venerdì 11 luglio 2014

Vitamina D per la sclerosi multilpa


Di: contiandrea.wordpress.com

“Poco alla volta, ci siamo convinti che, molte cose che darebbero un grande beneficio ai pazienti, non sono discusse nei congressi di medicina e non vengono messe sui libri di testo, semplicemente perché possono ridurre il consumo di medicine, soprattutto quando queste medicine sono costose.”
Dr. Cicero Galli Coimbra
Vitamina D nella cura della Sclerosi Multipla
downloadDurante le mie ricerche mi sono imbattuto negli studi del Dott. Cicero Galli Coimbra(neurologo brasiliano).
Il Dott. Coimbra ha una casistica di 1500 pazienti con Sclerosi Multipla (S M) trattati con Vit D.
Secondo i suoi dati e secondo le TAC in suo possesso il 95% di loro ha avuto miglioramenti.
Le lesioni focali subiscono diminuzione di ampiezza alla risonanza; i miglioramenti meno visibili sono di coloro che hanno iniziato la terapia dopo molti anni di patologia conclamata.
Tutto ciò non dovrebbe sorprenderci più di tanto, dato che la concentrazione di pazienti con S M aumenta in modo direttamente proporzionale all’allontanarsi dall’equatore.
Resomi conto dell’importanza di tali dati, ho deciso di approfondire la questione relativa alla Vit D in relazione ad una sana esposizione agli UVB del sole.
Il nostro primo nutrimento: gli UVB
glaciazioneCon la prima glaciazione il distacco dal nostro clima originario ha causato l’allontanamento dal nostro primo cibo elettivo.
In questo caso non ci si rivolge alla frutta, che comunque rappresenta il primo cibo solido dell’uomo.
Si parla invece del nostro primo cibo elettivo, che è stato sempre il sole.
Se consideriamo la filogenesi è evidente che la stessa specie umana deriva dall’’alga azzurra’ (3 miliardi di anni fa), che grazie agli UVB riusciva a scambiare ossigeno con anidride carbonica.
La dose minima di Vit D che dovremmo produrre ogni giorno tramite l’esposizione al sole è di 10.000 unità al giorno.
Tuttavia, ad oggi, la dose giornaliera raccomandata non supera le scarse 500 unità.
Infine, non tutti sanno che il cibo contiene un quantitativo bassissimo di Vit D rispetto a quelle che sono le nostre esigenze: da sempre abbiamo prodotto Vit D principalmente grazie agli UVB del sole.
Una pandemia mondiale di anoressici da sole
20130209_142415pendolari-imbacuccati-chicago-295976_tnQuesta società è all’oscuro della pandemia mondiale di carenza di vitamina D.
Nel mondo, quasi l’80% della popolazione urbana ha carenza di vitamina D, soprattutto a causa delle “serre” all’interno delle quali siamo costretti a passare la maggior parte del tempo per motivi prevalentemente climatici (ambienti di lavoro, scuola, abitazioni).
Oltre ad essersi allontanato dal suo primo cibo solido (la frutta), l’uomo contemporaneo vive una drammatica “anoressia da sole”, causa di molteplici patologie.
Come se non bastasse l’utilizzo di creme solari chimiche (sostituibili con creme carpotecniche), il clima rigido che ci costringe a coprire oltre il 90% del corpo, i centri commerciali sprovvisti di aree all’aperto, contribuiscono alla pericolosa carenza di Vitamina D.

Alzheimer2Relazione tra Vit D e problematiche cognitive
Da recenti studi i ratti che hanno carenza di vit D nello sviluppo embrionale hanno atrofia corticale che somiglia a quella degli schizofrenici, o di chi ha declino cognitivo.
Anche le donne in gravidanza con bassi livelli di vitamina D presentano una maggiore incidenza di nascituri autistici, o più inclini alla depressione o schizofrenia.
Studi scientifici dimostrano che 5000 unità al giorno di Vit D alla popolazione, potrebbe diminuire dal 40% al 50% il numero di nuovi casi di cancro.
Un supplemento di Vit D previo consulto medico, può migliorare problematiche cognitive, motorie, neurologiche.
Vit D, il motore del sistema immunitario
immunitario3La Vit D è un regolatore di numerosi geni coinvolti nello sviluppo del SNC. Recettori della Vit D sono su cellule della glia, del sistema nervoso centrale e periferico.
Grazie al Dott. Coimbra ho potuto appurare che abbiamo 4.500 recettori per la VitD nelle cellule del sistema immunitario (linfociti T) ciascuno con una funzione biologica specifica.
Ecco perchè la VitD è così importante per il sistema immunitario.
Bastano 15 minuti al giorno di sole
donna.sole_-642x336Bastano 15 minuti di esposizione integrale per produrre 10000 unità di Vitamina D, utili a prevenire nel tempo molteplici problematiche e patologie.
Chiaramente per diminuire i rischi legati ad un’esposizione non costante durante l’anno è fondamentale seguire una corretta alimentazione, biocompatibile con la specie umana.Si consiglia per questo motivo di escludere in primis i latticini dalla propria dieta, primi responsabili di problematiche alla pelle.
Chi non avesse la possibilità di esporsi con continuità può optare per la lampada solare, che ha uno spettro di UVB e UVA molto vicino a quello del sole.
Per chi invece non amasse sottoporsi a lettini solari, o non ne avesse il tempo, esistono integratori di Vit D, che essendo inorganici hanno una minore biodisponibilità rispetto alla Vit D autoprodotta dal corpo, ma danno comunque buoni risultati.
Il Dott. Coimbra e il protocollo con Vit D
ll neurologo Cicero Coimbra è stato il primo al mondo a proporre il trattamento della sclerosi multipla con alte dosi di vitamina D.
Lo specialista è convinto che a breve la medicina abbraccerà la somministrazione di vitamina D per la prevenzione e il trattamento di malattie autoimmuni come il lupus, la sclerosi multipla e l’artrite reumatoide.
La comunità medica, tuttavia, ha ancora difficoltà ad accettare un così alto quantitativo di Vit D che fino a ieri era considerato potenzialmente tossico.
2008cIn realtà pubblicazioni scientifiche hanno già dimostrato l’assenza di tossicità in adulti sani che hanno preso dosi di vitamina D maggiori o uguali a 10,000 IU di vitamina D3.
Tale valore fino a pochissimo tempo fa veniva considerato un valore esorbitante, tant’è che negli integratori di Vitamina D troviamo ancora oggi quantitativi “omeopatici” ridicoli (addirittura attorno ai 200 UI).
La medicina moderna (scienziati e ricercatori aggiornati con tali studi) considera le10000 unità un valore limite massimo di assunzione giornaliero tollerabile”. 
Molti dei pazienti del Dott. Coimbra hanno incredibili risultati con 50mila, 100mila, 150mila unità di Vit D quotidiani.
Indubbiamente il paziente segue attentamente le indicazioni del neurologo per evitare che si affatichino fegato e reni, o che si verifichi ipercalcemia o ipercalciuria.
Uno degli obbiettivi potrebbe essere quello di riportare il livello di D3 nel sangue tra 80-100 ng (livello NON considerato tossico in Italia).
Difatti come dimostra anche tale studio, ogni 10 ng di Vit D3 in più si possono ridurre le nuove lesioni focali visibili alla TAC del 15% e le ricadute del 32 %
Un invito alle eccellenze della medicina italiana
People Turning in Gears - SynergySpero questo articolo possa essere di sprone per quei neurologi italiani che volessero distinguersi nel trattamento della SM o per tutti gli oncologi che volessero approfondire l’aspetto che lega Vit D e prevenzione oncologica.
Qui trovate la lista dei medici provenienti da tutto il mondo che hanno collaborano attivamente col Dott. Coimbra:

http://vitaminadporumaoutraterapia.wordpress.com/contatos-de-medicos


Studi scientifici, conclusioni e approfondimenti:

Le ricerche hanno suggerito una relazione tra i bassi livelli di vitamina D e il tasso di ricadute nei pazienti con la sclerosi multipla. 118 pazienti SM trattati con Natalizumab (Tysabri) hanno fatto l’esame per vedere il livello della vitamina D nel sangue, durante l’inverno 2009-2010. 45 dei pazienti avevano carenza di vitamina D.
Le ricerche hanno suggerito una relazione tra i bassi livelli di vitamina D e il tasso di ricadute nei pazienti con la sclerosi multipla. 118 pazienti SM trattati con Natalizumab (Tysabri) hanno fatto l’esame per vedere il livello della vitamina D nel sangue, durante l’inverno 2009-2010. 45 dei pazienti avevano carenza di vitamina D.
Si è constatata una significativa differenza tra i pazienti con un livello normale di vitamina D  e tra i pazienti carenti di vitamina D in quello che riguardano le ricadute nell’anno precedente il test e dopo il test per la vitamina D.
CONCLUSIONE: i pazienti trattati con Natalizumab con carenza di vitamina D hanno più probabilità di sperimentare ricadute e possono sperimentare più ricadute rispetto ai pazienti con un livello normale di vitamina D.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18653736 
Secondo questo studio, la sclerosi multipla è associata a bassi livelli sierici di vitamina D3. E’ stata studiata l’associazione tra i livelli sierici di vitamina D3 e vitamina D2 e l’aggravamento della sclerosi multipla, espresso con EDDS (Expanded Disability Status Scale). Campioni di siero di 267 pazienti affetti da SM sono stati raccolti per la misurazione della vitamina D3 e della vitamina D2. Entrambi i livelli della vitamina D erano significativamente più bassi nelle forme progressive rispetto alla forma recidivante remittente ( RR ).
Nei pazienti con la forma RR (il corso di malattia < o = 5 anni ), elevati livelli D3 sono stati associati con un’alta probabilità di non avere ricadute. Bassi livelli D3 sono stati associati con alti punteggi EDSS.
Il livello della D2 non è stato direttamente associato con il tasso di ricaduta o EDSS.
CONCLUSIONE : I livelli sierici della vitamina D3 sono stati associati con il tasso di ricaduta e di disabilità nei pazienti affetti da SM. Questi risultati sono suggestivi per un effetto modulante della vitamina D3 per la sclerosi multipla.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2733195/#CR61
“Un team canadese ha recentemente dimostrato che l’uso di alte dosi di vitamina D3, 14.000 UI al giorno, per un lungo periodo (6 mesi-1 anno) non ha indotto ipercalcemia o notevoli effetti collaterali, nonostante i livelli sierici di vitamina D di quasi 400 nmol/L (160 ng/ml).
Dopo un anno di tale trattamento, una riduzione del 41% del numero di ricadute e un miglioramento significativo EDDS è stato osservato nel pazienti trattati (25 pazienti trattati vs 24 pazienti non trattati con una tale dose)”.
Su PubMed è fatta solo una breve descrizione di questo importante studio, “Immunological Analysis of a Phase I/II Dose Escalation Trial of Oral Vitamin D3 with calcium supplementation in patients with Multiple Sclerosis”, presented April 29, 2009 at the Annual Meeting of the American Academy of Neurology
Per informazioni cliccare qui: http://www.vitamindmscure.com/
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23202962
“Le ricerche correlano l’integrazione di vitamina D o I livelli sierici più elevati di vitamina D ( 25 ) (OH) D con un minor rischio di sviluppare la sclerosi multipla, un ridotto tasso di ricadute, una progressione più lenta o meno nuove lesioni cerebrali.
Presentiamo qui il caso di una donna a cui è stata diagnosticata la sclerosi multipla nel 1990. Dal 1980 fino al 2000 la sua capacità di camminare è diminuita da 20 a 1 km al giorno.
Dal gennaio 2001, un supplemento di vitamina D3 è stato assunto giornalmente. La dose iniziale era di 20 mcg ( 800 UI ) al giorno ed è aumentata a 100 mcg ( 4000 UI ) al giorno nel settembre 2004 e poi a 150 mcg ( 6000 UI ) al giorno nel dicembre 2005. L’assunzione di vitamina D3 ha ridotto i dolori muscolari e ha migliorato la deambulazione da 1 km ( febbraio 2000) a 14 km al giorno ( febbraio 2008). L’assunzione di vitamina D per oltre 10 anni non ha causato effetti avversi : ipercalcemia , ipercalciuria o nefrolitiasi (…)
Suggeriamo che la valutazione periodica della vitamina D3 e del calcio, l’assunzione di magnesio, la risoluzione dei problemi intestinali e la misurazione dei livelli sierici di 25 (OH) D, PTH, i livelli di Ca, UCa / Cr e la salute delle ossa diventino parte integrante nella gestione delle persone affette da sclerosi multipla”.
1. Neurol Neurochir Pol 1995 Mar;29(2):165-172; “Certain parameters of platelets oxygen metabolism in patients with multiple sclerosis.”; Kedziora J, Fijalkowski P, Buczynski A, Chmielewski H, Lisiewicz J. Zakladu Fizjologii INP WAM w Lodzi.J Neuroimmunol 1997 Jul;77(1):1-7; “Extensive peroxynitrite activity during progressive stages of central nervous system inflammation.” van der Veen RC, Hinton DR, Incardonna F, Hofman FM – Department of Neurology, University of Southern California School of Medicine 90033, USA.Neurochem Res 1992 Feb;17(2):205-207 – “Evidence for increased lipid peroxidation in multiple sclerosis.” Toshniwal PK, Zarling EJ – Department of Neurology, Cook County Hospital, Chicago, Illinois.Ann Clin Lab Sci 1997 Jan;27(1):11-25; “Reactive oxygen species and the neurodegenerative disorders”; Knight JA, Department of Pathology and Laboratory Medicine, Salt Lake City Veterans Affairs Medical Center, UT, USA.Experientia: 1996 Feb 15 Journal Volume: 52 “Nitric oxide-dependent blood-brain barrier permeability alteration in the rat” brain.” Shukla A Dikshit M Srimal RC Address: Pharmacology Division, Central Drug Research Institute, Lucknow 226001, India.Brain Res 1996 Mar 18;712(2):349-352 “Ginkgo biloba extract protects brain neurons against oxidative stress induced by hydrogen peroxide”. Oyama Y, Chikahisa L, Ueha T, Kanemaru K, Noda K – Laboratory of Cell Signaling (Pharmacology), Faculty of Integrated Arts and Sciences, University of Tokushima, Japan.Methods Find Exp Clin Pharmacol 1995 Mar;17(2):83-88 “Protection of polyunsaturated fatty acids against iron-dependent lipid peroxidation by a Ginkgo biloba extract (EGb 761).” Dumont E, D’Arbigny P, Nouvelot A – Laboratoire de Neurosciences, Caen, France.Sandyk R et al — International Journal of Neuroscience, 1993 Jul-Aug, 71(1-4):93-9.J Neuroimmunol 1992 Oct;40(2-3):225-230, “Sclerosi Multipla e metabolismo della Vitamina B12″, Reynolds EH, Maudsley Hospital, London, UK.10 Intern Med 1994 Feb;33(2):82-86, “Il metabolismo della vitamina B12 e la terapia con alte dosi di Methyl-vitamina B12 in alcuni pazienti giapponesi ammalati di Sclerosi Multipla.” Kira J, Tobimatsu S, Goto I, Department of Neurology, Faculty of Medicine, Kyushu University, Fukuoka.11 Proc Soc Exp Biol Med 1997 Oct;216(1):21-27 “Vitamin D and multiple sclerosis.” Hayes CE, Cantorna MT, DeLuca HF – Department of Biochemistry, University of Wisconsin-Madison 53706, USA.12 “Lipidi esogeni nella mielinizzazione” Kao Hsiung I Hsueh Ko Hsueh Tsa Chih 1997 Jan;13(1):19-29. Di Biase A, Salvati S – Dipartimento di Metabolismo e Biochimica Patologica, Istituto Superiore di Sanità, Roma, Italia.13 Field EJ, Joyce G, “Multiple sclerosis: effect of gamma linolenate administration upon membranes and the need for extended clinical trials of unsaturated fatty acids”, Eur Neurol 22: 1, 78-83, , 1983.

Fonte: contiandrea.wordpress.com
 

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