lunedì 24 febbraio 2014

Grecia 2014: il medioevo del mondo del lavoro

Un tragico fatto di cronaca che, per l’ennesima volta, racconta la rapida e terribile mutazione delle condizioni di vita e di lavoro imposta in Grecia dall’austerity.

Ha provocato un grande shock il suicidio di un uomo di 49 anni, che era stato obbligato a firmare le dimissioni da Praktiker, il negozio dove aveva lavorato per 12 anni. Due giorni dopo la firma è stato trovato impiccato nel suo appartamento!

Secondo le informazioni di protothema.gr, l’uomo era stato costretto a dare le dimissioni dai responsabili del negozio di Egaleo per punirlo di una confezione trovata aperta nell’area di sua responsabilità. Come riferiscono i colleghi, appena è stata trovata la confezione aperta, è stata fatta pressione su di lui affinché firmasse le dimissioni, in modo da non far risultare un licenziamento. Questa cosa è successa il 1 febbraio. Due giorni dopo, è stato trovato impiccato in casa sua. I vicini di casa avevano chiamato la polizia a causa del cattivo odore che usciva dal suo appartamento.

Secondo la stessa fonte, il 49enne, ex marinaio, viveva da solo, mentre gli unici parenti che aveva erano due fratelli. Sua sorella è malata di cancro e suo fratello è un tetraplegico. È stato descritto come una persona solitaria e sensibile […]. Nessuno si sarebbe aspettato che la disperazione fosse tale da indurlo al suicidio.


I suoi funerali si sono tenuti grazie ai soldi raccolti dai colleghi. L’amministrazione ha evitato di coprire le spese (ha chiesto al comitato di presentare una domanda ufficiale) per non far sembrare di avere rimorsi per come è andata la storia.

I suoi colleghi, e soprattutto il gruppo di sicurezza, aspettano di essere chiamati a deporre nella caserma della polizia di Korydallos, responsabile del caso.

Fonte: alfavita

Traduzione di AteneCalling.org

Suicidio di un lavoratore dimessosi volontariamente

I mercenari che lavorano come guardie di sicurezza in borghese spiando clienti e dipendenti lavorano dodici ore al giorno e vengono pagati 2 € per ogni ora lavorativa. Ma il bonus che ricevono se colgono in flagrante un cliente mentre commette un furto raggiunge i 50 euro, più la multa pagata dal cliente, fino a un massimo di 400 euro di bonus in totale.

Il 49enne Stefanos Valavanis, impiegato per dodici anni consecutivi presso la ditta “Praktiker”, non aveva mai dato adito a nessuna lamentela. Era sempre coscienzioso, laborioso, sensibile e molto dignitoso. Ha lavorato senza mai lamentarsi, anche quando la società ha dovuto trasferirlo dalla filiale di Egaleo a Metamorfosi o a Tavro. Nonostante vivesse lontano non ha mai protestato. Non si lamentava perché aveva un lavoro. E aveva bisogno di questo lavoro. Con uno stipendio di 850 € doveva mantenere la sorella malata di cancro, il fratello disabile e ovviamente se stesso. Gli serviva il suo lavoro, anche a costo di sacrifici.

Per questo motivo ha accettato e firmato a malincuore il contratto riguardante la riduzione del suo stipendio imposto dalla ditta nel mese di gennaio. Non avrebbe potuto fare diversamente dato il clima di terrore che persiste nei posti di lavoro. Su 1200 lavoratori sono stati circa in 200 a non firmare il contratto, subendo comunque tagli del salario. E perché no? Chi potrebbe contraddire la ditta?

Sabato 1 febbraio una guardia di sicurezza privata in borghese, un funzionario della compagnia che spia dipendenti e clienti, lo spedisce nell’ufficio del direttore con l’accusa di furto. Perché? Perché una cassetta di attrezzi venne ritrovata aperta. Ma perché si parla di furto, se un furto c’è solo quando il presunto autore del reato oltrepassa l’uscita del negozio?

Dopo un po’, Stefano Valavanis esce dall’ufficio dopo aver firmato volontariamente le sue dimissioni. Il lunedì mattina venne ritrovato impiccato a casa sua; i medici legali confermano che si tratta di suicidio.

<> dichiarano i suoi colleghi. La ditta, tuttavia, avendo in mano il documento delle dimissioni volontarie ha minacciato i dipendenti di non tollerare la diffusione di commenti sull’accaduto presso i media.

<> sottolinea su “UNFOLLOW” il presidente del sindacato dei lavoratori di Praktiker, Makis Tsekouras. <>.

Ė mai possibile, quindi, che un uomo, in disperato bisogno di lavoro, che da poco ha firmato un contratto individuale, che sapeva benissimo che la zona era sorvegliata da guardie di sicurezza che ricevono bonus extra se identificano ladri reali o immaginari, avrebbe potuto commettere il furto di una cassetta di attrezzi? E avrebbe firmato volontariamente le sue dimissioni?

<>, aggiunge il presidente del sindacato. <>.

Per celebrare il funerale di Stefanos Valavanis è stata richiesta una raccolta di fondi dal sindacato. Naturalmente la ditta Praktiker non si interessa dei suoi ex dipendenti, soprattutto di quelli che si sono dimessi volontariamente. Del resto ci son cose più importanti a cui interessarsi, come ad esempio trovare un acquirente, perché, nonostante la redditività di 3,5 milioni registrati nel corso del 2012, la ditta principale che si trova in Germania ha presentato istanza di fallimento chiudendo le sue filiali in Ucraina ed in Romania.

Adesso si può almeno consolare con il denaro del risarcimento di Stefanos Valavanis…

Fonte: unfollow.com.gr

Traduzione di Ioli Baroncini per AteneCalling.org
http://atenecalling.org/grecia-2014-il-medioevo-del-mondo-del-lavoro/


Tratto da: Informazione Libera (FB)

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