sabato 4 ottobre 2014

La Merkel e i compiti a casa che non fa…

La Merkel e i compiti a casa che non fa...


di Jean Sebastien Lucidi

A seguito del rifiuto francese di non voler rispettare il parametro del 3% deficit-pil, la Merkel ha ricordato che il patto di bilancio (anche se privo di ogni fondamento macroeconomico) va (ottusamente) rispettato. E come da tradizione italica che vuole la sottomissione all’alleato germanico, Renzi ha già promesso che rispetterà il vincolo del 3% fino al coronamento del “sogno” europeo ovvero il pareggio di bilancio nel 2017.
 
Sogno per l’€uropa ma incubo per gli italiani.
 
Veniamo invece ai compiti che “avrebbe” fatto a casa la Germania. La soglia del 3% deficit-pil è stata largamente NON rispettata:

soprattutto nei primi anni 2000 per finanziare la “riforma” del lavoro, quella dei mini job, tanto osannata dalla “sinistra delle flessibilità”, con il risultato di aver prodotto una contrazione della domanda interna in Germania per esportare di più all’estero, incarnando il principio del mercantilismo propagando nel resto d’Europa il virus della deflazione per poter inseguire questo modello suicida.
 
Questa politica del mercantilismo ha portato alla Germania ad un extra accumulo di surplus commerciale di oltre il 6% del suo Pil, cosa vietata dalle regole europee e sistematicamente violata da Berlino anche nel primo trimestre di quest’anno. Non solo grazie alla svalutazione del lavoro ma anche per aver adottato una moneta svalutata per la sua economia mentre per l’Italia il contrario: fattore che ci ha fatto perdere competitività come ha ammesso lo stesso FMI.
Pertanto la prima a fare i compiti a casa dovrebbe essere la Merkel e ringraziarci per il fatto che l’Italia ha pagato 60 MLD dal 2010 ad oggi perché la finanza tedesca prendesse ripetizioni a casa tramite i fondi salva Stati. EFSF e MES.

 
L’unico compito che deve fare l’Italia è uscire dall’eurozona così una volta ogni tanto penserà a casa sua…


Fonte: formiche.net


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