sabato 29 marzo 2014

La storia dell'ora legale e curiosità: quanto si risparmia, etc

Questa notte torna l'ora legale: orologi avanti di un'ora. Domani alle 19.00 sarà giorno come oggi alle 18:00, pertanto risparmieremo energia elettrica. Nel 2010 il risparmio a livello nazionale stando a quanto dichiarato da Terna si è attestato a 85 milioni di euro.
La cifra non è significativa, se la dividiamo per 60 milioni di italiani (anche se in tempi di crisi, tutto fa) ma la spesa elettrica non è l'unico "costo", e comunque avere più luce solare nel pomeriggio è sicuramente positivo; con l'ora solare gli svariati milioni di cittadini che escono da lavoro alle 17:00 - 17:30 non vedono mai il sole, specialmente nel periodo invernale. Quando escono da lavoro è già buio... il Codacons da anni chiede l'abolizione dell'ora solare, ovvero propongono di rendere permanente l'ora legale: spostare definitivamente l'orario avanti di un'ora e non tornare più indietro. Una proposta che anche noi accogliamo favorevolmente. Che senso ha l'ora solare?!?
Di seguito vi proponiamo due articoli di wired.it sull'ora legale: "La storia dell'ora legale" e "quanto si risparmia con l'ora legale". Quest'ultimo articolo è del 2010, ma le valutazioni proposte sono ancora valide oggi. Il calcolo del risparmio elaborato da Terna oggi è probabilmente lievemente superiore, in base all'aumento delle tariffe energetiche.
La storia dell'ora legale
Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo, alle 2:00 in punto, si tornano a spostare in avanti le lancette di un’ora, per quello che in molti probabilmente considerano uno tra gli appuntamenti più amari dell’anno: l’arrivo dell’ora legale. Avremo un ora di sonno in meno, è vero, ma cercate di ricordarvi che lo facciamo per una buona causa: risparmiare energia, e quindi inquinare meno. Sapere che aiuterete la natura basta a consolarvi? Ecco allora un po’ di storia, e qualche curiosità, che forse vi aiuteranno ad apprezzare un po’ di più l’ora legale.

Come nasce l’ora legalePer la maggior parte della sua storia, l’uomo ha semplicemente seguito il ritmo del sole: sveglia all’alba, e a letto poco dopo il tramonto. È solo con la nascita della società industriale, e la diffusione degli orologi, che le nostre attività giornaliere hanno smesso di seguire il ciclo mutevole delle stagioni, fissandosi su un orario condiviso e convenzionale. Per la prima volta, l’umo si trovava a sprecare ore di luce dormendo la mattina, per poi sprecare energia (o meglio candele) per illuminare la notte, in attesa di prendere sonno. Per comprendere l’inefficienza di queste nuove abitudini ci volle una delle più grandi menti del diciottesimo secolo: Benjamin Franklin, l’inventore del parafulmine e delle lenti bifocali, ma anche autore (non a caso probabilmente) del famoso adagio inglese: “Early to bed and early to rise, makes a man healthy wealthy and wise (Presto a letto e presto alzato, fan l’uomo sano, ricco e fortunato). Elaborata una soluzione, Franklin la pubblicò nel 1784 sul Journal de Paris, incitando la popolazione di Parigi ad adottarla: bastava spostare in avanti le lancette dell’orologio con l’arrivo dell’estate, così da svegliarsi un’ora prima, approfittare delle giornate più lunghe e risparmiare candele. Come capita a molte grandi idee però, all’epoca rimase inascoltata.
La guerraPerché la proposta di Franklin trovasse finalmente il successo che meritava ci volle più di un secolo, e l’aiuto di uno dei più grandi incubatori di idee della storia umana: la guerra. Nel 1907 infatti l’ora legale venne ripescata dal costruttore inglese William Willet, trovando in breve tempo terreno fertile grazie alle esigenze di risparmio energetico dettate dallo scoppio della Grande guerra. Nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera all’adozione del British Summer Time, imitata in breve tempo da molti altri paesi d’Europa. Tra i paesi che seguirono l’esempio inglese c’era anche l’Italia, dove il nuovo orario estivo rimase in vigore fino al 1920, per poi essere riproposto nuovamente durante la Seconda guerra mondiale, più precisamente dal 1940 al ’42, ed entrare poi definitivamente in vigore a partire dal 1966. Dal 1996, l’ora legale venne adottata con un calendario comune in tuttaEuropa.
Ma fa davvero risparmiare?Stando ai dati diffusi dalla società energetica Terna, l’adozione dell’ora legale genera risparmi energetici che solo nel 2010 sono stati calcolati intorno agli 85 milioni di euro, mentre per il 2013 avrebbero raggiunto i 90 (complice l’aumento delle tariffe). Visti i numeri, c’è chi propone di pensionare definitivamente la vecchiaora solare, per adottare l’ora legale 365 giorni l’anno. Tra i maggiori promotori dell’iniziativa c’è la Codacons, che da anni porta a supporto della sua battaglia i risultati di un sondaggio del 2008, in cui l’80% degli italiani si sarebbe detto d’accordo al pensionamento dell’ora solare.
Come sempre però, il troppo stroppia…Uno dei pochi paesi ad abolire veramente l’ora solare è stata laRussia, con un provvedimento del 2011. Può sembrare strano, ma la motivazione con cui l’allora presidente Dmitrij Medvedev fece passare la nuova legge è che il cambio di ora nel corso dell’anno causerebbe stress nella cittadinanza. A prescindere dalle motivazioni, sulle prime tutto dopo il cambio di orario tutto sembrava andare per il meglio. L’idillio però durò fino all’arrivo del primo inverno, quando i cittadini di Mosca si accorsero di colpo che il sole da loro sorgeva intorno alle 10 di mattina, mentre a San Pietroburgo faceva capolino addirittura alle 11 passate. Dopo tre inverni passati a svegliarsi nel pieno della notte, ora sono in molti ad aver capito che anche con il risparmio non si deve esagerare, e a chiedere a gran voce il ripristino della cara, vecchia, ora solare.
Ed esistono anche gli scetticiAnche gli americani comunque sembrano avere i loro problemi con l’ora legale. Dal 2005 infatti, la sua durata negli Stati Uniti è stata allungata fino a otto mesi, precisamente dalla seconda domenica di marzo alla prima di novembre. Secondo gli scettici, quella che è stata spacciata come una manovra ecologista dal governo sarebbe in realtà una bieca operazione speculativa, promossa dalle cosiddette “lobbie del tempo libero”, produttori di barbecue, di attrezzature sportive, di materiale per il “fai da te”, che hanno tutto da guadagnare dall’anticipare l’entrata in vigore dell’ora legale. Allungando prima le giornate, gli americani hanno infatti più ore di luce da dedicare ai loro passatempi preferiti: mangiare, giocare a golf, e fare del bricolage. Secondo Michael Downing, autore di un libro dal titolo eloquente Spring Forward: The Annual Madness of Daylight Saving Time (anticipare la primavera: la follia annuale dell’ora legale), i presunti risparmi energetici sarebbero addirittura una montatura. Stando ai risultati di un recente studio sui consumi domestici degli americani, accusa Downing, l’ora legale produrrebbe in realtà un aumento dei consumi compreso tra l’1 e il 4%, a tutto vantaggio delle compagnie petrolifere.
Fonte: http://www.wired.it/scienza/energia/2014/03/28/storia-ora-legale/

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Ora legale, ecco quanto si risparmia (L'articolo è del 29 Ottobre 2010)

Si torna all'ora solare, spostando indietro le lancette. 85 milioni di euro risparmiati secondo Terna, ma ci sono anche costi sommersi. E alcuni chiedono di abolirla

Più di 85 milioni di euro da marzo a fine Ottobre . Circa 600 milioni dal 2004 al 2010. Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre porteremo indietro le lancette di un'ora ed è questo il risparmio economico garantito in Italia dall'ora legale, grazie ai tagli in bolletta derivanti dalla riduzione dei consumi elettrici. Stando ai dati appena pubblicati dalla società energetica Terna, accendendo la luce un’ora più tardi gli italiani hanno consumato circa 644,4 milioni di kilowattora in meno negli ultimi otto mesi. In altre parole, è come se 215mila famiglie avessero fatto a meno dell’elettricità per un anno intero.

Il risparmio maggiore, secondo gli esperti Terna, si è avuto nei mesi di aprile e di ottobre, quando ci sono meno ore di luce naturale al giorno: “ Spostando in avanti le lancette di un’ora, quindi, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi come luglio e agosto, invece, poiché le giornate sono già più lunghe rispetto ad aprile, l’effetto 'ritardo' nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità”, spiegano dalla società.

Nel 2009 il risparmio economico era stato pari a 93 milioni di euro, perché il costo dell’energia era più alto (in media 14,5 centesimi al kilowattora contro i 13,4 centesimi del 2010). I vantaggi dell’ora legale sono ancora più evidenti se si considera un arco di tempo più lungo: dal 2004 al 2010, il risparmio complessivo del paese è stato di 4,3 miliardi di kilowattora (600 milioni di euro).

E c’è anche chi suggerisce di mandare definitivamente in pensione l’ora solare, facendola finita con il rito annuale dello spostamento delle lancette. Da anni l’associazione dei consumatori Codacons insiste su questo punto, con il supporto di un sondaggio condotto nel 2008: l’80 per cento degli italiani sarebbe stanco dei continui cambi e vorrebbe l’introduzione di un orario unico per tutto l’anno. L’opinione pubblica sarebbe ugualmente divisa tra i cittadini favorevoli all’ora solare (il 50%) e quelli affezionati all’ora legale (sempre il 50%).

Marco Maria Donzelli, presidente di Codacons, spiega: “ Da tempo abbiamo chiesto sia al governo sia al presidente della Commissione europea di rivedere la direttiva europea 2000/84/CE per eliminare definitivamente l’ora legale”. Le ragioni dell’appello Codacons è da ricercarsi nei costi impliciti del cambio di orario: “ Tutti parlano dei vantaggi economici – aggiunge Donzelli – pochi considerano i costi derivanti dall’aggiornamento dei sistemi informatici, delle radiosveglie, degli orari dei treni


Fonte: http://daily.wired.it/news/economia/ora-legale-ecco-quanto-si-risparmia.html

paso ha detto...

L'ora legale non è altro che una delle tante mistificazioni della realtà.
Se sono le 6 non vedo il vantaggio di far finta che sono le 7.
Se qualche orario non va bene a qualcuno che cambino l'orario, non l'ora!

Invece, un'abitudine che nuoce gravemente all'economia e causa stress alla popolazione CHE LAVORA è la demenziale pausa pranzo di due o tre ore, in cui l'Italia si ferma e chi è fuori per lavoro e non riesce a completare il suo giro in mattinata è costretto a bighellonare fino alle riaperture invece di assolvere al più presto alle sue incombenze e GUADAGNARE per sé il resto della giornata! Altro che ora legale!

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