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venerdì 19 ottobre 2012

Se non conosci il sindaco di Marinaleda, Sanchez Gordillo, prima di leggere queste valutazioni, leggi almeno uno di questi due articoli: "Marinaleda, Spagna. Dove grazie al sindaco c'è lavoro e una casa per tutti" - "Spagna, il sindaco comunista che ruba ai ricchi per dare ai poveri"

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Quando c'è la BUONA VOLONTA' anche con pochi mezzi e modeste risorse è possibile fare qualcosa di buono, questa è la specialità di Gordillo, non a caso è sindaco da oltre 30 anni... ce ne fossero!

Di Alessandro Raffa

In molte località italiane, in particolare nelle aree rurali - che poi sono le più colpite dalla disoccupazione - i problemi di disoccupazione potrebbero essere parzialmente risolti seguendo il "modello Gordillo", il mitico sindaco di Marinaleda che da più di trent'anni viene rieletto.

Il sindaco Gordillo ha favorito la nascita di cooperative, alla quale ha affidato terreni da coltivare per produrre ortaggi da vendere nel mercato Km zero e nelle zone vicine, e oltre ad avere dato posti di lavoro i cittadini della zona acquistano ortaggi risparmiando. Per fare partire un gruppo di lavoratori è necessario un piccolo investimento: fornire loro un capanno, un trattore usato e pochi attrezzi di lavoro.

La maggioranza dei cittadini sono costretti a comprare verdure nei supermercati: spesso di serra, proveniente dall'estero. La "grande distribuzione" ha distrutto il settore agricolo, colpito da una profonda crisi a causa del ''caro-gasolio'', della concorrenza estera, ma sopratutto dai prezzi IMPOSTI dalla grande distribuzione: che paga 5 centesimi al kg e rivende a 2.60€ al kg. L'alternativa per gli agricoltori è fare restare i frutti nell'albero o non riuscire a vendere le proprie verdure. Poi ci sono le "grandi aziende agricole", dove per mantenere i prezzi bassi e riuscire a vendere il prodotto vengono largamente impiegata manovalanza clandestina e "a nero". La "rivolta di Rosarno" dei clandestini sfruttati di alcuni anni fa, fece emergere una realtà dove alcune grandi aziende agricole sfruttavano la manodopera di migliaia di clandestini, ovviamente a nero e sottopagati, con un costo del lavoro degno dei paesi del terzo mondo riuscivano a praticare prezzi bassissimi, mettendo fuori mercato le aziende oneste, che pagando tutti gli oneri non possono  sostenere la concorrenza sleale.

Migliaia e migliaia di posti di lavoro preclusi agli italiani poiché il "requisito" per essere assunti per i raccolti ed il lavoro da bracciante in generale, è "essere clandestino": una situazione indecente largamente "tollerata" dallo stato: a meno che si voglia pensare che nessuno aveva "notato" la presenza di migliaia di clandestini di colore in un paese come Rosarno.

Nelle cooperative agricole invece i soci-lavoratori si dividono equamente gli utili: nelle coperative spagnole di Gordillo tutti i lavoratori percepiscono uno stipendio di circa 1.000 euro e lavorano in condizioni dignitose.

Eliminando le intermediazioni il "produttore", che si accolla anche l'onere della vendita al dettaglio, anzichè vendere a pochi centesimi incassa 1-1,50€ al kg, mentre il cittadino risparmia il 30-40% sul prezzo di mercato nei centri commerciali.

Le piccole cooperative inoltre, frequentemente sono "BIO": non utilizzano pesticidi, ormoni per fare crescere oltremodo gli ortaggi, e sopratutto offrono il grosso vantaggio di conoscere la provenienza: l'indicazione geografica infatti non vi informa se il campo è ubicato vicino ad una zona industriale o un inceneritore, ipotesi piuttosto frequente, visto che i "cancrovalorizzatori" vengono edificati in periferia: a fianco de "La Fenice", uno degli impianti di incenerimento più grandi d'Europa, CHE BRUCIA PERSINO RIFIUTI SPECIALI ed situato vicino a Lavello (Potenza) ci sono campi coltivati!

Spesso chi coltiva in luoghi "sconvenienti" abbassa i prezzi di vendita, un vantaggio per il grossista della grande distribuzione che non si traduce in risparmio per i clienti: i prezzi li fa "il mercato", l'incontro tra domanda/offerta e non il costo sostenuto per la produzione o il prezzo di acquisto del grossista.

Con le cooperative agricole su "modello Gordillo" potrebbero essere facilmente occupate diverse migliaia di persone: iniziative di questo tipo dovrebbero essere assunte dagli enti locali, Comuni ma anche province e Regioni, che sprecano milioni di euro in "uffici di rappresentanza all'estero" e altro. Bastano poche migliaia di euro per dare vita ad una cooperativa agricola.


Alessandro Raffa per nocensura.com

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