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lunedì 7 gennaio 2013
Sono circa 400 gli addetti, i tecnici e i sommozzatori 
che operano per la rimozione della Costa Concordia con 
l’ausilio di venti imbarcazioni

Slittano i tempi di recupero . Entro febbraio le richieste di rinvio a giudizio
di GRAZIA LONGO


La piccola Dayana Arlotti sorrideva al suo papà lisciandosi con una manina l’abito da principessa indossato per la prima serata di gala della crociera. Il batterista pugliese Giuseppe Girolamo si stava esibendo nello spettacolo della sua band. L’indiano Russel Rebello cercava di dormire nella sua cabina, intorpidito dalla febbre a 40.  

Tre piccoli flash, tre scampoli di vita in mezzo alle altre - 4.226 persone in tutto - che la sera del 13 gennaio 2011 viaggiavano sulla Costa Concordia. Il loro destino, e non solo il loro, ha svoltato alle ore 21.42, al momento dell’impatto contro lo scoglio delle Scole all’Isola del Giglio. Il resto è cronaca di dolore, bugie, paura, attesa. Domenica prossima il calendario registra il primo anniversario. Ma non c’è niente da festeggiare, anzi.  

Concordia. Un nome presagio di occasioni liete, divenuto nell’ultimo anno sinonimo di morte e sventura. Trentadue vittime (anche se in realtà due corpi non sono stati ancora recuperati), danni per centinaia milioni di euro, un processo in diretta mondiale che vede 11 indagati (ma per 3 di loro quasi sicuramente verrà chiesta l’archiviazione) e quel relitto che incomberà sull’isola fino al prossimo autunno. 

Nonostante procedano senza sosta, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, i lavori per la rimozione della Concordia non avverrà prima di settembre. In ritardo di alcuni mesi, rispetto alle previsioni che fissavano la chiusura del cantiere prima dell’ estate. Con tutto il disagio che comporterà per l’isola, soprattutto sul fronte turistico. L’impatto ambientale, invece, al momento non costituisce un problema. Le operazioni sono condotte dal consorzio Titan-Micoperi. È chiaro che in un’operazione tecnico-ingegneristica di queste dimensioni è poco attendibile determinare una data esatta per il termine dei lavori. La stessa Regione Toscana considera «ragionevole immaginare che si possano verificare sospensioni dovute a condizioni meteo marine avverse o comunque a situazioni non prevedibili».  

Eppure il governatore toscano Enrico Rossi non nasconde qualche perplessità: «Mi affido al Governo e al ministro Clini verso cui nutro fiducia assoluta, ma confesso di iniziare a essere un po’ inquieto». L’Osservatorio ha chiesto che sia fornita specifica documentazione delle valutazioni che hanno portato alla revisione dei tempi programmati entro la prima decade di gennaio 2013. L’impegno chiesto a Costa è quello di focalizzare ulteriormente l’attenzione sulle misure di prevenzione e sui piani di emergenza soprattutto per gli aspetti ambientali, da predisporre in tempi utili per garantirne l’efficacia e la disponibilità immediata ove ricorrano condizioni di emergenza.  

Il consorzio, Costa Crociere e con l’Osservatorio si impegnano comunque «a valutare ogni eventuale utile soluzione per tentare di anticipare ulteriormente la conclusione dei lavori. Attualmente sono circa 400 gli addetti, i tecnici e i sommozzatori che operano nel cantiere giorno con circa 20 mezzi navali a supporto».  
Altro capitolo in via di sviluppo è quello giudiziario. L’inchiesta è stata formalmente chiusa e le richieste di rinvio a giudizio potrebbero partire entro i primi giorni di febbraio.  

Il comandante Francesco Schettino è l’indagato numero 1, a seguire gli ufficiali presenti in plancia, il timoniere, il cartografo e due dirigenti Costa (Ferrarini e Ursprunger, mentre il caso Parodi sarà probabilmente archiviato). Il procuratore capo di Grosetto, Francesco Verusio osserva: «E’ stato un lavoro difficile e complesso che si è concluso con rapidità in meno di un anno». E non manca neppure un risvolto politico, con il difensore di Schettino, l’avvocato Bruno Leporatti che ha dismesso il mandato e poi si è candidato alle primarie con Sel. Ma i suoi voti sono stati annullati. 



Fonte: http://www.lastampa.it/2013/01/07/italia/cronache/il-relitto-resta-al-giglio-fino-all-autunno-SuFCwxvHAXvMRBBX6QXU9J/pagina.html

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