martedì 24 febbraio 2015

Le cellule tumorali di Henrietta Lacks nello sviluppo dei vaccini


Henrietta Lacks
Abbiamo già descritto come i ceppi di cellule umane sono utilizzati nello sviluppo dei vaccini, ed ora crediamo sia utile entrare nel merito dell’evoluzione storica della coltura umana, intesa come tessuto cellulare, per la produzione dei vaccini.
Una delle più recenti e interessanti scoperte al riguardo delle cellule del corpo umano è che siamo composti da germi. Incredibilmente, ci sono cellule batteriche e umane 10 volte di più rispetto a quanto immaginato. Inoltre, gran parte del nostro DNA è composto da residui virali, come riporta lo scrittore Frank Ryan sulla rivista New Scientist: Io, virus: Perché sei umano solo a metà.
Nel settore della salute, il rapporto tra i microbi e il corpo è simbiotico, un rapporto benigno di coesistenza di cellule microbiche e umane a beneficio di entrambi. Tuttavia, quando il delicato equilibrio tra microbi e l’uomo è disturbato e/o alterato, si può provocare la malattia. Vi è inoltre una crescente evidenza che i germi che portiamo possono essere implicati nel cancro e nelle malattie croniche. Nonostante tutte queste nuova ricerche, la maggior parte dei medici non crede che questi batteri simbiotici svolgono un ruolo nella malattia cronica e nello sviluppo del cancro.
Cosa ha a che fare tutto ciò con il cancro e la ricerca condotta sui vaccini nel corso dell’ultimo mezzo secolo? La risposta è una serie di domande. Potrebbe il virus del cancro e la sperimentazione vaccinale, che utilizza cellule vive di origine umana e animale, essere la diffusione di virus e batteri tra le varie specie? Potrebbe essere questa sperimentazione la causa di nuove malattie emergenti e replicazione virale nell’uomo? Perché vi è una sempre più crescente preoccupazione e polemica sulla correlazione tra vaccini e malattie indotte, quali l’Autismo, negli esseri umani? Potrebbe essere la contaminazione delle cellule HeLa[cellule umane immortalizzate propagate in vitro avviate da cellule tumorali prelevate da Henrietta Lacks], la causa diffusa della propagazione di cellule tumorali sperimentali che crescono come erbacce nei laboratori dove si producono i vaccini?
Uno dei tanti scandali planetari della scienza ha inizio con Henrietta Lacks, una giovane donna di colore di Baltimora, deceduta per un tumore altamente maligno della cervice uterina nel 1951. La ragione per cui le cellule di Henrietta Lacks sono così preziose è perché hanno consentito agli scienziati di sperimentare tecniche impossibili da condurre in un essere umano vivo.
Nonostante la radioterapia e la chirurgia, il tumore che colpì Henrietta Lacks si diffuse rapidamente. Entro otto mesi dall’instaurarsi della malattia, Henrietta Lacks moriva a 31 anni. Ma una parte del tumore diHenrietta rimase viva. Alcuni pezzi del suo tumore furono donati ad un laboratorio specializzato nella coltura del tessuto cellulare. In quel periodo, rappresentava un business frustrante per gli scienziati. La maggior parte dei tentativi di far crescere cellule umane al di fuori del corpo umano non riuscivano e, dopo che alcune cellule prosperavano per un po’, queste morivano inevitabilmente.
Le cellule di Henrietta furono mantenute in vita somministrando loro un intruglio, più simile alla pozione di una strega piuttosto che a una ricetta di laboratorio per colture cellulari. Tuttavia, il successo della ricetta diede vita a una nuova era della moderna virologia.
Come raccontato da Michael Gold nel suo libro Una Cospirazione di Cellule [1986], la miscela di laboratorio era composta da:
1. Sangue di placenta umana [la placenta, che nutre il feto in via di sviluppo, contiene ormoni potenti e una miriade di virus e batteri, mai studiati a fondo]
2. Estratto embrionale di manzo [ottenuto dai resti di un embrione di tre settimane].
3. Plasma fresco di pollo ottenuto dal sangue di un cuore di pollo vivo.
mitosi cellule HeLa
Una divisione delle cellule HeLa in due nuove cellule. Le macchie verdi sono cromosomi.
Per qualche ragione sconosciuta, le cellule tumorali diHenrietta continuarono a crescere vigorosamente. Le cellule non invecchiavano. Se alimentate correttamente potevano vivere e moltiplicarsi all’infinito. Sorprendentemente, la nuova coltura di linea cellularedimostrava di essere immortale.
Queste cellule maligne rappresentarono il primo passo per lo sviluppo delle linee di coltura umane e di tessuti cellulari nella storia medica, l’ormai famosa linea cellulare HeLa in commemorazione della leggendariaHenrietta Lacks.
Michael Gold sostiene che la linea cellulare portò cambiamenti rivoluzionari e il caos nel campo della ricerca sul cancro. I virus potevano essere disseminati sui vetrini contenenti fogli di cellule vive e, per la prima volta, i virologi potevano osservare direttamente gli effetti di un’infezione virale in cellule viventi.
Ma che dire di tutti quei virus conosciuti e sconosciuti e batteri che sono stati incorporati nelle cellule diHenrietta dal plasma di pollo, dall’embrione di manzo e dal sangue umano, mescolati al tessuto che ha alimentato le sue cellule e li ha resi immortali? E per quanto riguarda la trasformazione degli herpes-virus del papilloma umano contenuti nelle sue cellule tumorali? Apparentemente non c’era preoccupazione scientifica per tutta questa contaminazione.
La linea cellulare HeLa si dimostrò così resistente anche quando venne portata in giro per il mondo per vari laboratori nel corso dei  successivi decenni, in cui le cellule immortali furono spesso contaminate da altre cellule di tessuti di linee colturali utilizzate per la ricerca sul cancro e sui virus.
Nel 1974 Walter Nelson-Rees, un esperto di colture cellulari, scoprì una diffusa contaminazione delle linee cellulari HeLa, utilizzando un microscopio ottico ed una cella speciale [Giemsa] rivelando le aberrazioni cromosomiche tipiche delle linee cellulare HeLaWalter Nelson-Rees fece esplodere il coperchio della ricerca sul cancro: quaranta diverse linee di colture cellulari umane, ampiamente utilizzate nei laboratori di tutto il mondo, erano state contaminatie da HeLa!
Milioni di dollari di esperimenti pubblicati dalla ricerca sul cancro andarono in fumo. Le cellule epatiche e le cellule di scimmia utilizzate negli esperimenti di ricerca sul cancro si rivelarono essere il cancro della cervice uterina di Henrietta sotto mentite spoglie. Cellule benigne, che spontaneamente si erano trasformate in cellule maligne, erano il risultato retrospettivo delle colture cellulari inavvertitamente contaminate da HeLa.
Anche Jonas Salk, che sviluppò il vaccino antipolio Salk, è stato ingannato quando le cellule HeLacontaminarono le sue linee di cellule animali. Salk ha usato le cellule HeLa per far crescere il virus della polio e ha testato il vaccino su cellule HeLa prima del suo impiego sulla salute umana nel 1955. Anni dopo, nel 1978, davanti a un pubblico attonito di biologi cellulari e produttori di vaccini, ha parlato di esperimenti da lui effettuati alla fine del 1950 su pazienti terminali di cancro. Salk aveva loro iniettato una linea cellulare di tessuti di cuore di scimmia della stessa linea cellulare usata per raccogliere il virus della polio per il suo vaccino. Sperava che le iniezioni di cellule di scimmia stimolassero il sistema immunitario per combattere il cancro. Tuttavia, quando si svilupparono ascessi nel sito di iniezione, Salk cominciò a sospettare che la causa poteva essere l’iniezione di cellule HeLa, piuttosto che le cellule di scimmia, e fermò l’esperimento.
Nelson-Rees partecipò alla conferenza del 1978 e si offrì per studiare la linea Salk qualora fosse ancora disponibile. Salk accettò e fu dimostrato che le cellule di scimmia erano in realtà le cellule HeLa che avevano invaso e colonizzato la linea cellulare di scimmia. Secondo Michael GoldSalk aveva pensato che ci fossero modi adeguati per separare i virus dai tessuti delle linee cellulari, in modo tale da rendere irrilevante quale tipo di cellule erano state utilizzate. Anche se i vaccini non erano stati filtrati, e anche se le cellule tumorali erano state iniettate direttamente intere in un essere umano, Salk credeva che potessero essere respinte dal corpo e non causare alcun danno.
In quei giorni i medici non credettero molto ai virus che causano il cancro. Al giorno d’oggi, nessun ricercatore oserebbe provare l’iniezione diretta di cellule cancerose in un essere umano. Ma nel 1950 Salk lo aveva fatto accidentalmente; aveva iniettato cellule HeLa cancerose in qualche decina di pazienti, e non era per nulla turbato.
Nelson-Rees , che risulta come co-autore dello studio “Henrietta Lacks, cellule HeLa, la coltura e contaminazione delle cellule“, pubblicato a settembre 2009 sulla rivista Archives of Pathology and Laboratory Medicine, ha concluso:
Nonostante siano trascorsi quasi 50 anni da quando è comparso il problema della contaminazione delle colture di tessuti di cellule HeLa e nonostante i progressi esplosivi nel campo della biologia molecolare, la contaminazione della coltura di cellule rimane una questione importante per la comunità scientifica. Il problema si estende ben al di là delle cellule HeLa, pur rimanendo un unico colpevole. 45 su 252 linee cellulari umane [18%] fornite da 27 di 93 laboratori [29%] sono risultate contaminate. Fortunatamente, è stato di recente lanciato un invito ad agire sulla prevenzione delle linee cellulari contaminate.
Pur non essendo fans di Wikipedia, vi invitiamo a consultare una lista delle linee cellulari contaminate.

La contaminazione cellulare nel XXI secolo

Il 15 gennaio 2010 la BBC ha riferito che la contaminazione delle cellule è ancora un problema rilevante nella ricerca sul cancro, e che decine di studi sul cancro possono essere messi in dubbio dalla scoperta che evidenziò come i ricercatori usarono inavvertitamente il tipo sbagliato di cellule tumorali. Le linee cellulari, secondo il Journal of National Cancer Institute, sono stati fornite da campioni di cancro esofageo. Tuttavia, i test mostrarono che contenevano altri tipi di tumore, tra cui polmoni e intestino.
I ricercatori olandesi dissero che questo poteva mettere in dubbio i più importanti studi condotti sui farmaci. Essi rilevavano che:
I risultati sperimentali sulla base di tali linee cellulari contaminate hanno portato a reclutare pazienti per sperimentazioni cliniche in più di 100 pubblicazioni scientifiche, elargire borse di studio sul cancro in almeno tre ricerche e l’approvazione di 11 brevetti negli Stati Uniti, e sottolinea l’importanza dei nostri risultati. La diffusione di queste linee cellulari potrebbe minacciare lo sviluppo di nuovi trattamenti.
Il 31 gennaio 2010 ABC News pubblica un servizio incandescente: “come le cellule di una donna hanno cambiato la medicina“. Il Professore Vincent Racaniello, Microbiologo della Columbia University, sostiene che le cellule HeLa hanno portato ad alcune delle più grandi scoperte mediche degli ultimi cento anni. ABC News ricorda che queste cellule immortali, migliaia di miliardi riprodottesi su altrettante migliaia di miliari, sono state utilizzate nel campo della ricerca che ha portato allo sviluppo del vaccino antipolio, oltre a contribuire a sviluppare farmaci per combattere il cancro, l’influenza, il morbo di Parkinson, e nella ricerca che ha portato alla mappatura genica e clonazione. Esse sono state utilizzate per testare gli effetti delle radiazioni atomiche e sono state inviate nello spazio. “Penso che dobbiamo molta gratitudine per ciò che Henrietta ci ha consentito di fare“, ha detto Racaniello. “Non c’è assolutamente alcun dubbio su questo“. Il 5 febbraio 2010, Popular Science on-line dichiara Henrietta Lacks “la donna più importante nella storia della medicina“.

AIDS dalle scimmie e dal vaccino anti-polio

L’idea che proprio un vaccino antipolio sia stato la causa del trasferimento del virus da animale a uomo è davvero sconcertante, ma è ancor più sconcertante pagare il canone RAI e non usufruire di un servizio pubblico, degno di tale nome, a giudicare dal contenuto del documentario allegato.
Gli scienziati pubblicizzano raramente la verità che un virus che causa il cancro nella scimmia fu trasferito all’uomo più di mezzo secolo fa, quando i vaccini antipolio contaminati furono somministrati a milioni di persone nel 1950, tra cui la metà della popolazione degli Stati Uniti.
Nei primi anni del 1960 fu scoperto che alcuni lotti di vaccini anti-polio prodotti dai tessuti di rene di scimmia rhesus e somministrati nel corso del periodo 1955-1963 furono contaminati con un virus delle scimmie chiamato SV-40 [Simian virus 40].
Questo virus primate è stato rapidamente dimostrato causare vari tipi di cancro negli animali da esperimento. Tuttavia, fino ad oggi, i funzionari della sanità del governo insistono ancora che non vi è alcuna prova certa che il virus SV40 provoca il cancro negli esseri umani.
Nonostante il rifiuto, gli studi genetici ed immunologici da parte di ricercatori indipendenti negli ultimi dieci anni indicano che il virus SV40 è chiaramente associato con alcuni tipi di cancro, alcuni rapidamente fatali come il cancro ai polmoni [mesotelioma], il cancro del midollo osseo [mieloma multiplo], tumori cerebrali nei bambini , e altre forme di cancro.
Una relazione del Washington Times [21/09/2003] indica che “una parte del vaccino antipolio somministrato a milioni di bambini americani dal 1962 al 2000 avrebbe potuto essere contaminata con un virus delle scimmie, che si presenta in alcuni tipi di cancro, in base ai documenti e alle testimonianze fornite“. Maggiori informazioni sul contenzioso vaccino antipolio e la contaminazione da SV40 possono essere trovate all’indirizzo web  sv40cancer.com.
Pochi si rendono conto come i vaccini possono essere pericolosi e quanto sia davvero complicato e complesso il processo di produzione, soprattutto quando i vaccini sono prodotti da animali viventi o da cellule umane. La contaminazione con batteri, micoplasmi e virus, e loro difficile eliminazione dal prodotto finale sono problemi che si presentano in modo costante durante il processo di sviluppo. Ci sono anche sospetti sempre più evidenti, come ci insegna il nostro Dott. Montanari e il recente caso mondiale del ritiro dell’esavalente Infanrix Hexa, che i supporti di laboratorio utilizzati per alimentare le colture cellulari sono una fonte di contaminazione di ogni genere.
Sempre nel documentario si fa la conoscenza di Maurice Hilleman, uno dei maggiori esperti di vaccini al mondo. Divenne famoso nella società farmaceutica Merck per aver migliorato il vaccino anti-polio Salk e per aver insistito sul fatto che non sono state usate cellule renali di scimmia rhesus nella produzione del vaccino, in quanto le cellule erano note per causare il cancro nei criceti.
ATTENZIONE: il fiore all’occhiello di Maurice Hilleman esce nel 1971, quando sviluppa il vaccino MMR, il trivalente morbillo-parotite-rosolia utilizzato a livello universale, un altro scandalo della medicina, responsabile del picco di casi di Autismo, e la cui controversia è tutt’altro che conclusa!
Maurice Hilleman ha poi rivolto la sua attenzione allo sviluppo del vaccino contro l’Epatite B. Una serie di percorsi di vaccini sperimentali furono avviati utilizzando omosessuali come cavie, in primo luogo a Manhattan nel 1978. I primi casi di AIDS, guarda caso, sono stati segnalati a Manhattan pochi mesi dopo l’inizio della vaccinazione contro l’Epatite B.
L’idea di un AIDS artificiale e dei vaccini contaminati è così esplosiva che è abitualmente respinta dai grandi media come “teoria della cospirazione“. Ma questa teoria ha quasi distrutto la candidatura di Barack Obama per la Casa Bianca nelle elezioni del 2008.
Il 27 aprile 2008, all’ex parroco di Barack ObamaJeremiah Wright, durante le domande e risposte presso il National Press Club in relazione alla controversia generale sulle sue opinioni, gli è stato chiesto da un moderatore:
Nel sermone, lei ha detto che il governo ha mentito e ha creato il virus HIV come strumento di genocidio contro la gente di colore. Quindi Le chiedo: ha davvero dichiarato quelle parole?
Wright ha risposto: “Hai letto il libro del Dr. Leonard Horowitz [Virus emergenti:? AIDS e Ebola]. Come ho detto ai miei fedeli, se non avete letto le cose, sulla base di questo esperimento, dell’esperimento di Tuskegee e sulla base di quanto è successo agli africani in questo paese, credo che il nostro governo sia in grado di fare qualsiasi cosa.

HeLa e la creazione di una nuova specie umana

Grazie alla loro capacità di replicarsi indefinitamente [a condizione che siano alimentate correttamente] e lo sviluppo di un non-umano numero di cromosomi, le immortali cellule HeLa sono ora considerate da alcuni genetisti come la creazione contemporanea di una nuova specie. Il nome proposto è Helacyton gartleri, in onore del genetista Stanley Gartler, che insieme a Nelson-Rees, ha richiamato l’attenzione in tutto il mondo sulla contaminazione di colture di cellule HeLa con tessuti.
Le motivazioni che portano a dichiarare le cellule HeLa nuova specie si possono riassumere in tre punti:
  1. la profonda differenza del loro genoma e corredo cromosomico da quello umano;
  2. la nicchia ecologica nella quale possono sopravvivere;
  3. la loro capacità di propagarsi e resistere laddove altre cellule non avrebbero possibilità di sopravvivere.
Generatesi dal tumore della cervice uterina causato dal Papilloma Virus umano 18 [hPV-18], dopo più di 60 anni di coltura continua, i vari ceppi di cellule di Henrietta proseguono a prodursi e diffondersi in proprio. Crescono come le erbacce in molti laboratori, e ora appaiono più simili alle amebe piuttosto che a cellule derivate da un essere umano. Le amebe sono protozoi unicellulari. Ci sono diverse varietà presenti negli esseri umani che non sono considerate causa di malattia.
Wilhelm Reich, fu ingiustamente calunniato e perseguitato, condannato alla prigione federale, dove morì nel 1957. Egli credeva fermamente che il cancro era intimamente associata con i batteri, che chiamò “T-bacilli“. Nei tumori del cancro prodotti artificialmente negli animali, Reich osservò che le cellule tumorali dell’animale si trasformavano in cellule mostro che somigliavano a protozoi e amebe. Reich, a suo tempo, è stato ampiamente percepito come una minaccia e un pazzo. Tuttavia, pensiamo che non sarebbe sorpreso di apprendere che le cellule tumorali di Henrietta hanno assunto una vita propria, proprio come le amebe che ha studiato ampiamente.
La creazione del laboratorio di nuove forme di vita non è sfuggita nemmeno all’attenzione dei militari, sempre alla ricerca di potenziali agenti utili per lo sviluppo di guerra biologica. DARPA [Defense Advanced Research Projects Agency] è un braccio del Dipartimento della Difesa statunitense. Il 5 febbraio 2010,Katie Drummond di Wired.com, ha rivelato i folli progetti scientifici e radicali di questo progetto, lasciando al lettore il singolo giudizio, in cui si cerca di riscrivere le leggi di evoluzione a vantaggio dei militari, con la creazione di “organismi sintetici” che possono essere programmati per vivere a tempo indeterminato.
Sempre il 5 febbraio 2010 è stato pubblicato un nuovo libro intitolato La vita immortale di Henrietta Lacks, di Rebecca Skloot. L’autrice ha trascorso dieci anni di ricerche investigando sui miliardi di dollari spesi dall’industria per le cellule HeLa, e ha ampiamente intervistato familiari superstiti. A più di venti anni dopo la sua morte, la famiglia di Henrietta non era a conoscenza della sua “immortalità”. Fu solo quando gli scienziati che studiano le HeLa iniziarono ad usare il marito e i figli nella ricerca senza il consenso informato. E anche se le cellule avevano lanciato una industria multimilionaria, che vende materiali biologici umani, la sua famiglia non ha mai visto una minima parte dei profitti.
Quasi 60 anni più tardi, i tessuti di Henrietta hanno prodotto circa 50 milioni di tonnellate metriche di cellule HeLa. I ricercatori scientifici e i medici aggiungono circa 300 studi al mese relativi alle cellule HeLa in una biblioteca composta da più di 60.000 studi. Henrietta è sopravvissuta e i membri della famiglia non sono stati messi al corrente di cosa stava succedendo fino a quando sono diventati anch’essi argomenti di interesse da parte dei ricercatori.
In una recensione del The New York TimesLisa Margonelli scrive:
Dopo la morte di Henrietta LacksHeLa è divenuta virale, per così dire, a tal punto da diventare la madrina della virologia e delle biotecnologie, beneficiando praticamente chiunque abbia mai preso una pillola più forte di un’aspirina. HeLa ha contribuito a costruire migliaia di carriere, per non parlare di più di 60.000 studi scientifici, svelando i segreti di tutto, dall’invecchiamento al cancro, dall’accoppiamento delle zanzare agli effetti cellulari del lavorare nelle fogne.Deborah, la figlia di Henrietta, con il suo spirito generoso, diventa la forza trainante del libro di Rebecca Skloot, in lotta per tutta la vita alla ricerca della serenità per la conoscenza dell’esistenza di queste cellule, e la scienza che ha reso possibile tutto ciò.
Per trovare la madre che non ha mai avuto modo di conoscere, Deborah ha letto centinaia di articoli di ricerca sulle cellule HeLa, che l’hanno portata a credere che sua madre è stata sottoposta a una “eterna sofferenza” per tutti gli esperimenti condotti sulle sue cellule.
Quando le cellule HeLa venivano diffuse nel mondo e contaminavano le colture cellulari, vi erano poco conosciute forme di vita legate l’una all’altra. Gli scienziati hanno ora una migliore conoscenza di come i virus possono “ricombinarsi” con altri virus. I virus possono anche infettare i batteri e le cellule umane. Negli ultimi due decenni, gli scienziati molecolari sono diventati sempre più consapevoli del ruolo dei geni nello scambio tra e fra varie specie di vita, dalle più piccole forme di vita fino alle forme più grandi. Il processo è noto come trasferimento genico orizzontale.
Noi conosciamo e abbiamo familiarità con il trasferimento genico verticale, ovvero il fenomeno della riproduzione, per cui il discendente di un organismo eredita il materiale genetico dei suoi antenati dai suoi genitori.
Invece, il trasferimento genico orizzontale nella ricerca dei vaccini rappresenta un gravissimo pericolo perché gli esperimenti di ingegneria genetica permettono la diffusione di pericolose parti di DNA transgenico da specie a specie, attraverso un processo nel quale un organismo trasferisce materiale genetico ad una altra cellula non discendente. Ciò ha implicazioni enormi per le teorie dell’evoluzione, così come per la ricerca quando i virus vengono spostati tra varie specie di animali e, talvolta, adattati alle cellule umane. Questo è fondamentalmente quello che gli scienziati stavano facendo nella guerra al cancro nel corso degli anni ’70, il periodo subito prima dell’epidemia di AIDS scoppiata nel 1981, ed è quello che sta contribuendo attualmente a rovinare il cervello dei nostri figli.
Come può una coltura di cellule infette come HeLa  aiutare la ricerca sul cancro e la ricerca dei vaccini? Fatta eccezione per diffondere virus conosciuti e sconosciuti, micoplasmi, batteri, e chissà quali e quanti altri agenti potenzialmente infettivi sono contenuti all’interno delle cellule di Henrietta e la nuova specie Helacyton gartleri, non vediamo alcuna utilità.
Le cellule HeLa sono cellule cancerose [infettate da un noto cancerogeno papilloma virus] a cui è stato aggiunto il sangue di una placenta umana, un estratto di embrione di manzo, e plasma estratto dal sangue di un cuore di pollo vivo. Si tratta solo di un intruglio che ci si aspetterebbe da qualcuno che pratica la stregoneria.
Proseguire ad utilizzare cellule HeLa come base di ricerca, come pietra miliare, come modello, su cui basare tutti gli studi virali ci sembra una pratica voodoo esercitata da strozzini della salute che dovrebbero vergognarsi di appellare i bambini autistici danneggiati da vaccino come “falsi scientifici”.

FONTE: autismovaccini.org

Tratto da veritanwo.altervista.org

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