Monti ci ha messo la faccia, ma la mattanza sociale è opera dei partiti politici

Monti - che non essendo leader di un partito non si preoccupa di perdere consensi - ci ha messo la faccia: ma la macelleria sociale è opera dei partiti. Monti è arrivato con una lista di obiettivi da perseguire, la strada però l'ha concordata con Alfano-Casini-Bersani: che hanno protetto le caste da cui attingono voti, bastonando solo il ceto medio e basso. Dove sono le "liberalizzazioni" che aveva chiesto la BCE nella famosa lettera inviata a Roma?

Editoriale a cura di Alessandro Raffa per Nocensura.com

Chi segue il nostro blog lo sa bene: non siamo fans di Mario Monti, e dal 16 Novembre 2011 ad oggi abbiamo cercato in tutti i modi, a costo di risultare monotoni e ripetitivi, di evidenziare i “poteri forti” a cui egli risponde e quali sono gli obiettivi di chi lo manovra.

Mentre i media di regime hanno fatto carte false per incensarlo ed elevarlo a ''salvatore della patria'' i blog liberi come il nostro hanno dato “fuoco alle polveri” nei suoi confronti, andando a spulciare nel suo passato e analizzando minuziosamente ogni sua mossa, evidenziando con la massima chiarezza tutte le porcate su cui ha messo la firma.

Ma non dobbiamo mai dimenticarci che dietro al “sobrio” uomo del bilderberg e della trilaterale ci sono i partiti politici, senza i quali non avrebbe potuto far niente; partiti che si sono riparati dietro alle sue larghe spalle, ma che hanno contrattato con lui l'azione del governo, preservando attentamente non solo i loro privilegi da politici (Berlusconi ha sicuramente più interessi a livello imprenditoriale che a livello politico) ma anche quelli delle “caste nazionali” che rappresentano. E se questo governo non ha toccato nessun “potere forte nazionale” purgando esclusivamente i lavoratori ed il ceto medio-basso, è grazie ai partiti. L'esempio più lampante ed evidente è quello della “patrimoniale” a cui il Pdl si è messo di traverso, mentre il PD che si riempiva la bocca con questa parola avrebbe optato per una “patrimoniale all'acqua di rose”, certamente il partito che alle ultime elezioni ha portato in parlamento il “falco di Finmeccanica” Calearo non avrebbe potuto mordere i ricchi. Per capire a cosa ci riferiamo, vi rimandiamo all'articolo http://www.nocensura.com/2012/07/tutti-i-regali-di-monti-caste-e-poteri.html che evidenzia le principali regalie e le leggi favorevoli alle sopracitate “caste nazionali”.


Monti, rappresentante dell'eurocrazia (nonché dei poteri forti mondiali di cui è espressione) è stato nominato premier con una “lista” di obiettivi da conseguire: la ''strada'' per centrarli però, l'ha concordata con i partiti, ed i risultati sono quelli che conosciamo benissimo tutti. Quando Berlusconi fu messo sotto pressione per lasciare, inizialmente tentò di opporsi: i suoi “cani da guardia” cartacei, “Il Giornale” e “Libero”, iniziarono a mostrare i denti, e forte della maggioranza in senato sembrava pretendere di mettere bocca persino sul nome del suo successore; in pratica ha “trattato le condizioni della resa”, fino a quando, di punto in bianco, ha accettato di buon grado Monti, avallando da li in poi, tutte le sue decisioni. E' ovvio che questo appoggio incondizionato - che a Berlusconi è costato moltissimo in termini di consensi elettorali - non è certo dovuto a “senso di responsabilità” o quant'altro, ma frutto di trattative: discorso che vale senza dubbio anche per il “terzo polo” e per il Partito Democratico, che ai poteri di cui Monti è espressione è maggiormente legato di quanto lo siano gli altri; gli esponenti del centrosinistra targati bilderberg sono numerosi, dall'ex premier Romano Prodi, che come Monti è stato Commissario europeo, membro di Bilderberg e Trilaterale, nonché il principale artefice dell'adesione incondizionata all'euro, con modalità e un cambio lira/euro assolutamente penalizzanti per l'Italia, fino a Enrico Letta, vice-presidente del PD e dell'Aspen Institute (di cui è membro anche Monti) e partecipante all'ultimo meeting Bilderberg 2012, passando per la radicale (partito confluito nel PD) Emma Bonino.

LA MACELLERIA SU CUI MONTI HA ACCETTATO DI METTERE LA FACCIA, non temendo di perdere consensi, non essendo uomo di partito, è frutto delle imposizioni dei partiti: a dimostrarlo, anche la famosa lettera della BCE, che un anno fa sollecitò la prima manovra di Tremonti: gli eurocrati di Francoforte, per centrare gli obiettivi prefissati avevano consigliato al governo italiano di intraprendere una serie di provvedimenti molto diversi da quelli poi assunti da Monti: la BCE aveva innanzitutto chiesto LIBERALIZZAZIONI, che certamente avrebbero fatto bene all'economia italiana, ma avrebbero penalizzato i “poteri forti nazionali” che tirano le redini dei partiti politici. L'unico “mercato protetto” che il governo Monti ha provato a toccare sono i tassisti, la più debole tra le ''caste'', se così vogliamo definire una categoria che si, lavora in un mercato dove la concorrenza è limitata dalla legge sia in termini di licenze che di tariffe, un settore protetto dalle regole del selvaggio “mercato libero” dove chiunque può decidere di svolgere tale lavoro e di praticare prezzi più bassi degli altri stimolando la concorrenza, ma certamente non possiamo paragonare i tassisti ad altre caste, categorie che grazie alla protezione della legge sono libere di fare cartello e pretendere liberamente tariffe esose ed ingiustificate, al di fuori di ogni logica.

L'Italia è il paese delle caste, numerose e molto influenti a livello nazionale. Chi può permettersi, per esempio di “toccare” gli avvocati? In Italia ce ne sono 230.000, nella sola Milano sono 20.000, stessa cifra a Roma, mentre in tutta la Francia se ne contano 10.000. Quale partito può “permettersi” di inimicarsi questo esercito, ben organizzato a livello di categoria, professionisti che generalmente hanno un buon reddito e che operano in un ambito delicato ed importante come la legge. Una categoria rappresentatissima sia in tutti i partiti, dove spesso ricoprono incarichi rilevanti, che nello stesso parlamento, dove se ne contano svariate decine in tutto l'arco parlamentare? Per un partito è sicuramente più proficuo cercare di farseli amici, come è sicuramente conveniente avere buoni rapporti con i notai, la grande industria, e le altre “caste” italiane.

Analizzando l'operato di Monti, dalla ''stangata inaugurale'' ad oggi, è evidente ed innegabile come – mi permetto di scriverlo maiuscolo ed in grassetto – NON HA TOCCATO GLI INTERESSI DI NESSUNA “CASTA”!

L'assurda realtà è che i partiti politici hanno più bisogno delle caste di quanto ne abbiano dei cittadini/elettori: perché mentre alcune categorie sono compatte e coese, e si rendono “intoccabili” in quanto dalla tutela dei propri interessi dipende le loro scelte elettorali, altre – i commercianti, gli artigiani, i lavoratori, ma anche i pensionati – non sono organizzate e coordinate, le loro preferenze elettorali sono frammentate e non si spostano in base all'operato di un governo, bensì i cittadini “qualsiasi” si orientano politicamente su base ideologica, in base ai proclami e alle promesse elettorali che puntualmente non vengono mai mantenute, e vengono ripetute in occasione di ogni campagna elettorale.

inoltre le preferenze elettorali dei “cittadini qualsiasi” si “spostano” su base prevalentemente ideologica e sono condizionabili attraverso i mass media, in modo del tutto indipendente dall'operato politico.

Mettersi contro una “casta”, sopratutto quelle più influenti, per un partito sarebbe la rovina. I loro privilegi sono intoccabili. E di ''caste'' in Italia ce ne sono tante, troppe...


Alessandro Raffa per nocensura.com


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