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mercoledì 10 luglio 2013

MMT: il banchiere che vorrebbe salvarci dalle banche?

Premessa

Quando alcuni anni fa il giornalista Paolo Barnard annunciò la sua opera maxima. “Il più grande crimine”, rimasi esterrefatto ed espressi un’opinione personale molto netta sulla superficialità del saggio, sia nelle conclusioni che nella ricostruzione storica, definendolo un tema da terza media, anche sprezzante verso tutti i cosiddetti “signoraggisti” che avevano per decenni cercato di porre il problema della creazione monetaria all’attenzione dell’opinione pubblica e che avevano invocato l’aiuto del giornalista. L’inconcludente teorema (a mio avviso) formulato qualche anno fa da Barnard oggi sembra aver coinvolto alcuni sostenitori in un fanatismo esasperante che trova similitudini negli integralismi più insensati necessari a mantenere in vita un dogma.

Oggi potrei capire il perché di questo fanatismo estremo che non ha le sue radici solo nel bisogno di visibilità di un giornalista che in ogni sua dichiarazione si dichiara vittima, ma soprattutto nella necessità di spacciare per riforma monetaria una bislacca teoria di un miliardario americano, per di più banchiere: il signor Warren Mosler [1]. Anzi un banchiere in palese conflitto d’interessi con qualsiasi riforma monetaria, considerando che da bravo banchiere è un creatore di credito dal nulla ? E infatti proprio questo piccolo particolare veniva sempre ed assolutamente omesso da MMT a chi si avvicina al tema monetario. In ogni modo, anche con la derisione, la creazione monetaria dal nulla operata dalle banche commerciali deve essere negata, costi quel che costi, nonostante questa sia ormai confermata da alcune banche centrali, da alcuni importanti quotidiani finanziari e da molti economisti [2].

Ma su questo torneremo dopo, andiamo con ordine, e vediamo prima le superficialità del saggio, sia storiche che concettuali, analizzando anche l’approccio al problema e la sua divulgazione.



Mosler banchiere ed evasore ?


 Quando Barnard presentò il suo lavoro, disse di essere andato mesi in America a studiare il sistema monetario, chiedendo numi a colui che egli diceva essere considerato il massimo monetarista vivente (con l’umiltà di un bimbo) [3], Mosler, e ai suoi quattro colleghi. Innanzitutto questa affermazione è un’opinione del solo Barnard, a quanto pare. Basta infatti fare un giro su internet per trovare molte critiche alle “teorie” di Mosler, ma soprattutto un gran silenzio. Gli economisti della Mosler Economics sono poco considerati, non solo dal mondo accademico, fatto che potrebbe essere considerato normale verso chi porta novità importanti, ma anche da tutti i riformisti monetari.

MMT infatti è conosciuta solo in Italia, e se ne trova qualche traccia negli Stati Uniti. Per il resto del mondo non esiste, nonostante la sua esistenza più che decennale.

Ma fatto ben più grave dell’opinione di Barnard, è che fu omesso in ogni modo il fatto che Mosler non era un “accademico”, ma un miliardario banchiere la cui fortuna proviene proprio dal settore speculativo che ha caratterizzato gli anni 90. Un miliardario con potenti mezzi per fondare qualsivoglia istituto, fondazione o scuola, tramite i quali professare i propri dogmi come se fosse uno degli economisti più apprezzati al mondo. Ma basta scorrere il suo curriculum [4] per comprendere che di accademico in lui non vi è nulla se non la sua laurea. Fin dalla laurea in economia, Mosler ha sempre lavorato per le banche, sfruttando strumenti finanziari e fondi d’investimento per svariati milioni e poi per se stesso, fino ad arrivare ad essere azionista di maggioranza della Enterprise National Bank of Palm Beach dal 1996 [1]. Questa notizia compare solo nel novembre 2012, scritta in sordina alla fine del programma di MMT. [7]

Tutte le sue pubblicazioni “accademiche” sono posteriori a quella data e fatte in qualità di banchiere. Non un accademico che si è fatto strada dunque a suon di sgomitate per pubblicare articoli e libri su riviste e case editrici specializzate, ma un miliardario che con il potere del denaro (creato dal nulla) ha potuto sponsorizzarsi, pagare collaboratori e creare così correnti di pensiero ? Prima del 1996 era semplicemente un broker di banca, che come tutti i broker avrebbe approfittato delle conoscenze finanziarie per accumulare capitali tanto che sembra, come riportato dal New York Times [5], sia stato citato dal IRS (Agenzia delle Entrate degli USA) per elusione fiscale nel 2003, con una sua società, la AVM, attraverso operazioni finanziarie su mutui finanziati anche dal governo. Secondo il quotidiano newyorchese, le parti avrebbero raggiunto un accordo anche se la cifra non viene rivelata, ma a giudicare dal volume d’affari della AVM si dovrebbe trattare di milioni di dollari.

Curioso inoltre che il profeta dell’uscita dall’euro abbia, nel suo curriculum, tra i risultati conseguiti la creazione degli attuali contratti euro swap futures (1982) [4]. Per finire anche Mosler l’anno scorso si è presentato alle elezioni delle Isole Vergini [6], paradiso fiscale dove risiedono delle sue attività, probabilmente promettendo piena occupazione per tutti a giudicare da alcune reazioni rintracciabili su internet.

Accademico per denaro o accademico per merito? Vediamo intanto di capire la sua grande opera, la MMT, la Modern Money Theory, o la Teoria Molto Mediatica come la chiama un mio amico anche se io preferisco chiamarla la Medieval Money Theory, e l’ho sempre considerata il piano B dei banchieri in caso dovesse andargli male con l’euro. Ma avevo torto, e gli ultimi sviluppi mi hanno fatto ricredere, potrebbe anche essere un piano A. Ecco spiegato perché colui che si pensava fosse un accademico, gira l’Italia in tour gratis come se non avesse nulla da fare. In realtà è un banchiere che propone una riforma monetaria in palese conflitto d’interessi.



MMT 1: non una riforma ma la spiegazione del vecchio modello FED a debito ?



Infatti all’inizio, nella sua prima stesura, la MMT era improponibile. Mosler e Barnard devono aver pensato che se gli italiani avevano votato in massa Berlusconi per la sua promessa di un milione di posti di lavoro, allora avrebbero potuto anche fargli passare una “riforma” che non era nient’altro che la spiegazione di come funziona il Federal Reserve System, con la sola differenza che i banchieri non hanno nessuna intenzione di far fallire il paese con l’esercito più potente del mondo e il grilletto facile. Sarebbe bastato porre ad esempio la democrazia (?) statunitense, il grande American Dream (?) dove tutto è possibile (basta non menzionare la mancanza di assistenza sanitaria, le pensioni private, i 30 milioni di poveri e tante altre cosette), e far credere agli italiani che la mano destra avrebbe potuto creare denaro all’infinito e prestarlo alla mano sinistra (ad interessi). Ovvero che sarebbe bastato fare una “moneta sovrana” (termine esistente solo in Italia, mentre all’estero questo tipo di moneta si chiama con il suo vero nome: valuta nazionale che non significa di proprietà statale), con cui la banca d’Italia avrebbe comprato all’infinito i titoli di stato. Questo avrebbe garantito la piena occupazione e la soluzione di tutti i mali. Vedremo poi in seguito di quale tipo di occupazione sembra essere profeta il nostro Mosler. L’importante era mantenere un dogma assoluto:

negare ad ogni costo la creazione monetaria delle banche commerciali con cui Mosler farebbe profitti (essendo un banchiere).

Ma Mosler e Barnard avevano sbagliato i conti, dimenticando che l’Italia fu forse il primo paese al mondo a nazionalizzare la sua banca centrale, e che di moneta di stato nel nostro paese ce se ne occupava già dall’antica Roma. Per questo la ricostruzione storica del saggio faceva risalire il misfatto a tre ideologhi dei primi decenni del Novecento, e non come è in verità alla lotta che da sempre accompagna la moneta fin dalla sua nascita. L’arma di distrazione di massa fu già usata da Travaglio e Santoro, quando colpevolizzarono Craxi e Berlusconi per il debito pubblico. Fare i nomi dei pesci piccoli, ma mai mettere in discussione un sistema. Servono i nomi dei colpevoli in modo che arrivino i supereroi a salvare la patria. Un banchiere deve fare i nomi, ma mai focalizzare l’attenzione sul problema strutturale. Ma chi in Italia di sistema monetario mastica da anni non abboccò alla farsa dei titoli acquistati dalla Banca d’Italia e non dai mercati, o a quella del debito che diventa positivo e addirittura la ricchezza dei cittadini insieme alle tasse. E così MMT si è ritirata a studiare per trovare una formula che mantenesse il debito ma nascondesse il potere delle banche.

MMT 2: come favorire le banche col modello inglese spacciandosi per riforma monetaria

Alla fine del 2012, vista l’insostenibilità della teoria MMT1, usciva il documento finale, quello che tentava in tutti i modi di far passare questa “riforma” mantenendo lo status quo del debito, delle tasse e la negazione della creazione del credito da parte delle banche commerciali, il tema più caro a Mosler in quanto banchiere creatore di denaro che non potrebbe certo rinunciare alla sua fonte di privilegi. Non provate nemmeno in un loro forum a pubblicare il bollettino della Banca d’Inghilterra ed altri documenti ufficiali. Questa discussione non è ammessa. E lo si capisce benissimo analizzando quanto scritto nel documento di salvezza economica per le banche…ops…pardon…per il paese, della MMT [7].

Un documento poco trasparente che tenta di correggere alcune di quelle che erano le forti obbiezioni alla MMT 1: L’emissione dei titoli di stato, la spesa infinita a debito dello stato. La nazionalizzazione del sistema bancario, e in particolare della Banca Centrale, e la riserva frazionaria non sono pervenute, totalmente assenti.

Ancora una volta non una riforma monetaria, ma l’utilizzo diverso del sistema del debito, stavolta a favore direttamente delle banche commerciali (senza passare per banca d’Italia). Stavolta il modello adottato è quello della Banca d’Inghilterra, e quella che viene spacciata per riforma non è altro che la spiegazione del modello inglese con qualche variante.

Inoltre vi è da notare ancora il cambio dei significati delle parole, e l’uso di altre parole in modo da far credere un concetto al posto di un altro. Non viene quasi mai usata la parola emissione, probabilmente perché saranno emessi solo i contanti in grado di fornire le liquidità alle banche. Al suo posto viene usata la parola spesa: lo stato spende, non emette. Il debito resta positivo, sotto il nome di deficit, parola che indica una mancanza, e quindi una negatività già nell’etimologia stessa. Questo per abituare i cittadini alla parola e farla sembrare addirittura positiva.

Solo una volta, quasi in sordina, compare la parola proprietà, l’unica in grado di assicurare la sovranità monetaria, e questo per tranquillizzare quanti non ancora convinti sono colpiti da dubbio. Infine una chicca, tra le tante che cercano di richiamare un’esclusività e una novità sul tema di cui Barnard si vorrebbe a tutti i costi appropriare, oscurando così i tantissimi dibattiti sulla moneta in corso da decenni; a pagina 9 compare la frase: “Quindi preoccuparsi del fatto che lo Stato a moneta sovrana possa esaurirla, cioè fallire, è come pensare che un professore di matematica possa esaurire i numeri.”. Sostituite la parola professore di matematica con ingegnere e la parola numeri con chilometri e avrete la conferma della volontà di plagiare ciò che scrisse Ezra Pound.

Ma se finora abbiamo giocato ma non troppo, quando si tratta di banchieri, cerchiamo ora di capire dove MMT consentirebbe alle banche commerciali di prosperare. Andiamo al primo passo.

1) La MMT prevede (pag. 13) che tutti i depositi e i conti correnti siano convertiti in lire su richiesta del titolare (punto 6), e che le tasse saranno applicate solo alle lire (punto 2). in questo modo i cittadini per pagare le tasse saranno costretti a far convertire i loro risparmi in lire dalle banche, ma come numeri digitali. Ricordiamo che le banconote rappresentano solo il 2% della massa monetaria, e vengono stampate dalla banca centrale solo per rifornire di liquidità le banche commerciali.

Nonostante MMT affermi che lo Stato prima spende e poi tassa, questa operazione non è certamente praticabile nel cambio da euro a lira. Tutta la massa monetaria infatti sarebbe elettronicamente convertita in lire, e lo Stato tasserebbe una massa monetaria già esistente, e non una nuova sua emissione da zero immessa sul mercato. Quindi in ogni caso prima tasserà, e poi spenderà un denaro semplicemente convertito ma già esistente e proveniente da un debito.

Ricordando che il 98% di quel denaro sarà stato emesso dalle banche commerciali solo attraverso un prestito da restituire, i cittadini quindi saranno tassati/privati del denaro che dovranno comunque restituire al sistema bancario commerciale, e non di un denaro ex nihilo proveniente da una nuova emissione esente da debito.

2) Se la partenza è sbagliata, la continuazione è ancor più nefasta. Infatti MMT “drena” la liquidità attraverso le tasse per poi spenderla di nuovo con la spesa pubblica. E come intende fare questo?

La risposta è a pagina 20: “Il governo spenderà da ora in poi semplicemente accreditando conti correnti del settore non- governativo, i quali si trovano sempre presso i conti delle banche presso la Banca d’Italia. Tutto il denaro speso dallo Stato si accumulerà quindi nelle riserve delle banche presso la Banca d’Italia, sulle quali riserve può essere pagato un interesse 0, o poco più.”

Ecco qui che non sarà lo Stato a creare la piena occupazione, né tanto meno l’emissione di credito, ma il moltiplicatore monetario delle banche commerciali a cui lo stato fornirà riserve illimitate a tasso 0%, alimentando direttamente i loro depositi detenuti in banca d’Italia. Una manna dal cielo per le banche commerciali che non dovranno più chiedere salvataggi in caso di difficoltà, ma solo attendere la spesa dello Stato. Un affare colossale che porterebbe l’Italia a funzionare esattamente come l’Inghilterra, con un debito privato altissimo che ci costringerebbe a lavorare come bestie e un debito pubblico molto basso dove però non saranno sicuramente garantiti servizi efficienti, proprio come nel mondo anglosassone. Le aziende private infatti non sarebbero finanziate direttamente dallo Stato, ma attraverso i prestiti delle banche commerciali esattamente come oggi. E come oggi saranno costrette ad inseguire un debito che ripeterà il suo classico ciclo di espansione e contrazione per effetto degli interessi e delle volontà dei banchieri. Questa non sarebbe certo una riforma monetaria, ma l’applicazione di un sistema depauperizzante già in atto a favore delle banche commerciali, dove i titoli di stato da detenere in bilancio vengono semplicemente sostituiti da una nuova valuta nazionale razziata ai cittadini attraverso le tasse, dopo essere stata creata dal nulla dalle banche stesse.



Piena occupazione e stato sociale privatizzati?



Quali saranno le conseguenze per lo stato sociale? Qui bisognerà vedere se la tendenza sarà quella di allinearsi più all’Inghilterra o più agli USA. La Gran Bretagna mantiene uno stato sociale di sussistenza, con una sanità ai limiti della decenza e un sistema pensionistico di pura sopravvivenza. Il sistema scolastico sembra aver perso ogni speranza. Degli USA sappiamo tutto ormai, anche che si può morire per una banalità se non si ha un’assicurazione sanitaria. Lo Stato spenderebbe pochissimo per il wellfare, lasciando alle banche commerciali la possibilità di creare masse infinite di denaro a debito da ripagare. L’effetto devastante in Inghilterra sono orari di lavoro legali fino a 60 ore a settimana (e in alcuni settori 72 ore), per salari oramai veramente bassi. I profitti scendono a causa dei prestiti da ripagare da parte del settore privato, e di conseguenza scendono anche i salari.

La nuova schiavitù inglese sarebbe applicata anche agli italiani, cosi come la privatizzazione del lavoro nei servizi dello Stato, già avvenuta in tutto il mondo anglosassone. Questo sarà l’effetto di quanto descritto a pag. 18 del documento:

“Punto A. Il salario stabilito per il PLG (Programma di Lavoro Garantito) sarà sufficiente per garantire una vita decorosa al lavoratore, ma sarà lievemente inferiore allo stesso salario per la stessa mansione, a tempo indeterminato [...] pagato dal settore privato. […]
Punto B. Inoltre, il PLG vorrà creare impiego in settori che competano il meno possibile col settore privato […]
Punto C. Soprattutto, l’uso del PLG deve essere transitorio, per permettere ai lavoratori di passare il prima possibile a impieghi nel settore non-governativo (privato) […]
Punto D Il settore privato beneficerà notevolmente dal PLG anche perché potrà sempre assumere lavoratori (dal settore governativo) [...] Ugualmente il settore governativo beneficerà dal PLG poiché verranno a mancare in Italia i mali sociali enormi della disoccupazione”.

Quindi lo Stato pagherà meno i lavoratori, per farli confluire già formati al settore privato prima possibile. Ovvero lo Stato rinuncerà ad assumere a tempo indeterminato, lasciando ai privati la gestione di tutte le funzioni che prima spettavano allo Stato. Ciò già succede in molti paesi e sta portando ad una forte riduzione dei salari nel settore privato unita ad un aumento dell’orario lavorativo a causa della saturazione dei mercati e alla restituzione del debito privato da parte delle aziende che spesso scaricano le loro esigenze sui costi dei prodotti. Gli effetti più evidenti sono proprio in quei paesi che MMT vorrebbe portare ad esempio: USA e Giappone, a cui possiamo aggiungere la Gran Bretagna. Una fonte che non ha trovato però conferme, a nome John Boyd [8], accusa Mosler di una cultura feudale per quel che riguarda il lavoro, affermando che le sue teorie vorrebbero che tutti lavorassero almeno 10 ore al giorno. Questo avviene già in Inghilterra, a cui la MMT assomiglia paurosamente. Salari bassi (come al punto A sufficienti ad una vita decorosa) e lunghi orari di lavoro. Chi deciderà il salario decoroso? Il miliardario per ora non ci ha fatto sapere quale sarebbe un salario decoroso, ma sembra che nelle Isole Vergini lo abbiano intuito e non lo abbiano votato. [9]

Per quel che riguarda l’inflazione poi, lo Stato non può intervenire in alcun modo attraverso la leva monetaria, in quanto esso stampa solo il 2% della moneta. In questo modo non ha nessun controllo sull’inflazione, come sperimentarono gli inglesi all’epoca della Thatcher perché le banche commerciali saranno libere di applicare i tassi che preferiscono sui prestiti, pagando il denaro a tasso 0.

Affari d’oro quindi per i banchieri che daranno il via ad una nuova corsa all’oro per accaparrarsi le riserve fornite dallo Stato.



Emissione monetaria, spesa o tassazione?

Nemmeno l’emissione monetaria risulterebbe essere trasparente in MMT. La teoria infatti parla di spesa, non di emissione, e non si comprende quale denaro verrà speso. Infatti MMT mantiene la tassazione non per “spendere”, ma per conferire valore alla moneta stessa, scongiurare l’accumulazione del capitale e dare stabilità all’economia (pag 27). Ma la tassazione non può in alcun modo conferire valore alla moneta. Un sistema monetario risponde al bisogno di una comunità di detenere uno strumento di misurazione per lo scambio di beni e perciò è un fenomeno non economico ma sociale e in quanto tale soggiace alla regolazione della legge come fattispecie giuridica. La legge è la produzione di convenzioni, la formalizzazione e regolazione di rapporti già esistenti. Il valore si stabilisce per convenzione sociale da regolare con la legge convenzionale, mentre la tassazione è solo uno strumento, per altro discutibile, in un rapporto economico tra Stato e cittadino.

La tassazione quindi è inutile per conferire valore alla moneta e sottrae ricchezza al cittadino.

Ciononostante essa finanzia lo Stato che la riutilizza per la spesa pubblica, foraggiando le riserve delle banche commerciali. Esattamente come in Inghilterra, vi sarebbe un’emissione molto bassa a vantaggio del prelievo fiscale di denaro creditizio creato dal nulla dalle banche commerciali. Il debito quindi si sposterebbe da pubblico a privato, come avvenuto in Gran Bretagna, lasciando i cittadini ancor più in balia delle banche, dalle cui volontà dipenderebbero tutte le attività private, mentre quelle statali sarebbero ridotte.



Conclusioni



Purtroppo un giornalista noto, a cui era stato chiesto più volte di dare voce a un problema secolare e gravissimo riguardante l’emissione monetaria e la sua proprietà, avrebbe inteso per egocentrismo e propria visibilità, appropriarsi dell’esclusiva della verità, stravolgendo la realtà e la storia per presentarsi come unico paladino a salvezza della nazione ?

Nonostante i numerosissimi lavori e documenti ufficiali già presenti, Barnard ha ignorato tutti gli studi per creare una sua verità, con un suo personale complotto da proporre e una sua personale “riforma” che potesse essere diversa da quelle proposte finora? Perché ignorare la storia delle colonie americane e della loro indipendenza fino a Lincoln o a Kennedy?

Essendo la moneta una cosa molto semplice, e l’unica riforma possibile quella dell’emissione diretta da parte dello Stato di tutta la massa monetaria ivi compreso anche il credito, Barnard ha deciso di utilizzare il classico linguaggio astruso che i banchieri utilizzano per nascondere la realtà ? E si è infatti rivolto ad un banchiere multimiliardario, Mosler, che con il denaro si è ritagliato il suo piccolo spazio da accademico, ma sempre nell’ambito dell’economia classica del debito, da cui certamente nessun banchiere può uscire a meno di non rinunciare ad un sistema che da secoli garantisce un potere ed una ricchezza enormi sottraendola ai “comuni mortali” ?

Un banchiere che ha iniziato la sua carriera sfruttando tutte le storture del sistema, ivi compresa l’evasione di quelle tasse che invece vorrebbe imporre agli italiani solo per fargli accettare una moneta a debito, creata attraverso l’erogazione del credito delle banche commerciali ?

Un banchiere che non poteva certo presentare una vera riforma, che togliesse alle banche quel potere di creare e appropriarsi della proprietà delle nazioni? Un banchiere divenuto accademico che sembra aver scatenato le ire di molti anche quando si è presentato alle elezioni nelle Isole Vergini, a causa del suo intendere il lavoro come un vero e proprio strumento schiavizzante feudale? [8]

MMT non è una riforma monetaria e Mosler non è ne un riformatore, né un accademico, ma un nuovo imbonitore americano che promette piena occupazione mentre sfrutta un sistema consolidato? Un venditore di fumo, con grosse potenzialità finanziarie e nessuna voglia di rivelare quale sia la vera natura e funzione del denaro e a chi appartenga la sua proprietà? È un caso che Auriti venga denigrato e che ogni teoria che parli della riserva frazionaria sia definita una bufala? Se fosse dichiarata la proprietà della moneta per Mosler si parlerebbe di appropriazione indebita, e Barnard non solo perderebbe tutta la sua visibilità, ma diverrebbe anch’esso un cameriere dei banchieri ?

Accettereste ancora l’ennesima riforma piovuta dall’alto del potere, una riforma scritta da un banchiere? Non sarebbe il caso di chiarire anche se Mosler ha o avrà degli interessi nel settore bancario italiano ?



*Daniele Pace, ricercatore indipendente e autore de “La Moneta dell’Utopia”



NOTE



[1] Warren Mosler, Direttore e maggior azionista della Enterprise National Bank of Palm Beach

(http://www.zoominfo.com/#!search/profile/person?personId=291628&targetid=profile)

(http://www.enbpb.com/2696/mirror/a_board.htm)

[2] –Paul Tucker, vice-governatore della Banca d’Inghilterra, conferma che:

“Le banche creano prestiti semplicemente aumentando il conto corrente dei clienti a cui prestano.

Cioè fanno prestiti creando denaro.”

[Ben Dyson, Positive Money.org.uk, All About the Money, part 1, min 10:45, "...banks [make] loans by simply increasing the borrowings customer’s current account… That is, banks [make loans] by creating money.” (Paul Tucker), video you-tube (http://www.youtube.com/watch?v=xGkAFDKbBzo&feature=player_embedded)]



- Bollettino banca d’inghilterra terzo quadrimestre 2007

“Il settore della creazione del denaro nel Regno Unito [e nel mondo, NdA] è costituito dalle banche locali, inclusa la Banca d’Inghilterra, e dagli Istituti di Credito Immobiliari”….“Il settore bancario privato gioca il ruolo più importante nella creazione di denaro. Le modifiche dei termini per i depositi influenzeranno la domanda di moneta, mentre le variazioni dei termini per i prestiti avranno un impatto sull’importo del credito bancario e quindi sull’offerta della moneta”…”Quando le banche prestano, creano depositi dal nulla per coloro che hanno preso in prestito il denaro”.

[Bollettino della Banca d'Inghilterra,(http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/quarterlybulletin/qb0703.pdf)

pag 405, paragrafo "The money-creating sector" , “The money-creating sector in the United Kingdom consists of resident banks (including the Bank of England) and building societies....”.... Pag 383, “…the banking sector plays such an important role in the creation of money. Changes in the terms for deposits will affect the demand for money, while changes in the terms for loans will affect the amount of bank lending and hence money supply....”

Pag. 337, “When banks make loans they create additional [bank] deposits for those that have borrowed the money….”]



- Sito ufficiale della Banca Centrale svizzera, pagina intitolata Le Banche e la moltiplicazione della moneta:

“Le banche ricevono il denaro dei risparmiatori per prestarlo ai debitori. Con quest’attività di intermediarie del credito, le banche creano nuova moneta. Ad illustrare questo meccanismo basta un semplice esempio. Ammettiamo che un risparmiatore versi sul suo conto in banca 20’000 franchi in banconote. Questo versamento non modifica la quantità di moneta presente nel sistema economico.

Le banconote non si trovano più in circolazione, bensì nella cassaforte della banca.

I 20.000 franchi, tuttavia, sono accreditati sul conto del risparmiatore.

Per la banca non ha senso lasciare il denaro in cassaforte. Perché non prestarlo, esigendo un interesse? Ecco che un’azienda ha bisogno di denaro per un nuovo impianto elettronico. Con un credito, la banca le presta 16’000 dei 20’000 franchi che il risparmiatore ha versato. L’importo è accreditato sul conto dell’impresa. Cosa significa questo per la quantità di moneta? Sul conto del risparmiatore continuano a figurare 20’000 franchi. L’impresa debitrice dispone di 16’000 franchi.

La quantità di moneta è quindi aumentata di 16’000 franchi. Se ora l’impresa si serve del credito per comprare nuovi apparecchi e il venditore versa l’importo ricevuto in contanti sul proprio conto, la banca ne cederà di nuovo una parte in credito. La quantità di moneta aumenterà un’altra volta. In questo modo, la creazione di moneta prosegue.”

Sito ufficiale della Banca Nazionale Svizzera, Le banche e la moltiplicazione della moneta,

(http://www.snb.ch/i/welt/portrait/banks/4.html)


- Martin Wolf, Capo Editore del Financial Times e membro della Commissione Bancaria

Indipendente del Regno Unito:

“L’essenza del sistema monetario contemporaneo è la creazione di denaro dal nulla mediante i prestiti, spesso sconsiderati, erogati dalle banche private”.

[Finalcial Times – The Columnist, The Fed is Right to turn on the tap, 9 novembre, “The essence of the contemporary monetary system is creation of money, out of nothing, by private banks’ often foolish lending”.

(http://www.ft.com/cms/s/0/93c4e11e-ec39-11df-9e11-00144feab49a.html#axzz271kuVNBy)]



- The Guardian 15 novembre 2011 … “Il denaro e’ stato privatizzato con l’inganno” di Ben Dysonhttp://www.guardian.co.uk/commentisfree/2011/nov/15/money-privatised-stealth



- Financial Times 20 gennaio 2013…. “Lezioni pre-scolari per banchieri”, dove si ribadisce la creazione monetaria dal nulla e si consiglia ai lettori di leggere “Where does money come from” di Richiard Werner, docente di economia a Southampton ed ex consulente della banca centrale giapponese (http://www.positivemoney.org/product/where-does-money-come-from/) (http://www.ft.com/intl/cms/s/0/29fe03a0-5f41-11e2-be51-00144feab49a.html#axzz2V4HElnjv)



- Financial Times 5 marzo…..” Linee guida della struttura Monetaria” di Richard Werner

(http://www.ft.com/cms/s/0/f0e325c2-84fd-11e2-88bb-00144feabdc0.html#ixzz2MlWB85hz)



[3]http ://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=664

[4] Warren Mosler biografia, The Huffington Post (http://www.huffingtonpost.com/warren-mosler/)

[5] Articolo New York Times I.R.S. Settles With 2 Firms Over a Tax-Avoidance Plan

(http://www.nytimes.com/2004/07/27/business/irs-settles-with-2-firms-over-a-tax-avoidance-plan.html)

[6] Messaggio di Mosler per la sua candidatura

(http://www.wtjx.org/election/candidates/warren-b-mosler)

[7] MMT programma (http://memmt.info/site/programma/)

[8] Archivio e-Mail John Boyd

(http://www.mail-archive.com/neweconomics@googlegroups.com/msg00090.html)

[9] Mosler FAQ Blog (http://faqwarren.wordpress.com/)

Fonte http://cogitoergo.it/?p=21955

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Considerazioni sulla M.M.T. - Modern Money Theory


Di recente va di moda parlare della M.M.T., Moder Money Theory, una teoria che cercano di farla passare come la panacea di tutti i mali, la soluzione migliore da applicare all'odierno sistema economico diretto al baratro.

Prima di analizzare questa teoria, vediamo però quali sono i presupposti su cui si basa.

Premesso che la M.M.T. non si basa sulla sovranità monetaria nelle mani dello Stato e conserva pertanto sempre 3 soggetti distinti nel contesto della politica economica: lo Stato (il Tesoro)-pubblico, la Banca Centrale(BC)-privata e le banche commerciali-private.
Inoltre, tutto il sistema raffigurato dalla MMT si basa sulla FIAT MONEY, ossia moneta a corso forzoso che altro non è che un credito d'imposta non supportato da alcun bene tangibile.
La Fiat Money nasce nel 1971 quando il presidente americano Nixon decise che il dollaro, prima ancorato all'oro (gold standard), dovesse abbandonare la convertibilità.
Da allora chi emette moneta può stampare tutta la moneta che vuole senza correrarla ad un bene tangibile, come poteva essere un tempo l'oro o l'argento.

Warren Mosler, uno dei grandi sostenitori della MMT, afferma:
"Lo scopo di questo lavoro è di dimostrare in modo chiaro, attraverso la pura forza della logica, che gran parte del dibattito pubblico di oggi su molte delle questioni economiche non è valido, spesso arrivando addirittura a confondere i costi con i benefici. Questo non è un lavoro su come dovrebbe funzionare il sistema finanziario. Si tratta di un tentativo di fornire una conoscenza precisa del sistema fiat money, sistema molto efficace attualmente in vigore."

In sostanza la MMT afferma che non bisogna avere paura di generare deficit di bilancio (uscite > entrate) e, anzi, creare deficit è una cosa buona, perchè significa che la spesa pubblica (uscite) è maggiore delle tasse (entrate), e così facendo aumenta il risparmio dei privati e allo stesso tempo aumentano i consumi, e l'economia gira bene.

G - T = S - I

(G=spesa pubblica; T=tasse; S=risparmio; I=investimento)

Dove se G > T si avrà un deficit di bilancio.

Inoltre secondo la M.M.T. le tasse non servono a finanziare il governo (che con la fiat money può usare tutta la moneta che vuole), bensì sono solo uno strumento politico per regolare inflazione e disoccupazione.

Precisazione importante. La M.M.T. precisa che le banche sono obbligate per legge a detenere presso la Banca Centrale (Federal Reserve o BCE) delle riserve obbligatorie in percentuale dei depositi. Con l'obbligo di riserva la BC non può influenzare l'offerta di moneta, ma solo il tasso di interesse interbancario (ossia il costo del denaro). Le riserve necessarie vengono sempre contabilizzate in un periodo successivo (sfasamento di 2 giorni), quindi la BC sostiene le banche commerciali fornendo loro tutte la moneta necessaria.
Fino a quando la BC ha il mandato di mantenere un certo Tasso Ufficiale di Sconto (ossia il tasso di interesse con cui la Banca centrale concede prestiti alle altre banche), la dimensione dei suoi acquisti e vendite di debito pubblico non è discrezionale.

QUALI SONO GLI ERRORI IN CUI INCORRE M.M.T.?

1) avendo una politica monetaria soggiogata all'obbligo legale della riserva frazionaria, non risulta vero che lo Stato possa generare una spesa pubblica infinita, perchè per farlo avrebbe bisogno di chi compra Titoli di Stato.
Secondo il modello MMT la BC sarebbe pronta ad emettere fiat money, concederla alla banche commerciali le quali acquisterebbero Titoli di Stato.
Tutto ciò potrebbe non verificarsi, visto che gli investitori privati potrebbero decidere di non acquistare quei Titoli e magari dirigersi verso altri mercati che hanno una diversa regolamentazione o che risultino più convenienti (o diversificare es.: comprando oro) e, magari, con rendimenti più alti.
Del resto è la stessa M.M.T. ad affermare che l'aumento di spesa pubblica che genera un surplus di riserve, che genera un abbassamento del tasso di interesse, è valido solo nel breve periodo, mentre nel lungo periodo i Titoli possono non essere desiderati ed acquistati sul mercato.

2) il concetto di deficit di bilancio all'infinito non è ammissibile in un contesto in cui, ad esempio nella normativa europea, si prevede addirittura il "pareggio di bilancio" da inserire nelle Costituzioni dei singoli Stati.

3) Dire che serve il deficit (G > T) per aumentare il risparmio privato e favorire i consumi è sbagliato, perchè per aumentare il risparmio non è necessario generare deficit; il risparmio può aumentare magari perchè la gente riduce i consumi e risparmia di più (a causa di tassi di interesse e alla loro aspettativa di oneri fiscali più elevati in futuro), ma può anche accadere che vadano giù gli investimenti del settore privato.

CONCLUSIONI

La M.M.T. è una teoria post-keynesiana e senza dubbio migliore di tante altre soluzioni economiche liberiste che non hanno nè capo nè coda e porterebbe senza dubbio anche ad alcuni vantaggi nel breve periodo, ma ritengo sbagliato lasciare la spesa pubblica, essenziale per lo sviluppo della collettività, ancorata alle riserve obbligatorie.
Lasciare, quindi, la politica monetaria vincolante, nel suo funzionamento, all'operato di banche centrali private e di banche commerciali private non porterebbe ad alcun grande beneficio.
Solo trasferendo la sovranità monetaria interamente nelle mani dello Stato si potrà garantire a questo ultimo di finanziare la spesa pubblica senza vincoli da parte di organismi privati, originando occupazione per soddisfare l'erogazione di beni\servizi alla collettività, e qualora non ci fosse una piena occupazione i consumi sarebbero favoriti dall'introduzione del reddito di cittadinanza. In ogni modo si favorirebbero i consumi e allo stesso tempo anche le tasse potrebbero attestarsi su livelli nulli od irrisori, quel tanto che basta a regolare l'inflazione (N.B.: non si genera inflazione se la moneta che stampi e crei ex nihilo sia adoperata per creare bene e servizi alla collettività).
In sostanza si conseguirebbero gli stessi obiettivi che vorrebbe realizzare la M.M.T., con la differenza che lo Stato non sarebbe sottomesso alle banche e al mercato finanziario, ma sarebbe detentore di una politica monetaria veramente autonoma da potentati privati che si spacciano per enti pubblici.
Se siamo in queste condizioni di crisi economica, obbligati a misure di austerity e di malessere collettivo, lo dobbiamo al fatto che, finora, la nostra politica monetaria è stata gestita da una lobby bancaria priva di morale. Pertanto l'unica via di svolta si avrà soltanto nel momento in cui questi infidi potentati bancaria saranno totalmente esclusi dai processi regolatori che strutturano la politica economica di un Paese.

Salvatore Tamburro

FONTI:

http://modernmoneytheory.blogspot.com/

http://vocidallestero.blogspot.com/p/economia-della-valuta-flessibile.html

http://en.wikipedia.org/wiki/Modern_Monetary_Theory

http://pragcap.com/resources/understanding-modern-monetary-system

http://bilbo.economicoutlook.net/blog/?p=9198

http://krugman.blogs.nytimes.com/2011/03/25/deficits-and-the-printing-press-somewhat-wonkish/

http://mises.org/daily/5260/The-UpsideDown-World-of-MMT


http://salvatoretamburro.blogspot.it/2011/12/considerazioni-sulla-mmt-modern-money.html


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MMT Luci ed Ombre.

(Il 22 Dicembre 2012 scadranno i termini del “99 Year Lease”, l’intervallo di vita degli accordi in base ai quali, attraverso il Federal Reserve Act, è stata creata, il 23 Dicembre 1913 la Federal Reserve, il cartello di banche private che è diventata dapprima la banca centrale degli Stati Uniti poi il sistema globale per creare denaro dal nulla e controllare progressivamente la vita dell’intero pianeta.)



Ho letto il saggio di Paolo Rossi (in arte Barnard) “Il più grande crimine”, che parla del signoraggio bancario e soprattutto fa una analisi storica di come si sia potuti arrivare a tanto senza che nessuno (o quasi) se ne rendesse conto. Premetto che stimo molto Barnard per le sue qualità giornalistiche e la capacità di raccontare e spiegare e riassumere secoli di storia, come ha fatto quando racconta e spiega l’origine dell’oppressione dei palestinesi da parte dei sionisti, e per questo cercherò di trovare dei punti validi nella “sua” teoria (ho conosciuto la MMT solo tramite lui).

Esiste anche un’altra, importantissima motivazione che mi spinge a cercare, con tutti, ma proprio con tutti, i punti in comune rispetto a quelli che ci dividono: in questa delicatissima fase storica, in cui la coscienza collettiva sta per essere completamente risvegliata alla conoscenza di questo immane inganno (avete presente la centesima scimmia? Ecco, ci siamo quasi!), sta per avvenire una rivoluzione che, se lavoreremo insieme, con semplicità ed umiltà, riusciremo a effettuare in maniera pacifica e costruttiva; in caso contrario non è improbabile lo scatenarsi di una violenza di rivolta che troverebbe, come risposta, una reazione autoritaria e repressiva e giustificherebbe l’instaurazione di regimi ancora più oppressivi e violenti. Anzi, a ben pensarci questo è proprio uno dei rimedi più probabili che il sistema attuale potrebbe mettere in piedi per difendersi: scatenare la violenza (i soliti infiltrati, i soliti false flag) per giustificare la limitazione (temporanea ufficialmente ma poi indefinita) delle libertà individuali. Un film già visto. Se questo non dovesse funzionare una guerra mondiale potrebbe servire allo stesso scopo (un attacco alieno inscenato con ologrammi nel cielo poi sarebbe il massimo…. ma non divaghiamo troppo).

Allora: ci sono alcuni punti positivi da ascrivere all’operazione di Barnard.

Primo: già il fatto di sollevare il problema della creazione di moneta dal nulla gli fa onore. Questo è un tema accuratamente evitato dalla stragrande maggioranza dei poltitici (ma ci sono o ci fanno? In entrambi i casi sono inadatti al posto che occupano), dalla stragrande maggioranza dei giornalisti (stessa domanda e stessa risposta di cui sopra) e dei commentatori. Per cui, se questo serve a risvegliare l’attenzione al tema, ben venga.
Secondo: con una analisi storica come pochi anno fare lui spiega come le elites del denaro siano riuscite ad infiltrare le scuole di pensiero, le università, l’informazione, ecc. in modo tale da tenere nascosto l’inganno. Anche questo non è da sottovalutare. A volte gli ignoranti (etimologicamente parlando) obiettano, di fronte a teorie che non conoscono: ma com’è possibile che non se ne sapesse niente? Che è, oltre ad una ammissione di ignoranza, una implicita manifestazione di presunzione enorme: se non lo so io, vuol dire che è falso.
Terzo: con la sua trattazione lui riesce bene a far capire la portata immane di questo meccanismo; non è l’unico, in particolare Auriti aveva ben spiegato questo citando Pound diceva che “il signoraggio arriva nel letto matrimoniale a bloccare il concepimento di nuovi figli“; in ogni caso, bene che l’abbia detto.
Quarto: evidenzia come i popoli siano stati soggiogati con due spauracchi: l’inflazione e il debito pubblico; e che a fronte di minacce di natura finanziaria (Lo spread! Lo spread!) si sia potuto far cadere governi e sostituirli con governi non eletti, a chiaro e inequivocabile servizio dei banchieri lo si è visto anche di recente.

Esistono purtroppo anche alcuni punti che non condivido, magari per ignoranza mia, non so.

Primo: sembra che il denaro esista solo perchè esiste la spesa pubblica. Lui ritiene una stupidaggine la storiella che, per agevolare gli scambi e rendere i commerci più agevoli sia stata creata una forma di misura del valore, il denaro appunto. No. Tutto deriva dallo stato che spende. Anche se apparentemente può sembrare una questione di lana caprina, su questo fondamento si basa poi il resto della MMT, che vede nello stato e nella spesa dello stato la panacea di tutti i mali.
Secondo: per lui il signoraggio non esiste. In tal modo assolve in un solo colpo tutto il sistema bancario. Se, con la proposta di riportare tutto ad una moneta sovrana, di emissione statale, questo problema effettivamente si ridimensiona, nel momento in cui sembra negare il signoraggio secondario (non è vero che le banche commerciali creano denaro prestandolo) emerge un sospetto: che tutta questa teoria (e la sua discesa in campo) possa essere un tentativo di salvataggio delle banche… in corner: ok, cambiamo il sistema, ma non è che prima avessimo qualche colpa: semplicemente, giocavamo stando alle regole. Invece la differenza è fondamentale: perchè una volta capiti i meccanismi illeciti di creazione del denaro con signoraggio primario (banche centrali) e secondario (banche commerciali), ne deriva l’assoluta illiceità delle enormi ricchezze accumulate, e la necessità di restituzione del maltolto alla collettività. Non mi sembra un punto da poco.
Terzo: in Italia abbiamo il privilegio di aver avuto un giurista cattolico, Giacinto Auriti, che su questi temi ha sviluppato una teoria organica e sistematica, comprensiva di soluzioni pratiche, e non lo citi neanche? Auriti era stato addirittura candidato al Nobel per le sue terie e non ne accenni minimamente? A pensar male si fa peccato, ma di solito….
Quarto: vedere la soluzione unicamente legata alla possibilità di spesa infinita del governo, senza specificare meglio quali meccanismi di controllo dell’inflazione mettere in campo (genericamente, tasse) sembra molto superficiale; l’inflazione, oltre ad essere una forma di tassa generalizzata ma ingiusta (colpisce i pensionati e i dipendenti a reddito fisso più degli artigiani e lavoratori indipendenti), porta con se l’enorme rischio di sfiducia nel sistema monetario nel suo complesso e corre il rischio di innescare fenomeni già visti (andare a far la spesa con la carriola di denaro) che preluderebbero a ritorni a sistemi centralizzati e autoritari. Andrebbe approfondito molto di più di così;
Quinto: se proprio concordiamo che la spesa con capitali creati dal nulla sia una cosa buona, per il rilancio dell’economia, perchè a questo punto non promuovere il reddito di cittadinanza? Andrebbe sostenuto un reddito minimo di sussistenza (es.5€/gg./persona) per un principio di civiltà: nessuno deve morire di fame, e questo deve essere un impegno/onere per la collettività. Ma soprattutto per un altro motivo, molto più pratico: lo stesso importo, concentrato in poche mani, anche se pubbliche, rischierebbe di tentare chi lo gestisce ad effettuare degli abusi d’ufficio e a privilegiare gli interessi privati, o ad effettuare spese non di pubblica utilità (TAV e cacciabombardieri dicono niente? Enti inutili e sponsorizzazioni di film discutibili o esplicitamente immorali dice niente?); gli stessi soldi, distribuiti invece nelle mani di chi ne ha bisogno verrebbero immediatamente spesi e contribuirebbero al girare dell’economia.



Insomma, luci ed ombre. Quello che mi preme ricordare, ancora una volta, è che il sistema sta andando incontro ad un tale sconvolgimento che, se non saremo preparati e uniti non saremo in grado di governarlo pacificamente, con i rischi che ne conseguono.

Perchè, come ha detto una volta l’ottima Solange Manfredi, “nelle rivoluzioni violente gli psicopatici prendono il potere“.

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Aggiunta del 9 Settembre: Paolo Rossi Barnard dice che il signoraggio non esiste e i signoraggisti si inventano le cose (di fatto NON risponde a Daniele Di Luciano):

http://www.youtube.com/watch?v=_571GkPPRmI&feature=player_embedded

Altro clip: Barnard dice a Mazzucco che è meglio non parlare di 11 Settembre:


http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=B5IXilzrezw

Aggiornamento del 18 Settembre

ecco la mappa del Levy institute, presa dal sito Muckety:

http://www.ingannati.it/wp-content/uploads/2012/08/levy.jpg

e che c’è di strano, direte voi (e ho detto anch’io, prima che una amica mi aprisse gli occhi)? Lo sanno tutti che il piccolo popolo, i fratelli maggiori, governano il mondo, sono infiltrati dappertutto, ma soprattutto, grazie all’esclusività della pratica dell’usura, nel medio evo, nelle istituzioni finanziarie. E questa amica mi fa notare:

“…ai sostenitori dell’MMT che tanto sostengono la dottrina…deve essere sfuggito il fatto che è un parto del Levy Institute. Tanto per capire a chi si è ‘votato’ Barnard, che ‘casualmente’ da quasi tre anni collabora con il Levy (e che dallo stesso tempo, nega il signoraggio…). Secondo te, chi paga le prossime conferenze nazionali MMT? Proviamo a indovinare?”


http://www.ingannati.it/2012/08/26/mmt-modern-money-theory-barnard-luci-ed-ombre/

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Barnard vs. Ben Dyson: la Modern Money Theory “superata” da Positive Money 

Vi segnaliamo di seguito un interessante articolo di approfondimento che confronta le due principali proposte per il superamento dell’attuale sistema monetario, scritto con un apprezzabile intento di “risoluzione dei conflitti” e di “unione degli sforzi”… a cui anche noi offriamo il nostro contributo.



NOTA: trattasi di articolo “approfondito”! Quindi mettetevi comodi e dedicateci un po’ del vostro tempo!

Prima di tutto andatevi a leggere l’articolo di cui sopra:

http://tempesta-perfetta.blogspot.com/2012/01/modern-money-theory-mmt-e-positive.html 

Ora che lo avete letto iniziamo col fare all’amico Piero, autore del blog “Tempesta Perfetta”, i nostri più sentiti complimenti per l’interessante articolo. Piero ci ha battuti sul tempo, avendo in programma da tempo lo stesso tipo di approfondimento! Questa eccellente base di confronto ci permette di focalizzarci su alcune precisazioni e su quello che definiamo anche nelle nostre conferenze come il nostro contributo originale alle proposte per il superamento dell’attuale sistema monetario. Lo vedremo sotto.

Cominciamo con l’aggiungere a quanto scritto nell’articolo in oggetto che il lavoro di Ben Dyson è partito ed è tuttora supportato dal lavoro di Richard Werner (si veda wikipedia) e da quello di Josh Ryan-Collins, autori del libro “Where does money come from?”, uscito a settembre 2011 come risultato del lavoro di di Ben, Josh e Richard (quindi DOPO alcuni anni di lavoro insieme). Josh in particolare collabora anche con la New Economics Foundation di Londra, attiva sul rinnovamento delle scienze economiche, con l’intento di riportarle “a misura d’uomo”, e su alcuni progetti di “local money” (monete complementari locali).



Rispetto a quanto scritto dall’amico Piero in maniera molto positiva e diplomatica ci sentiamo di aggiungere che attualmente la MMT (Modern Money Theory) corre lo stesso rischio dei numerosi “signoraggisti” di stampo italiano, nonchè di numerosi documentaristi che negli ultimi anni hanno affrontato il tema monetario (Peter Joseph in primis): quello di concentrarsi in maniera sbilanciata sul 5% del problema e non sottolinearne sufficientemente il restante 95%. Come spieghiamo nelle nostre conferenze, grazie anche al supporto di dati forniti dagli studiosi londinesi del gruppo Positive Money, l’attuale massa monetaria circolante è basata solo per meno del 5% da denaro creato dalle banche centrali (3% in UK) mentre la rimanente quota è creata dalle banche commerciali come credito (cioè prestando soldi e creando debito a qualcuno: individui, aziende o ente pubblici). Pensare di risolvere i problemi economico/monetari del pianeta concentrandosi sul 5% del problema, senza affrontare e regolamentare la “creazione privata di credito” che ne rappresenta la restante quota, è come tentare di sfidare un drago con uno stuzzicadenti…

L’altro limite di approccio che vediamo nella MMT, che è stato invece affrontato da Richard Werner e poi da Positive Money, è quello di non considerare adeguatamente la differenza tra emissione di denaro utile e emissione di denaro dannosa. Siamo – volutamente o meno – stati abituati a considerare l’inflazione come un “male necessario” e a considerare l’emissione monetaria privata o “credito bancario” come un “tutt’uno” a prescindere dalle finalità che questa abbia.In realtà esiste un modo sano e sostenibile di emettere denaro e un modo speculativo e insostenibile, che crea inflazione. Se siamo su un’isola abbiamo 10 disoccupati e 100 alberi, se creiamo del denaro per metterli al lavoro e costruire un nuovo porto, non creiamo inflazione, ma valore e crescita economica (è l’esempio dell’isola di Guernsey, di cui parliamo nelle nostre conferenze e di cui si sta occupando tra l’altro anche Josh Ryan-Collins). Se invece siamo su un’isola e creiamo del denaro dal nulla per rastrellare tutto il grano disponibile e lo rivendiamo il giorno dopo ad un prezzo più alto a tutti quelli che lo stanno cercando disperati, questa si chiama “speculazione”. E ovviamente crea inflazione, cioè aumento dei prezzi. Ed è un motivo negativo e sbagliato per emettere denaro. Come già sapete se avete seguito le mie conferenze, grazie ai dati forniti proprio da Ben Dyson di Positive Money, in Inghilterra ad esempio solo l’8% del denaro creato dal sistema bancario privato alimenta attività produttive, mentre il restante finisce ad alimentare speculazioni e compravendite di proprietà (con ovvi effetti inflattiviti sui valori dei beni, di cui ovviamente gli “speculatori” non possono che essere contenti…).

Quindi, ricapitolando, la MMT non analizza a sufficienza il “chi”, “quanto” è “per cosa”, riguardo l’emissione monetaria, cosa che invece Positive Money fa più approfonditamente.

Volendo utilizzare un pizzico di malizia nell’analisi (come puro esercizio retorico) il rischio che corrono (consapevolmente o inconsapevolmente) il prof. Wray, gli altri studiosi che supportano la MMT e i divulgatori come Barnard che se ne fanno portavoce, è quello di creare un ulteriore “deviazione dell’interesse” della gente dal problema fondamentale del sistema monetario: che NON è il debito pubblico e la modalità di creazione di denaro da parte della banche centrali, ma il debito TOUT-COURT (cioè la somma di tutto il debito circolante) e la creazione di denaro da parte delle banche commerciali (che avviene sempre come credito, cioè creando debito). Sempre con un pizzico di sicuramente immeritata malizia ci viene da dire che il lavoro di Wray e gli altri ragazzi di Kansas City potrebbe pure fare comodo all’establishment bancario attuale… e che magari potrebbe pure essere stato (o esserlo in futuro) alimentato da qualcuno proprio con l’intento di deviare l’attenzione dal problema più grande… Se così fosse – ma è solo un’assurda ipotesi frutto di un esercizio retorico – anche lo stesso Paolo Barnard, principale divulgatore in Italia della MMT, starebbe in qualche modo agevolando i suoi acerrimi nemici: i sommi reggitori del “complotto globale” che egli denuncia nel suo libro “Il più grande crimine” (ammesso che esistano…)… Speriamo non se ne accorga perchè sarebbe la volta buona che vinto del pessimismo cosmico che già pervade il suo lavoro potrebbe fare qualche follia e attaccarsi al gas di scarico della sua auto… A parte gli scherzi, in effetti lo stile di Paolo Barnard e il suo approccio alla divulgazione (e alla vita) è molto lontano e poco compatibile col nostro. Per rendersene conto basta leggere le premesse all’evento che Barnard sta cercando di organizzare invitando gli studiosi dell’Università del Missouri in Italia: se ne deduce un rifiuto totale di ogni confronto, “dall’alto” di chi ha già in mano la verità assoluta e non vuole “sprecare” tempo a convincere chi non l’ha ancora capito. Leggete voi stessi questa pagina per capire cosa intendo (“NON SARA’ PERMESSO IL DIBATTITO AD ALCUNO SE NON SULL’APRENDIMENTO DELLA MMT”):http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=283

Tutto ciò lo diciamo mantenendo comunque grande simpatia e rispetto per il lavoro di un giornalista che ha avuto il coraggio di affrontare certi temi mettendo a rischio anche la sua stessa carriera. Per farla breve forse gli manca solo un po’ più di umiltà e di positività, quella che invece non manca agli amici inglesi (la positività, intendo, perchè anche gli inglesi non brillano in genere per umiltà…;-)).

Ora – tornando al tema dell’articolo – vorremmo offrire quello che definiamo appunto IL NOSTRO CONTRIBUTO ORIGINALE ALLE PROPOSTE PER IL SUPERAMENTO DELL’ATTUALE SISTEMA MONETARIO.

Si tratta dei 3 punti che illustriamo alla fine delle nostre conferenze.

PRIMO PUNTO

Il primo punto è sostanzialmente assimilabile alla proposta di Positive Money: riportare l’emissione monetaria in mano pubblica, tutta e senza indebitamento.

Questo implica ovviamente che la creazione monetaria non possa più essere svolta da privati (banche o altri), che potranno unicamente offrire servizi di gestione e intermediazione… che è esattamente quello che tutti noi credevamo che facessero prima di iniziare a studiare e capire davvero la materia: che le banche tenessero i nostri soldi “in cassaforte”, o li prestassero ad altri riconoscendoci parte degli interessi ricavati e guadagnando sulla differenza (ad esempio se a noi danno il 2% annuo sui depositi e al cliente chiedono il 5% sui prestiti concessi).Quindi il primo punto è: riportare la realtà ad essere quello che tutti noi credevamo che fosse.

Rimangono però da risolvere un paio di problemini che possono comunque mettere a rischio la nostra salute economica, fisica e psichica se non vengono affrontati per tempo e in maniera efficace:

- i problemi ambientali e di gestione delle risorse del pianeta (in due parole: la sostenibilità del sistema)

- i conflitti di interesse e l’incompetenza della nostra classe dirigente (in due parole: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio…).

Da questo partono gli altri due punti della nostra proposta originale (ma non troppo) per il superamento dell’attuale sistema monetario basato sul debito E LA COSTRUZIONE DI UN NUOVO SISTEMA DAVVERO SOSTENIBILE… che ci permetta di lasciare la nostra casa ai nostri figli – il Pianeta Terra – COME o MEGLIO di come l’abbiamo trovata!

Vincolare l’emissione monetaria, supponiamo già riportata in mano ad un ente pubblico, a valutazioni “tecniche” (su inflazione, piena occupazione, eccetera) fatte da “esperti” di un comitato indipendente, per quanto separato ed esterno al governo politico di un paese, non risolve affatto i due problemini segnalati sopra. Li sposta solo un po’ più avanti. Ma visto che ci siamo, tanto vale affrontarli subito, agendo sui principi di base di misurazione della “qualità sociale” e sugli obiettivi stessi che la società deve avere. Tutto il resto – passateci l’inglesismo – sono solo quisquilie, se alla base non c’è qualcosa di solido e sensato. Quando create un’impresa la prima cosa da fare è sempre chiedersi “cosa vogliamo fare” (la mission, gli obiettivi) e “come li misuriamo”. Se non li misuriamo o li misuriamo nel modo sbagliato è ragionevolmente difficile che li raggiungeremo.

Il nostro obiettivo è rendere il mondo un posto migliore, per noi e per i nostri figli.

Questo l’avete capito.

E come lo misuriamo?

SECONDO PUNTO

Il secondo punto della nostra proposta è proprio quello di sostituire la misurazione della crescita sociale che oggi viene per lo più definita dalla crescita economica a sua volta definita come crescita del PIL, con una vera misura della crescita sociale. La crescita del PIL è strumentale all’esigenza di far crescere la massa monetaria circolante per ripagare i debiti emettendone di nuovi. E il PIL conteggia sia spese “buone” che spese “cattive”. Non siamo noi i primi a farlo notare. L’ha fatto tempo fa quello che noi consideriamo uno degli ultimi veri politici che hanno guidato, o meglio avrebbero potuto guidare, gli Stati Uniti: Bob Kennedy.



Andatevelo a (ri)vedere! Ecco il link:

http://www.youtube.com/watch?v=iLw-WLlM9aw

Senza prenderci la briga di analizzare ogni possibile proposta in merito (questo è senza dubbio un lavoro per un’equipe di esperti!) ci limitiamo quindi a indicare come parte della soluzione la necessità di adottare un nuovo indice che consideri davvero la necessità di misurare la crescita di una società non più come crescita “materiale”, ma come crescita “culturale”, e – perchè no – “spirituale”. Per la misura della crescita sociale conta più quanti soldi avete speso o quanti sorrisi avete fatto? Quante medicine avete comprato o quanti giorni di piena salute e benessere avete vissuto? Quanti soldi ha speso lo Stato per prigioni e polizia o quanto è calato il numero dei reati? Quanti poemi o trattati di filosofia sono stati scritti o quanti SUV e Iphone sono stati venduti? Se il nostro obiettivo è vivere in un mondo migliore dobbiamo anche saperlo misurare. Se non lo sappiamo ancora fare, questo mi sembra un ottimo spunto di lavoro per un sacco di cervelloni stra-pagati, ex-analisti di investment bank ed ex-trader di borsa che dovranno essere riallocati dopo l’applicazione del primo punto della proposta di riforma monetaria… E lavorando con l’intento di “misurare il benessere sociale” la sera sicuramente dormiranno meglio, oltre a guadagnare comunque i soldi che servono per star bene a loro e alle loro famiglie. Perchè applicando il primo punto della proposta di riforma – se non l’avete ancora capito – i soldi potranno essere creati senza debito per fare quello che serve. Tutto quello che serve. Con l’unico obiettivo di creare un mondo migliore per tutti noi e i nostri figli.



Ma come tutti spesso mi ricordano “l’uomo è uomo” e “l’occasione fa l’uomo ladro”… Quindi cosa ci protegge dal rischio che uno “Stato” con la possibilità di creare tutti i soldi che servono per accrescere il benessere sociale (misurato però non più come crescita economica, ma come crescita “culturale” e “spirituale”) non finisca per spenderne troppi e male? E’ un rischio concreto che potrebbe creare problemi seri. Un primo modo per risolverlo potrebbe essere quello di imporre l’assoluta “trasparenza” rispetto agli obiettivi e alle modalità (cioè le “quantità”) dell’emissione monetaria. Oggi le banche non devono rispondere ai loro clienti su quanto denaro creano e a chi lo prestano. Al massimo devono risponderne ai loro azionisti (cui interessa probabilimente solo del loro dividendo…). Quindi al primo punto io aggiungerei intanto la parola “TRASPARENTE”. Emissione monetaria pubblica, tutta, senza indebitamento e TRASPARENTE. Che venga dichiarata pubblicamente. Quanta e per cosa. Questo sarebbe un primo controllo “implicito” del sistema, che permetterebbe subito di verificarne eventuali “sbilanciamenti”… Se il presidente della commissione che decide quanto denaro spendere decide di spenderne un tot per finanziare una tecnologia che produce suo fratello… almeno lo dovrebbe dichiarare pubblicamente!

Ma se qualcuno valutasse che per accrescere il benessere servisse a tutti avere un SUV e un Iphone chi ci impedirebbe di creare il denaro necessario per produrli e regalarli a tutti, anche in maniera trasparente? Saremmo tutti più felici con un SUV e un Iphone? Alcuni oggi siamo convinti che ci risponderebbero di sì… Proprio per questo occorre definire bene un “limite strutturale”, cioè un limite implicito del sistema, che corrisponda esattamente a quello che abbiamo già oggi, ma che dobbiamo questa volta decidere volontariamente di adottare.

TERZO, ULTIMO E PIU’ IMPORTANTE PUNTO

Di qui il terzo, ultimo e più importante punto della nostra proposta di riforma monetaria: l’esigenza di vincolare l’emissione monetaria alla sostenibilità ambientale.

Ogni singola emissione monetaria deve essere effettuata solo per finanziare attività che rispondano a due obiettivi: migliorare il benessere sociale E migliorare la sostenibilità ambientale (cioè ridurre l’impatto ambientale). L’uno e l’altro. Nel caso non risponda ad entrambe le esigenze (direttamente o indirettamente) una spesa non deve poter essere effettuata con nuovo denaro creato dal nulla.

Il denaro verrà così emesso per finanziare attività che siano “sostenibili” o contribuiscano a creare “sostenibilità” e che contribuiscano al benessere della popolazione umana e della terra su cui essa vive. Per “sostenibili” si intendono ovviamente attività che contribuiscano alla creazione di un sistema a ridotto o nessun consumo e impatto, cioè basato sul riciclo completo delle risorse, sull’utilizzo di energie rinnovabili e sull’azzeramento dell’inquinamento.

E anche in caso di errori di valutazione o di scelte errate (“errare humanum est”), il danno potrà sempre essere riparato con nuove risorse monetarie.

Chi fino ad oggi ha ragionato davvero in questo modo nel gestire l’emissione monetaria? Le banche commerciali (che ne emettono il 95%)? Le banche centrali (che ne emettono il restante 5%)?

Sapete benissimo che le prime ragionano prevalentemente in un’ottica di profitto e le seconde sono diventate ormai solo uno strumento di mantenimento dello status quo e un “cuscinetto” agli errori fatti dalle prime…

COMMENTO DELL’AMICO PIERO:

Ottimo Enrico! Come sempre condivido parola per parola tutto quello che hai scritto…MMT e Positive Money hanno colto il nocciolo della questione: in un sistema di fiat money (moneta creata dal nulla) non ha più senso parlare di debito pubblico e lo stato con le giuste limitazioni imposte dalla situazione economica e dall’inflazione potrebbe spendere tutti i soldi che vuole in attività produttive e sostenibili…gli inglesi però si sono spinti oltre e con Positive Money hanno elaborato un progetto perfetto, che non fa una piega, perchè include la possibilità di eliminare la moneta di banca commerciale (i nuovi depositi creati dal nulla in seguito all’apertura di un prestito)…ti faccio solo un piccolo appunto tecnico: senza le riserve detenute presso le banche centrali, le banche commerciali non potrebbero fare prestiti nell’economia reale, quindi la moneta di banca centrale è importante eccome! (anche se quella circolante in banconote e monete è davvero una quantità minima e trascurabile)… a difesa poi degli americani della MMT, devo anche precisare che loro non si concentrano soltanto sul 5% della moneta di banca centrale, ma sulla spesa pubblica dello stato (per l’Italia si tratta di circa 700 miliardi di euro all’anno, il 45% del PIL nazionale) quindi gli effetti della loro proposta di riforma non sono assolutamente trascurabili nell’economia reale, anzi…liberare la spesa pubblica dall’assillo del debito, significa liberare dal debito il 45% della moneta circolante (messa in giro sempre tramite la banca centrale, per intenderci Banca d’Italia, e dalle altre banche commerciali per pagare stipendi, spese di gestione, consumi pubblici etc)…ti do una dritta, per quanto riguarda la misurazione dell’efficienza di uno stato in un sistema privo di debito: invece del rapporto debito/PIL, che non avrebbe più senso, si dovrebbe utilizzare il rapporto Spese Energia/PIL, in questo modo lo stato virtuoso risulterebbe quello che mantiene un buon livello di sviluppo economico e commercio (PIL) minimizzando le spese per l’energia (riduzione dei consumi energetici, miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, utilizzo di energie rinnovabili e riduzione del ricorso agli idrocarburi, che con il tempo diventeranno sempre più costosi)…analogamente, a parità di spese energetiche, lo stato più virtuoso sarebbe quello che riuscirebbe a massimizzare la sua capacità produttiva (aumento del PIL, piena occupazione, efficienza delle infrastratture, ottimizzazione dei trasporti, efficacia della spesa pubblica)…non so, magari, fra qualche giorno ci scrivo un altro articolo su questo argomento e poi te lo giro…a presto! Piero

RISPOSTA DI KALDARI REPORT

Ciao piero.. la MMT considera forse la possibilità di finanziare tutta la spesa pubblica col debito? Ad oggi a noi risulta sia sostenuta in massima parte ancora dalle tasse.. Riguardo alle misure della crescita a nostro parere esse dovrebbero contenere anche parametri legati ad aspetti umani e sociali, non solo materiali, altrimenti siamo sempre da capo.. Inoltre come credo avrete capito consideriamo davvero obsoleto il concetto di ‘massimizzazione della produttività di uno stato’, almeno quanto quello di ‘crescita del pil’ o di ‘rilancio dei consumi’. Sono ‘valori’ di un mondo in declino, basato sul consumo e sulla crescita materiale che stanno morendo con esso. Infine consigliamo la lettura del libro citato varie volte nell’articolo e nei miei commenti, in cui è perfettamente chiarita la differenza tra banconote, riserve e credito bancario, che noi ben conosciamo, ma abbiamo volutamente omesso a fini di semplificazione divulgativa. In ogni caso, il 5% che noi citiamo siete davvero sicuri che non comprenda anche le riserve, non solo le banconote…? Vi sfido a verificarlo.

Un caro saluto

Link: http://www.facebook.com/notes/kaldari-report/paolo-barnard-vs-ben-dyson-la-modern-money-theory-superata-da-positive-money/329179240452097

http://www.stampalibera.com/?p=64750

Chiaralyn


Fonte: Orwell2012

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