venerdì 26 dicembre 2014

Il referendum? Spaventare gli italiani per restare nell’euro

Conoscete il “Mito della caverna” di Platone? Bene, tenetene conto in vista dell’ipotetico referendum consultivo sull’euro promosso da Grillo: chi organizza la raccolta di firme sa benissimo che l’uscita dalla moneta della Bce sarà «solamente un’illusione, come le ombre proiettate sul muro della caverna». Secondo Jean Sebastien Schititzer Lucidi, «questo referendum in realtà non ha come fine il liberarsi dalla moneta unica, bensì di confermarlo, tramite l’insicurezza e la paura che c’è tra la popolazione». Spiegazione: «Le crisi economiche gettano nella paura la popolazione», al punto da «farle accettare qualsiasi diktat imposto dall’alto». E’ la ben nota teoria della shock-economy illustrata dal neoliberista Milton Friedman, leader dei “Chicago Boys”: «Bisogna creare nella popolazione un senso continuo d’insicurezza e di stress psicologico, tale che diventi accettabile qualsiasi decisione politica ed economica». Per questa via, aggiunge Lucidi, si arriva anche a «rinunciare alla propria sovranità monetaria, quindi alla propria libertà e all’autodeterminazione economica del proprio paese».
Basti pensare che, in un sondaggio eseguito in Argentina alla fine del 2001, la maggior parte della popolazione difendeva (ingenuamente) il regime di parità peso-dollaro, cioè quel regime monetario che ha portato il paese nel 2002 al default e al Beppe Grillotracollo economico. Il referendum di Grillo? In teoria non si può fare, lo impedisce l’articolo 75 della Costituzione. Se poi la consultazione fosse confermativa, per convalidarla ci vorrebbero i due terzi del Parlamento. Sapendo che la maggioranza è in mano al Pd, scrive Lucidi su “Formiche.net”, il giorno dopo l’annuncio di un simile referendum «ci sarebbe immediatamente una controffensiva mediatica da sbarco in Normandia, fomentando paure su possibili guerre mondiali, pestilenze, inflazioni del 70% e molto probabilmente lo spread salirebbe vertiginosamente per influenzare la popolazione». Lucidi ricorda il “fate presto” del novembre 2011 con la manipolazione dello spread per far cadere il governo eletto (quello di Berlusconi). «Quindi possiamo immaginare la “potenza” della speculazione finanziaria nell’influenzare una consultazione popolare su un tema delicato come l’euro».

«Paure insensate – continua Lucidi – che porterebbero sicuramente la popolazione a preferire vivere con le ombre generate dall’euro e proiettate sul muro della loro caverna quotidiana». Ombre «esaltate dai media», che “proietteranno” l’immagine dell’Europa e dell’euro «che ha assicurato la pace e la prosperità». Diranno che «l’unico mondo possibile (anzi caverna possibile) è questa in cui vivono, mentre al di fuori verrebbero accecati dalla luce del sole (guerre, nazionalismi, pestilenze, inflazioni da Repubblica di Weimar)». Secondo Lucidi, «la storia inoltre ci dovrebbe insegnare che i processi di liberazione nazionale non hanno mai avuto come strumento il referendum». Pertanto, «se ci hanno imposto la moneta unica senza una consultazione popolare, è bene uscirne direttamente per decreto». Attenzione: persino nella Grecia devastata dall’euro, la maggior parte della sua popolazione è intenzionata a rimanerci. «D’altra parte la Caverna di Platone non si trovava in Grecia?».


Fonte: http://www.libreidee.org



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