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mercoledì 6 febbraio 2013

Non è mia intenzione esprimere opinioni sulla reale attività dei vaccini, sui pro e sui contro del loro impiego, sui loro eventuali successi e i loro eventuali fallimenti. Né è mia intenzione commentarne il business. Qui darò solo dei fatti di cui sono protagonista e di cui, per questo, posso garantire l’oggettività.

Di Stefano Montanari

All’incirca una decina di anni fa l’Università di Mainz sottopose a mia moglie, la dottoressa Antonietta Gatti, il caso di una granulomatosi cutanea che i medici tedeschi avevano attribuito, senza, però, capirne il meccanismo, all’iniezione di un vaccino contro la pollinosi. Noi analizzammo sia il tessuto patologico sia il farmaco e scoprimmo che a causare la malattia erano stati delle particelle solide, inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili che inquinavano il vaccino. Insomma, delle polveri grandi più o meno un millesimo di millimetro che non avevano titolo di stare dove le avevamo trovate.

Anni dopo, lavorando per una tesi di laurea, analizzammo 19 campioni vaccini tutti diversi tra loro e li trovammo tutti inquinati da micro- e nanoparticelle di composizione chimica piuttosto varia.
Quasi un paio d’anni fa, su richiesta della trasmissione TV Le Iene, analizzammo un campione del vaccino anti-papilloma virus, trovandolo pure quello inquinato. Nonostante le ore di ripresa effettuate e la mia intervista con Roberto Biasio, direttore medico della Sanofi Pasteur, la distributrice del prodotto, il servizio non andò mai in onda.
Può essere interessante riferire come la rivista Il Salvagente abbia pubblicato una lunga intervista con me (n. 38 – 27 settembre - 4 ottobre 2012) cui, nello stesso numero, rispose il dottor Biasio secondo il quale le nostre analisi sono “condotte con metodologia seria” ma non c’è motivo di allarme perché non ci sono leggi che normino quelle presenze per indebite che quelle siano. Altra affermazione è che i nostri ritrovamenti sono “rarissimi casi isolati”, cosa quanto meno bizzarra perché non ci è mai capitato di trovare vaccini puliti e la probabilità d’imbroccare ogni volta un caso rarissimo è di un’improbabilità assoluta. Inoltre – aggiunge ancora Biasio – se ci sono particelle in un vaccino, il medico se ne accorge con una semplice ispezione visiva. Questo significa che il medico, guardando la fiala prima dell’iniezione, vede ad occhio qualcosa che è visibile solo al microscopio elettronico.

Altrettanto interessante, sempre nello stesso numero della rivista, è ciò che sostiene Stefania Salmaso, direttrice del Centro nazionale di epidemiologia dell’Istituto superiore di sanità. La tesi è che le nostre analisi sono “estemporanee e non ripetibili”. Il che è quanto meno curioso, se non altro perché non è chiaro l’uso dell’aggettivo estemporaneo, non fosse altro che perché la metodologia che noi abbiamo messo a punto è validata dalla Comunità Europea e mia moglie è inserita dai suoi colleghi a livello planetario in quello che si chiama College of Fellows, il gruppo in cui sono riuniti i 32 scienziati più grandi del mondo nel settore della bioingegneria e dei biomateriali. Quanto alla non ripetibilità, temo che la dottoressa Salmaso non abbia le idee chiare in proposito, essendo tutto perfettamente riproducibile a patto, naturalmente, di sapere che cosa cercare e come fare. In aggiunta c’è la dichiarazione sempre della dottoressa Salmaso secondo cui ogni lotto di vaccino è controllato da “una serie di controlli di qualità stringenti standardizzati”. Non resta che interrogarsi sulla metodologia con cui quei controlli sono effettuati.

Il nostro laboratorio ormai da anni fatica molto a lavorare, e questo a causa dell’azione di Beppe Grillo che il 22 gennaio 2010 riuscì a farci sottrarre ilmicroscopio elettronico con cui noi facevamo ricerca (http://www.stefanomontanari.net/sito/images/pdf/grillo_microscopio.pdf).

Tuttavia siamo riusciti a controllare altri due vaccini, trovandoli ambedue inquinati sempre da polveri inorganiche non biocompatibili. Così, in totale, 23 sono i campioni di vaccini analizzati, vaccini diversi per produzione e per indicazione, e per 23 volte il risultato è stato lo stesso: più o meno come fare 13 al totocalcio 23 volte di seguito.
Concludendo, l’oggettività delle analisi indica che quelle polveri contengono un po’ di tutto, dal Nichel al Piombo, e sono in ogni caso incompatibili con l’organismo umano. Ognuno valuti da sé.


Fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it - Frontediliberazionedaibanchieri.it


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