sabato 26 luglio 2014

Chico Forti: italiani, non lavatevene le mani! Facciamo pressione sul governo

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Integrazione all'articolo dedicato all'allucinante caso di Enrico Chico Forti: Chico Forti, un italiano che da 15 anni chiede la riapertura del processo

A cura di staff nocensura.com
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Diritti calpestati, un processo "lampo" (poche ore di dibattimento, per un totale di 20 giorni dall'inizio del processo alla condanna) diritti calpestati, indizi debolissimi, mere supposizioni che diventano "prove", un'indagine frettolosa coperta dalla più totale disinformazione mediatica.

Oltre al nostro articolo sul caso di Chico Forti, vi suggeriamo la lettura del report della nota criminologa italiana Roberta Bruzzone (che non è l'unica criminologa a sostenere la sua innocenza; è probabilmente la più autorevole, ma va a sommarsi a quella di numerosi altri criminologi, periti, investigatori italiani, americani e non solo.) Sul caso di Chico Forti la dr.ssa Bruzzone ha scritto un libro, Il grande abbaglio. Sul caso di Chico è stato scritto anche un altro libro e numerosi report/dossier.

Chiunque si informa approfonditamente sulla sentenza pronunciata contro Chico Forti (Nota: in USA i tribunali non "motivano" la sentenza, ovvero la condanna non è accompagnata dalle classiche "motivazioni" come avviene in Italia) non può che arrivare ad un'unica conclusione: ENRICO FORTI è INNOCENTE.


Chico Forti era un produttore televisivo, un benestante, non aveva nessun motivo di uccidere il tizio che doveva incontrare per discutere della compravendita di un immobile in Spagna. Chico doveva parlare con lui di affari, ma dalla morte del tizio non ha ricavato nessun beneficio, ne in termini economici, ne di altra natura... pertanto NON C'E' NEMMENO UN ALIBI che possa in qualche modo legittimare la condanna! 

CHICO FORTI HA INDAGATO SULL'OMICIDIO DELLO STILISTA ITALIANO VERSACE, che ancora oggi è avvolto dal mistero. Chico Forti ha realizzato ampie ricerche, Chico Forti è colui che aveva realizzato il famoso Reportage sul delitto di Gianni Versace “Il sorriso della Medusa”, che mette sotto accusa, guarda caso, la polizia di Miami! E secondo alcune fonti, Chico Forti sarebbe stato addirittura uno "007" che indagava sul fatto!

Con quel documentario Chico Forti riuscì a demolire la tesi ufficiale della Polizia di Miami, «Quello che ho dimostrato è che il Gigolò Andrew Cunanan è stato portato già morto sulla house boat. La storia del suo suicidio è solamente una farsa» dichiarò Forti. LEGGI TUTTO

Sempre sul documentario realizzato da Chico Forti, vedi anche questo estratto

Informatevi sul delitto Versace: le anomalie sono numerosissime, e Forti le aveva sollevate, fatto che fa pensare che possa essere stato condannato anche per questo: per fermare le sue indagini... 

In merito alle indagini di Chico Forti sul delitto Versace, leggi anche questo e questo, inoltre puoi fare una ricerca sui motori e su Youtube per trovare ulteriore materiale.

In merito all'omicidio di Gianni Versace invece puoi leggere:
Se effettuate una ricerca in lingua inglese, trovate moltissimo materiale: più che in lingua italiana...   
chico forti 8

Al caso di Chico sono stati dedicati diversi servizi TV; personaggi del mondo dello spettacolo hanno sollecitato più volte i governi in carica per interessarsi attivamente al suo caso, e sono molti i politici che avevano promesso di farlo, ultimo della serie il governo Letta: una delegazione del M5s ha incontrato l'ex ministro degli affari esteri Emma Bonino (quando era Ministro in carica, titolare della Farnesina) ma il governo è cambiato dopo pochi mesi, e il nuovo governo, grazie all'interessamento di alcuni parlamentari, sembra che dovrebbe interessarsi al caso, ma per ora hanno fatto ben poco, anzi: niente! E nel frattempo passano mesi e mesi, e Chico continua a invecchiare in quella cella di massima sicurezza, dove le condizioni di vita sono durissime, dove una vita vale poche centinaia di dollari...

IL GOVERNO DEVE INTERESSARSI SERIAMENTE AL CASO DI CHICO FORTI, SE RENZI è AMICO DI OBAMA COME DICONO, LO DIMOSTRI!!! MA è IMPORTANTE CHE GLI ITALIANI, I CITTADINI, NON SI LAVINO LE MANI DI QUESTO CONNAZIONALE... NON FREGATEVENE!!! Una vicenda come questa, può capitare a CHIUNQUE... 

SE L'OPINIONE PUBBLICA SI INTERESSASSE AL CASO, SE GLI ITALIANI FACESSERO "PRESSIONE", IL GOVERNO SI INTERESSEREBBE AL CASO VERAMENTE, come è accaduto per la vicenda (seppur profondamente diversa) di Rossella Urru: quando l'opinione pubblica si è fatta sentire, il governo immediatamente si è mosso! 

Non vi chiediamo di fare chissà cosa; non vi chiediamo di frugarvi in tasca, ma di mettere una mano sul cuore, sulla vostra coscienza. COSA VI COSTA CONDIVIDERE MATERIALE SU CHICO FORTI SUI VOSTRI PROFILI SOCIAL, SUL VOSTRO BLOG (se ne avete uno), SUI GRUPPI CHE FREQUENTATE, E MAGARI ANCHE SULLE PAGINE FACEBOOK DEI POLITICI A CUI SIETE ISCRITTI, CHIEDENDO IL LORO INTERESSAMENTO. I più generosi possono scrivere email a deputati e senatori, nonché al governo. Dedicate qualche minuto a questa vicenda... come vorreste che gli altri facessero per voi, se capitasse qualcosa ad un vostro caro, o ad un vostro amico. NON RESTATE INDIFFERENTI, PER FAVORE!!! L'indifferenza è uno dei principali mali di questa società decadente... fate la vostra piccola parte, per favore!
 

IN USA LE CONDANNE VENGONO DECISE DALLA "GIURIA POPOLARE", un aspetto che apparentemente sembra 'democratico', in realtà affidare la giustizia a persone non esperte, che si lasciano influenzare dai mass media, dall'aspetto fisico degli imputati (Amanda Knox per loro è innocente a prescindere...) dalla razza (neri e stranieri vengono condannati molto più dei bianchi; così come i poveri vengono condannati più dei ricchi: sia perché godono di una difesa migliore, sia perché i ricchi influenzano i mass media, ma anche per pregiudizio nei confronti degli indigenti... e questo è dimostrato dai numeri!)


Criterio razzista nelle decisioni delle giurie americane - Da Wikipedia

"Nel 2003 i risultati di una ricerca condotta dall'Università del Maryland fecero scalpore. Questa ricerca si collega in maniera diretta agli studi di Amnesty International che denunciano il criterio con il quale molte giurie emettono la condanna a morte: razzista. 

Secondo dati raccolti nel 1998, 1794 dei 1838 funzionari giudiziari che sono tenuti a decidere se applicare o meno la pena di morte sono bianchi. Gli afroamericani rappresentano circa il 12% dell'intera popolazione statunitense ma costituiscono il 42% dei detenuti in attesa dell'esecuzione nei bracci della morte; le vittime degli omicidi sono bianche e nere in parti praticamente uguali ma dal 1977 i condannati giustiziati sono, nell'82% dei casi, responsabili dell'uccisione di un bianco. Situazioni dove la discriminazione razziale è predominante durante le decisioni della giuria possono essere riscontrate in molti stati americani. Nel New Jersey una ricerca del 1987 ha dimostrato che, se nel corso di un processo con imputato nero e vittima bianca l'accusa ha chiesto la condanna a morte nel 50% dei casi, durante un processo con imputato e vittima entrambi neri la richiesta è stata solo del 28%. In Texas dal 1982 al 1988 le statistiche dimostrano che le percentuali di condannati a morte erano: 43% neri, 47% bianchi. Il rapporto imputato bianco/vittima nera 8; il rapporto imputato nero/vittima bianca 120. Grazie a questi dati molti politici progressisti ebbero le prove per affermare che la razza dell'imputato e l'area geografica dove veniva commesso il reato incidevano sulle decisioni della giuria."
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ANCHE SE PUO' SEMBRARE ASSURDO, IL PREGIUDIZIO CONTRO GLI ITALIANI, IN USA è ANCORA MOLTO FORTE: TANTO DA "MERITARE" UNA VOCE IN MERITO SU WIKIPEDIA..
 
Pregiudizio contro gli italiani - da Wikipedia

Il pregiudizio contro gli italiani (a volte antitalianismo o, più raramente, italofobia) è un fenomeno di discriminazione etnica contro gli italiani e l'Italia. Il contrario è l'Italofilia.

Il fenomeno è attestato soprattutto nei paesi del Nordamerica (Stati Uniti, Canada), dell'Europa centro-settentrionale (Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Francia, Regno Unito) e balcanici (Slovenia e una parte della Croazia).


Le cause sono attribuite all'emigrazione italiana di massa nei secoli XIX e XX, a eventi storici, soprattutto di natura bellica, o a ostilità nazionalistiche ed etniche.
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Leggi anche: Chico Forti, un italiano che da 15 anni chiede la riapertura del processo
(nostro precedente articolo su Chico Forti)  

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