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giovedì 22 novembre 2012
In questi giorni che Gaza è sotto il fuoco israeliano sui social network circolano immagini terrificanti, che spesso riguardano bambini: ed è giusto e sacrosanto che il mondo sappia cosa accade a Gaza - dove è in corso un vero e proprio genocidio - ma crediamo che sia altrettanto giusto non fare il gioco degli "odiatori professionisti" che sfruttano la situazione per alimentare odio razziale e antisemitismo, che certo non favoriscono la pace.

Il governo Israeliano, con la complicità degli ''alleati'' che tutto giustificano stanno commettendo delle atrocità: ma generalizzare, prendendosela con tutto il popolo israeliano è sbagliato. L'Italia ha preso parte alla guerra in Afganistan ed in Libia: nel secondo caso sappiamo con certezza che il nostro esercito ha effettuato copiosi bombardamenti, che è ragionevole ipotizzare abbiano causato vittime. Se qualcuno mostrasse le foto di tali bombardamenti accostando ad esse tutti gli italiani cosa ne pensereste?

Le colpe del governo israeliano non possono ricadere su tutta la popolazione o peggio ancora su tutti coloro che professano una determinata religione. Coloro che se la prendono con tutti gli israeliani non sono molto diversi da coloro che se la prendono con tutto l'Islam. 

Siamo dinnanzi all'ennesimo "divide et impera" che facilita non poco le cose a chi vuole ardentemente questa situazione per i propri scopi geopolitici. Da una parte coloro che parteggiano per il popolo palestinese, dall'altra coloro che difendono gli israeliani. Entrambi le fazioni si sentono vittime e dipingono gli altri come ''assassini''.

Sono molti gli israeliani che capiscono le ragioni del popolo palestinese, che hanno manifestato contro il loro governo, oppure hanno rifiutato le armi a costo di essere incarcerati: ma questi casi hanno poco risalto, il sistema preferisce senza dubbio alimentare le divisioni...

Di seguito vi raccontiamo la storia di una coraggiosa ragazza israeliana, Omer Goldman, che a 19 anni ha rifiutato di servire l'esercito ed è stata sottoposta a periodi di reclusione, oltre che sicuramente, ad una certa ''esclusione sociale''...



Omer Goldman è una giovane israeliana divenuta celebre nel 2008 per essere stata incarcerata dopo aver rifiutato di arruolarsi nell'esercito israeliano, nonostante suo padre sia stato vicecapo del Mossad e sia considerato ancora oggi una delle persone più influenti nel campo della security in Israele. Chi rifiuta di servire l'esercito in Israele viene chiamato "Shministim" o "refusnik".

Il giudice che doveva giudicare il suo caso, cercò di convincerla a desistere dalla scelta di astenersi dal servizio militare con queste parole "magari ai check-point potresti offrire caramelle ai bambini palestinesi" senza ironia. Omer rispose "cosa serve offrire caramelle se sono lì ILLEGALMENTE". Per questa risposta si beccò 21 giorni di galera.


Se desiderate maggiori info sulla sua vicenda potete leggere la sua scheda di Wikipedia (in inglese) oppure questo articolo e/o questo.


Staff Nocensura.com


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