Considerazioni circa l'articolo di Di Battista su ISIS


A cura di A.R. per nocensura.com

Quando ho espresso critiche al concetto espresso da Di Battista sul mio profilo, facendo riferimento a un video pesantissimo che circola su Facebook (vedi allegato all'immagine) e invitando provocatoriamente "dibba" a provare a dialogarci, qualcuno mi ha chiesto "se avessi letto il suo articolo" o se lo criticassi in modo preconcetto, sulla base delle affermazioni riportate dai media. Ebbene, la questione era troppo complessa per affrontarla velocemente nei commenti di un post, ho preferito prendermi il tempo per scrivere alcune riflessioni con calma, che vi propongo di seguito.

Per commentare il lungo articolo di Di Battista sarebbe necessario elaborare una risposta 4 volte più lunga. Per questo argomento solo il nodo cruciale della riflessione.In quel testo, Di Battista propone diverse riflessioni giuste, ed è vero che diversi mass media hanno distorto il significato. E' altrettanto vero che le sparate della Serracchiani e altri esponenti del PD sono fuori luogo. Questo però non significa che abbia ragione: o almeno, non significa che abbia ragione in toto.

Mi auguro che i sostenitori del m5s siano capaci di fare un'analisi critica e obiettiva, senza trincerarsi nella difesa ad oltranza come avviene troppo spesso.

Lo sbaglio principale che commette Di Battista nella sua disamina, che ripeto, a tratti reputo condivisibile, è quello di generalizzare in tema di terrorismo, e di affrontare con una certa superficialità una questione molto complessa e variegata, sostenendo che il terrorismo è il frutto delle violenze e dei soprusi subiti da certi popoli.

Oltre all'articolo in questione (http://www.beppegrillo.it/2014/08/isis_che_fare.html) Di Battista ha proposto un ragionamento simile anche sul suo profilo Facebook, il 7 di Agosto, dopo l'incontro del M5s con l'ambasciatore israeliano.

Copio/incollo uno stralcio del suo intervento: (preso da qui: https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/posts/568809036564498)

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"Mai una guerra ha risolto un conflitto! La guerra genera i conflitti. Se per uccidere un terrorista (o presunto tale) uccidi tutta la sua famiglia, i parenti, a cominciare dai bambini, cresceranno con il desiderio di vendetta nel sangue. E' matematico. 

Guardate l'Iraq oggi. Avete visto le immagini drammatiche delle esecuzioni effettuate dai guerriglieri dell'ISIS? Le violenze barbare di oggi sono figlie delle violenze di ieri, dell'invasione indecente da parte dell'occidente in Iraq, delle bombe intelligenti che intelligentemente hanno fatto migliaia di morti tra i civili iracheni."
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Il ragionamento che "dibba" propone sopra, è una supercazzola! O meglio: E' quasi GIUSTO IN ALCUNI CASI, ma certo non lo è "in TUTTI I CASI" ed è PROFONDAMENTE ERRATO in certi casi. Vi spiego perché la penso così.

Il discorso di Di Battista è quasi VALIDO, per esempio, nel caso del "terrorismo" di matrice palestinese, dove abbiamo assistito e assistiamo ad attentati e operazioni kamikaze, anche se negli ultimi anni quest'ultime sono diventate rare in Palestina. Alcuni lustri fa invece, frequentemente i kamikaze palestinesi si facevano saltare in aria in pullman o altri luoghi affollati.

Ovvero, se dopo DECENNI di occupazione e soprusi - perché ricordiamo, Israele occupa territori in violazione dei trattati internazionali - un palestinese esasperato che ha perso i figli / la sorella / i genitori nei bombardamenti decide di farsi saltare in aria, è comprensibilmente dovuto ai motivi che ha evidenziato Di Battista. Innegabile.


Di esempi simili ce ne sono tanti nel mondo. Per esempio, il terrorismo ceceno contro il governo russo, che ha portato ad una feroce guerra dove la capitale cecena Grozny è stata rasa al suolo. I ceceni non disponevano di mezzi tali da poter competere in battaglia con il governo russo, e pertanto hanno usato il terrorismo come strumento di lotta.

Tuttavia il terrorismo non può essere considerato uno "strumento di ribellione", anche se in modo superficiale può sembrare così. Ci sono numerosi popoli che subiscono gravi soprusi, ma questo non sfocia in atti di terrorismo. Come mai?

E' necessario rilevare che i soprusi subiti dalle popolazioni sfociano in terrorismo SOLO laddove c'è "un burattinaio", ovvero un'organizzazione che dispone di mezzi più o meno ingenti, sempre finanziata da qualcuno (spesso una nazione che ha interessi nell'alimentare il terrorismo, spesso gli USA) che coordina, incentiva, finanzia il terrorismo.
Difficilmente questo organizzazioni nascono in modo "spontaneo" e ancora più difficilmente abbiamo assistito ad atti di terrorismo isolati, orditi da uno o pochi individui non coordinati-fomentati-supportati da una organizzazione.

Spesso coloro che decidono di "immolarsi per la causa" con attentati kamikaze, oltre alla convinzione che nell'aldilà saranno accolti da un harem di vergini, lo fanno perché la loro famiglia riceverà in cambio soldi e aiuti.

DETTO QUESTO, IL TERRORISMO DI MATRICE ISLAMICA HA UN CONTESTO E UN'ORIGINE PROFONDAMENTE DIVERSA DA QUELLA ESPRESSA DA DI BATTISTA; E SOPRATUTTO, VIENE DA LONTANO.

I miliziani-terroristi dell'ISIS non stanno rivendicando soprusi subiti, anche se la loro propaganda può fare leva su quelli per fomentare i fondamentalisti e guadagnare il sostegno della popolazione.

I terroristi dell'ISIS applicano ad litteram i precetti del Corano, e hanno l'obiettivo di imporre, prima in medio oriente e poi nel mondo intero, la legge coranica: la Sharia.
Molti combattenti dell'ISIS hanno raggiunto i territori di guerra dall'Europa. Tra questi, Giuliano Del Nevo, un ragazzo italiano convertito all'Islam che da Genova si è recato in Siria per combattere ed è stato ucciso. Del Nevo, come gli altri fondamentalisti europei, non aveva subito nessun sopruso. Bensì, aveva subito un forte lavaggio del cervello.

Purtroppo l'ignoranza STORICA generale, ovvero il mancato studio di ampie porzioni della storia del mondo ed in particolare la parte mediorientale, affrontata poco e molto superficialmente dai nostri libri di scuola, non aiuta a comprendere la situazione. Con questa affermazione, sia chiaro, non intendo erigermi a "depositario di verità assolute", figuriamoci. Ne sono uno storico o un esperto di geopolitica mediorientale. Ho appreso molte questioni solo recentemente, essendomi documentato in modo approfondito sull'ISIS negli ultimi mesi, anche grazie all'aiuto di alcuni blogger siriani e di un blogger tunisino. Quest'ultimo musulmano, che condanna fermamente ISIS, che non può essere rappresentativo dell'Islam.

Se osservate la propaganda del califfato islamico, potete constatare come il nuovo
califfato sia ispirato, sia negli obiettivi che nei METODI (orrori compresi) al CALIFFATO OTTOMANO: l'impero ottomano, estinto nel 1924, a cui i fanatici di Al Baghdadi si riferiscono parlando con la definizione "lo stato islamico". Non a caso la propaganda di Al Baghdadi scrive: "il califfato è stato RISTABILITO", RI-stabilito, e non stabilito.

Il califfato ottomano http://it.wikipedia.org/wiki/Califfato_ottomano - nacque nel 1517 e perdurò fino al 1924: e COME L'ATTUALE CALIFFATO, si proponeva di sottomettere il mondo all'ISLAM. Esattamente come l'ISIS, conquistava i territori commettendo le stesse atrocità a cui assistiamo oggi: decapitazioni, lapidazioni, esecuzioni sommarie, barbarie e torture di ogni genere. Basti pensare all'OLOCAUSTO DEGLI ARMENI, una pagina di storia dimenticata, di cui la maggioranza degli italiani non hanno nemmeno sentito parlare, che

costò la vita a 2.000.000 di armeni (vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio_armeno - cercate su Google "genocidio" o "olocausto armeno") che venivano uccisi solo perché armeni, come oggi gli uomini dell'ISIS uccidono i cristiani, gli Yazidi, gli sciiti solo perché sono tali. ISIS si ispira in toto al califfato ottomano, detto anche "impero ottomano". L'unica cosa che mancava al repertorio del califfato ottomano, rispetto all'ISIS di oggi, è la pratica della crocifissione, che i terroristi ISIS riservano solitamente ai cristiani, quale gesto di disprezzo per il cristianesimo.

Il fondamentalismo islamico ha radici profonde, che vengono da lontano. Per questo motivo non possiamo scaricare la responsabilità sugli Stati Uniti, che dominano il mondo dal 1945; se vogliamo allargarci, facciamo da dopo la 1° guerra mondiale: un secolo, non di più.

QUESTA OVVIAMENTE NON è UNA 'DIFESA DEGLI USA', e chi mi legge sa bene quanto sia critico nei confronti degli USA.

Vi invito a leggere l'intervista dell'arcivescovo di Mosul, monsignor Nona: http://www.tempi.it/i-jihadisti-sono-un-pericolo-per-tutti-per-voi-occidentali-ancor-piu-di-noi-un-giorno-vi-pentirete-della-vostra-politica#.U_IEtsV_vHQ

Guardate questo breve documentario, dura 5 minuti, dove un IMAM belga (che certo non ha subito soprusi) spiega il punto di vista dei fondamentalisti musulmani, che inveiscono persino contro i "musulmani moderati": http://youtu.be/1cDRoxYA-1o - e certo i fondamentalisti europei non hanno subito "soprusi", come non ne hanno subiti i numerosi fondamentalisti europei che sostengono ISIS: sono presenti ovunque, anche in Italia, ma sono senza dubbio più numerosi nei paesi dove la presenza islamica è più massiccia: ad iniziare da Inghilterra, dove nelle scorse settimane, negli ambienti islamici, è stato diffuso un volantino che inneggiava al califfato, ed in Olanda, dove ha avuto luogo una manifestazione a sostegno dell'ISIS: http://www.youtube.com/watch?v=Ys23i9aejdI

IL RUOLO DEGLI USA.

Gli USA anziché STRONCARE questo fenomeno - il fondamentalismo - lo hanno sovente alimentato, spesso lo hanno sfruttato, manipolando le organizzazioni fondamentaliste, sovente controllate da loro agenti, fomentando le popolazioni per generare odio, produrre guerre e/o tensioni dal quale gli USA hanno tratto profitto. Bin Laden è notoriamente un agente della CIA, e sembra che Al Baghdadi non sia da meno. MA AFFERMARE CHE IL FONDAMENTALISMO SIA UNA CREATURA DEGLI USA, E CHE IL TERRORISMO SIA UN PRODOTTO DELLE POLITICHE AMERICANE, è SBAGLIATO: E' ANTI-STORICO.

Gli USA oggi sarebbero dovuti intervenire in Iraq un anno fa, per stroncare sul nascere il "califfato", mentre invece in Siria hanno finanziato e armato i "ribelli" anti-Assad, consentendo loro di conquistare buona parte del territorio siriano e stabilire la loro roccaforte a Raqqa, dove vige la Sharia, e anche in Iraq hanno consentito e stanno consentendo al califfato di dilagare, conquistare nuovi territori, appropriarsi di armi pesanti e di ingenti ricchezze: hanno svuotato i caveau di numerose banche, nei territori conquistati in Siria ed in Iraq, appropriandosi di centinaia di milioni di dollari in contanti e in lingotti d'oro; hanno assunto il controllo di giacimenti di petrolio e di gas, oltre che di diverse raffinerie,che permettono agli uomini del califfato di generare introiti milionari quotidiani: si parla di 3 milioni di dollari al giorno, ma potrebbero essere di più. [1 approfondimento a fine articolo]

Migliaia di fondamentalisti di tutto il mondo si stanno trasferendo nei territori dell'ISIS, per vivere sotto la sharia e per imbracciare il kalashnikov e unirsi alla jihad; i primi di Giugno, i miliziani dell'ISIS erano circa 15.000; un mese dopo erano 30.000 e oggi, a due mesi e mezzo di distanza, si stima siano 100.000!

Questo perché oltre ai miliziani che si sono trasferiti nel territorio dell'ISIS da tutto il mondo, Europa compresa, hanno reclutato nuovi miliziani nei territori conquistati, e si sono uniti a loro persino militari e poliziotti iracheni sequestrati nei territori conquistati. Mentre i militari cristiani, curdi, sciiti e di altre minoranza sono stati giustiziati sommariamente, a quelli sunniti hanno offerto la possibilità di unirsi alla jihad. Una parte di questi ha accettato, altri hanno preferito essere uccisi che combattere contro il proprio popolo. Infine, gruppi jihadisti minori si sono uniti all'ISIS, ingrassandone le fila.

Tornando alle parole di Di Battista, la sua affermazione "Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione" nel caso dell'ISIS è da considerare ASSOLUTAMENTE FUORI LUOGO.

Con queste bestie feroci, capaci di orrori e di violenze tali da far impallidire i torturatori medioevali, che perseguono l'obiettivo di sottomettere il mondo intero alla Sharia, non ci può essere NESSUN DIALOGO.

Hanno invece una logica nel caso della Palestina, dove l'occidente dovrebbe interoquire con HAMAS e prendere in considerazione le richieste che avanza, che per lo più sono legittime: per esempio la riapertura dei valichi (le frontiere) e l'apertura del porto e dell'aeroporto, nonché la fine dell'apartheid. Invece Israele preferisce etichettare Hamas come "organizzazione terroristica" e combatterla, precludendo ogni possibilità di dialogo. Evidentemente, gli fa comodo fare così.

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[1] In merito al fatto che ISIS possiede armi e liquidità per un valore di 2 miliardi di dollari leggete il seguente articolo del Guardian:
http://www.theguardian.com/world/2014/jun/15/iraq-isis-arrest-jihadists-wealth-power - ma secondo altre stime, il valore dei beni e della valuta in loro possesso sarebbe più del doppio. E personalmente - parere personale - reputo più attendibile la stima al rialzo rispetto a quella molto 'prudente' del guardian.

Che ISIS stia vendendo petrolio di contrabbando per un valore di circa 3 milioni di dollari al giorno è sicuro; la comunità internazionale indica come acquirente la Siria di Assad: tesi senza ombra di dubbio infondata, visto che le truppe di Assad stanno combattendo contro ISIS e altri gruppi jihadisti da più di 3 anni: vi pare che sia così stupido da finanziarle i suoi nemici? E gli stessi terroristi ISIS vendono petrolio a metà prezzo ai nemici? Più probabilmente l'acquirente è la TURCHIA: che al di la dei proclami, ha finanziato e armato i terroristi ISIS e li ha aiutati in chiave anti-siriana, per esempio facendo entrare in Siria dal confine turco migliaia di jihadisti provenienti dal Caucaso, in primis Cecenia e Uzbekistan.
http://abcnews.go.com/International/isis-makes-million-day-selling-oil-analysts/story?id=24814359

Secondo un deputato ISIS ha venduto alla Turchia ben 800 milioni di petrolio! Ovviamente si tratta di contrabbando, ISIS vende petrolio a metà del valore di mercato, consentendo ottimi profitti all'acquirente...
http://www.al-monitor.com/pulse/ar/business/2014/06/turkey-syria-isis-selling-smuggled-oil.html


A.R. per nocensura.com

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