilità in oro ed è quindi solamente carta straccia, il cui valore è indotto dal popolo, che lo accetta come misura del valore dei beni e servizi che produce. Fino al 1971, il denaro era così addebitato dalle banche centrali (Banca d'Italia nel nostro stato), ma dopo questa data esso sarebbe dovuto essere accreditato ai cittadini, che con il loro lavoro davano valore al denaro. Ma così non è stato.
Inoltre, fino a quando Banca d'Italia era un ente di diritto pubblico, anche se lo stato creava dei debiti, esso era un falso debito, in quanto bastava che richiedesse a Banca d'Italia la stampa del denaro, corrispondente al debito stesso, per ripianarlo. Ma, in barba alla costituzione e con un alto tradimento verso lo stato ed il popolo sovrano, la banca d'Italia cedette la sua proprietà alle grandi banche commerciali private, e fu così che il falso debito divenne un debito vero che lo stato stava contraendo ogni qualvolta chiedeva denaro a Banca d'Italia S.p.A., che glielo addebitava ad altissimi interessi. Così, dai miseri 16 miliardi di falso debito del 1971, si è passati agli attuali – e veri! – 2040 miliardi di euro.

Quest'anno abbiamo pagato 84 miliardi di euro di interessi per aver ceduto la sovranità monetaria a BCE S.p.A. (di cui Banca d'Italia possiede il 14,7% di quote); inoltre, firmando il fiscal compact, o patto di stabilità, lo stato si impegna a restituire 1000 miliardi entro i prossimi 20 anni, ovvero circa 50 miliardi l'anno per portare il debito al 60% del PIL. A questi vanno aggiunti gli interessi del debito pubblico, destinati ad aumentare di anno in anno e che raggiungeranno il tetto di 100 miliardi nel 2014. Inoltre i nostri politici si sono impegnati a versare altri 125 miliardi (di cui 50,6 già dati) per il MES, o fondo salva stati. In totale una montagna di soldi che, tradotto nel sociale, vuol dire tagli ai servizi pubblici: scuole, ospedali, infrastrutture, ricerca ecc., oltre a un aumento della disoccupazione, degli ammortizzatori sociali, ad un ulteriore svendita dei beni dello stato.
Davanti a questa gigantesca truffa, il signor Grillo si astiene dal parlare della vera causa del problema, che tra l'altro ben conosce, visto che è stato un allievo del prof. Auriti, che denunciò la truffa alla magistratura. Si getta enfasi, invece, sulla restituzione di un misero milione di euro da parte del M5S e su proposte di risparmio di qualche milione di euro. Solo il deputato Sibilia ha fatto un intervento alla camera sulla questione. Ma perché? Se Grillo non vuole eliminare il vero problema della crisi, come mai è sceso in campo? Non bastavano le finte contrapposizioni tra PD e PDL a gettare fumo negli occhi agli italiani nei continui e numerosi dibattiti televisivi, in cui si parlava degli sprechi della politica, rimpallandosi la colpa della crisi, depistando i telespettatori dalla dittatura che si era imposta sull'intera Europa?
Con una strategia mirata i vertici del potere delle banche centrali avevano pianificato il tutto, corrompendo e prendendo il controllo di tutti i mezzi d'informazione, dei sindacati e dei politici traditori tutti. Il popolo ingannato continuava a delegare le politiche sociali ai partiti che lo avevano tradito, alla dittatura dell'oligarchia bancaria, in maniera sempre minore. Coloro che non si riconoscevano più nella delega ai politici attraverso il voto aumentavano sempre più, gli astensionisti diventavano così il primo partito, o meglio antipartito, d'Italia. Tutto ciò era estremamente pericoloso per la dittatura che si era imposta. Ma il potere è sempre un passo avanti a noi e quindi la soluzione più ovvia per gestire il dissenso era quella di trovare una persona di carisma, cara al popolo, che si riconosceva nelle battaglie in suo favore ed apparentemente inattaccabile: Grillo.
Ma il comico genovese aveva attaccato la dittatura delle banche fino al 1998, parlando del signoraggio bancario. Quindi questo non poteva essere un pericolo? Al contrario: proprio per questo motivo era insospettabile.
Così la strategia del M5S si sviluppò attaccando la casta politica, ovvero il cortiletto del potere, evitando abilmente di parlare del potere vero e della dittatura che si stava imponendo in tutta Europa da parte della BCE e della Commissione Europea, mai eletta da nessuno, ma autoimpostasi grazie ai politici loro asserviti. Per evitare di essere scoperto, Grillo fa fare al deputato Sibilia un intervento sul signoraggio in parlamento per creare l'alibi, affinché la base non si insospettisca; e il gioco è fatto.
Come iscritto al M5S mi rivolgo perciò alla base, dicendo: se tutti i deputati eletti fossero stati informati della perdita della sovranità monetaria, della privatizzazione delle banche centrali e di come questo ha portato alla dittatura sui popoli europei, a quest'ora il governo sarebbe caduto e, alle prossime elezioni, noi del M5S saremmo stati il primo partito italiano con maggioranza assoluta. Invece di mandare in televisione e sulle radio a parlare del vero problema tutti i suoi deputati, Grillo ha invece negato loro, con la futile scusa che i mass media sono asserviti al potere, di presentarsi in televisione. Ma il M5S ormai c'è, esiste ed è forte. E se uno è uno, allora non ci resta che informare i suoi iscritti e lasciare che si candidi alle prossime, imminenti elezioni chi è in grado di contrastare questo aberrante disegno del potere prima che sia troppo tardi, divulgando a tutti i mass media chi è il potere, come ci hanno imposto la dittatura e come uscirne con una soluzione finale, che proporremo nel prossimo articolo.

N.B. – se questo articolo si diffonde in maniera virale, state pur certi che i politici tutti si guarderanno bene dal far cadere il governo. Se invece ciò non accadrà, vedrete che Grillo metterà dei paletti per non far presentare a livello nazionale persone, come il sottoscritto, che potrebbero far cadere il velo dell'inganno dagli occhi degli elettori. Se, ancora, noi ci sbagliamo e Grillo presenterà nel suo prossimo programma (come non fatto alle precedenti elezioni) la nazionalizzazione di Banca d'Italia, la sovranità monetaria e l'inesigibilità del debito pubblico, frutto di una truffa, allora tante scuse caro Beppe.


Alessandro de Angelis - per nocensura.com
scrittore e ricercatore antropologo



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