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sabato 29 dicembre 2012
Sarà per questo che è vietata...
Ferma le cellule tumorali e ne impedisce la proliferazione, e non ha gli effetti devastanti della chemioterapia. Nuovi studi confermano l'efficacia del cannabidiolo e del Thc

Con nuovi studi a confermarne l'efficacia, aumenta tra i ricercatori la convinzione che il cannabidiolo (Cbd) presente nella maijuana rallenta la crescita delle cellule tumorali e inibisce la formazione di cellule che nutrono i tumori, contribuendo così a combattere il cancro e le metastasi. Già note, poi, le capacità di queste sostanze di ridurre il dolore, la nausea e altri effetti correlati alla malattia e alla chemioterapia. 

Come riporta il Newsweek, già nel 2007 uno studio del California Pacific Medical Center mostrava come il cannabidiolo uccida le cellule tumorali nei pazienti con cancro al seno, distruggendo i tumori maligni e “spegnendo” il gene ID-1, una proteina che gioca un ruolo chiave nel diffondere il male alle altre cellule. Questo gene, nei soggetti sani, è attivo solo durante lo sviluppo embrionale. Ma nei malati di tumore al seno, e di molti altri tumori maligni in stato avanzato, si è visto che questo gene è attivo e provoca le metastasi, favorendo il passaggio della malattia alle cellule sane. “ Ci sono dozzine di tumori aggressivi che attivano questo gene”, hanno spiegato i ricercatori, e il cannabidiolo riesce a fermarlo, presentandosi quindi come una cura potenzialmente senza precedenti: ferma il male come la chemioterapia ma, a differenza di quest'ultima, che uccide ogni genere di cellula che incontra e devasta il corpo e lo spirito dei malati, riesce a bloccare solo “quella” particolare cellula maligna. 

“ Il cannabidiolo offre la speranza di una cura non tossica per migliaia di pazienti”, ha detto lo studiosoMcAllister, a capo del gruppo di ricerca. Da allora però non sono ancora stati condotti test clinici, indispensabili per confermare nell'uomo l'effetto visto in laboratorio. McAllister insomma sta ancora cercando fondi per testare sui malati di tumore l'effetto di questa cura. Nel frattempo, il suo gruppo di studio sta analizzando in laboratorio se è possibile e fruttuoso combinare una cura a base di Cbd con una blanda chemioterapia. Le sue ricerche hanno già mostrato che l'effetto del cannabidiolo viene in questo modo  potenziato: i chemioterapici diventano allo stesso più potenti e meno tossici, perché è possibile ridurli drasticamente. 

La scoperta dell'efficacia di queste sostanze si deve a Cristina Sanchez, una giovane biologa dellaComplutense University di Madrid. Stava studiando il metabolismo cellulare, analizzando le cellule tumorali del cervello, che crescono molto più velocemente delle cellule normali. Per caso, notò che queste morivano ogni volta che erano esposte ai tetracannabinoidi, il famoso Thc che provoca glieffetti psicoattivi della marijuana. Proseguì le sue ricerche e nel 1998 pubblicò i suoi studi, dimostrando che il Thc induce l'apoptosi, ovvero la morte delle cellule di una forma particolarmente aggressiva di tumore cerebrale.


Fonte: http://life.wired.it/news/salute/2012/09/12/arrivano-nuove-conferme-la-marijuana-combatte-il-cancro.html?page=1#content

Informati sui motivi della proibizione della canapa indiana...

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ci sono duemila studi e su come scongiggere il cancro ma, ancora, non si viene a capo di nulla! Perchééé????

Anonimo ha detto...

perché le case farmaceutiche hanno troppi interessi economici... gli conviene di più far morire milioni di persone nelle atroci pene della chemioterapia piuttosto che salvarci a basso costo

Anonimo ha detto...

perchè,se diviene una semplice malattia cosa quadagnano più.Un malato di cancro nel corso della malattia fa quadagnare alle case farmaceutiche più di 500 000 euro.

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