venerdì 28 febbraio 2014

Italia: contro la popolazione il gas CS vietato da leggi nazionali e convenzioni internazionali



di Gianni Lannes
Il famigerato CS (ortoclorobenzilmalonitrile) rientra nella definizione di arma chimica vietata dalla Convenzione internazionale firmata a Parigi il 13 gennaio 1993; inoltre è bandito dal Protocollo per la proibizione e l’uso in guerra di gas asfissianti o velenosi siglato a Ginevra il 17 giugno 1925, sempre in vigore. Eppure, i reparti antisommossa di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza ne fanno uso contro la popolazione civile, anche se i lacrimogeni al CS - pericolosi anche per chi li usa -  sono vietati dal DPR 359/1991. Già, ma chi fa rispettare la legge?  La magistratura è in perenne letargo? E i parlamentari dell'opposizione grullesca? Una domanda facile per Renzi: quante sono le persone invalidate dal gas CS usato dalle forze dell'ordine, dal 2000 ad oggi? Altro quesito per il capo pro tempore dello Stato, Giorgio Napolitano: il rispetto della legge è facoltativo per chi detiene abusivamente il potere?

Amnesty Internazional l’ha messo sotto accusa in Gran Bretagna, Bolivia, Corea del Sud e Svizzera. Mentre il governo tricolore dopo l’autoattentato dell’11 settembre 2001 a New York, lo ritiene possibile strumento di attacchi terroristici. E’ quanto risulta da una circolare del ministero della Salute diffusa il 12 ottobre 2002. Eppure non c’è traccia dell’autorizzazione che lo stesso ministero dell'ex Sanità dovrebbe aver concesso al ministero dell’Interno per l’impiego di questo veleno in ordine pubblico. Non è strano? Un’arma vietata in guerra viene impiegata contro le pacifiche proteste popolari. Le forze dell'ordine in questo caso violano la legalità.

Si vedano i casi documentati della lotta terroristica dello Stato contro i cosiddetti “No Tav”. Per la legge italiana (Decreto Presidente della Repubblica 359/1991) deve essere bandito in quanto provoca all’organismo colpito danni permanenti. Uno studio risalente al 1989 pubblicato dal Journal of the American Medical Association, ipotizza “conseguenze a lungo termine sulla salute, come formazioni tumorali, malattie dell’apparato riproduttivo e dell’apparato respiratorio” dovute, appunto all’esposizione al CS. Altre ricerche riferiscono di effetti cancerogeni e alterazioni cromosomiche, queste ultime dimostrate da sperimentazioni in vitro su cellule di mammiferi.

I gas lacrimogeni contenenti il CS sono mutageni, ovvero possono cambiare il corredo genetico delle cellule. Un dato confermato da alcune ricerche negli  Stati Uniti d’America, pubblicate in riviste scientifiche internazionali. 

Il dottor Edoardo Magnone, un esperto in materia non ha dubbi: “L’uso della sostanza chimica CS dovrebbe essere bandito dalla piazza perché gli effetti sulla popolazione che li respira e sulle stesse persone che li sparano in aria non è escluso che possa avere conseguenze irreversibili” Inoltre, i risultati dei test in vitro di genotossicità “indicano che il composto chimico CS induce mutazioni, aberrazioni cromosomiche strutturali e numeriche in cellule di mammifero”. Vale a dire, spiega Magnone: “ il CS è da considerarsi una sostanza dotata di attività genotossica”. Pericolosa per l’essere umano, in grado di alterare il ciclo cellulare, provocando l’arresto e il rallentamento”. “Inoltre, attesta ,o scienziato - una delle caratteristiche del CS è quella di entrare subito in azione, cioè di avere effetti istantanei sul soggetto che ne entra in contatto”.
Uno dei metabolizzanti del CS, l’HCN. È vietato in guerra, come risulta dalla Convenzione di Parigi del 1993.

Gli agenti chimici possono essere classificati in vario modo, a seconda delle caratteristiche che si vogliono porre in evidenza. Un primo tipo di classificazione è quello per gli effetti provocati sulle persone. Abbiamo così agenti irritanti, oppure inabilitanti o letali. Un’ulteriore classificazione è quella che si basa sulla persistenza della sostanza chimica dispersa. Infine, abbiamo gli agenti chimici cutanei, per i quali basta il contatto con la pelle per essere efficaci, o quelli respiratori. Ma la forma più comune di classificazione è quella che si basa sugli effetti provocati all’organismo. In tal caso le categorie sono cinque: agenti nervini, vescicanti, asfissianti, tossici del sangue e inabilitanti-incapacitanti.

A Rieti è operativa dal 2001 Nubich, dove migliaia di militari italiani sono stati addestrati alla guerra chimica e batteriologica.


Fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it


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