domenica 24 febbraio 2013

Taranto, ecco come hanno risanato l'ambiente...

ILVA RISANATA? L'unica cosa che è stata 'sanata' è la legge: per consentire ad Ilva di produrre senza impedimenti e noie da parte della magistratura.

Ecco cosa avviene nella mega acciaieria, edificata a fianco della città di Taranto, ed in particolare al confine con lo sfortunato "Quartiere Tamburi" dove in ogni famiglia c'è almeno un componente malato di cancro, o deceduto a causa dello stesso. 


Riceviamo e pubblichiamo dall'amico tarantino Luciano Manna, che ci ha fornito la seguente descrizione del video:

"Grf (Gestione recupero ferro) in questo reparto la loppa residua della lavorazione viene gettata dalle paiole sul terreno a 1600 gradi, spesso a contatto con l'acqua piovana provoca esplosioni, diverse volte si sono verificati infortuni da ustioni per la loppa incandescente che salta in aria. L'ultimo infortunio per ustioni di primo grado ad un operaio si è verificato il 3 Ottobre 2012"

Di seguito un video, girato oggi 24 Febbraio, che ritrae l'Ilva: ECCO COME è STATA "RISANATA" grazie all'AIA di Clini... e grazie agli interventi del governo Monti che hanno disinnescato l'azione della magistratura. 


Quanto ritratto nelle immagini non costituisce "niente di straordinario", nel senso che per Ilva (e per Taranto) è "normale amministrazione"... guardate questa foto scattata il 22 Febbraio poco dopo la mezzanotte...

Taranto, una intera città piegata alle esigenze produttive di un'azienda privata: rilevata per 800 milioni di euro dallo Stato, in 15 anni Ilva ha prodotto utili per oltre 4 miliardi di euro...


Grazie a Luciano Manna per la segnalazione

Alessandro Raffa per nocensura.com


Beatrice Esposito ha detto...

il sindacalista è una persona molto seria, dice cose vere, verissime, dice quello che è, se si fermano gli impianti, l'Ilva chiude!!! Ma purtroppo questo territorio è già stato comprato dagli U.S.A. Già con l'H. vi hanno mandato la tromba d'aria. Sopra l'Ilva nascerà una base militare U.S.A. è solo questione di tempo, con buona pace della perdita dei posti di lavoro.

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