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domenica 21 ottobre 2012

OgmDi Rita De Angelis
Si parla di Ogm dal termine letterale organismi geneticamente modificati. In sostanza si parla di piante, ma anche di coltivazioni non ben definite, geneticamente modificate, una tra tutte per citare un esempio, la coltivazione del mondo del mais in OGM.
Ci riferiamo a coltivazioni transgeniche e coltivazioni mutanti, ovvero resistenti ai diserbanti, allergizzanti e affini. Il Prof. Giueseppe Altieri da anni agroecologo ci spiega che in Italia avvengono importazioni di 60 prodotti OGM, che ad oggi non sono mai stati autorizzati dagli organi preposti - vale a dire dal Consiglio UE - né tanto meno dal Parlamento Europeo, visto che oggi esiste un processo di decisioni congiunto tra i due organismi. A questo punto la domanda da porsi è: chi ha autorizzato quindi gli OGM?
Nessuno quindi tra politici ed vari ministri vuole parlare ed addossarsi la responsabilità pur conoscendo i pericoli degli OGM per la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente in cui viviamo. Ed ecco quindi entrare in campo i “cosiddetti” tecnici della Commissione Europea, sul parere scientifico dell’EFSA, l’ente preposto sul parere della nostra sicurezza alimentare, il quale prende a campione solo gli studi forniti dalle multinazionali produttrici degli OGM, i quali concedono tutte le esportazioni in UE, fatto salvo il fatto che ogni Paese è libero di vietare gli OGM se lo ritiene opportuno.

Applicando il principio di precauzione dei Diritti Costituzionali, inviolabili per la salute e per un ambiente salubre. Non sono quindi legati da trattati internazionali, e quindi in grado solo di stabilire a livello di principio, dei limiti minimi di salvaguardia del nostro ambiente e della salute, ma che ogni Paese al suo interno potrebbe sempre migliorare, rifacendosi alla propria Costituzione interna. In parole povere, liberi di produrre in OGM come è più conveniente, soprattutto ai grandi colossi multinazionali, senza preoccuparsi ancora una volta del l’ambiente in cui viviamo e della nostra salute.
I pesticidi da più di 60 anni mietono vittime nel nostro Paese, forse in numero maggiore delle guerre mondiali che nel corso della storia si sono avvicendate. I morti di cancro con l’utilizzo del DDT hanno superato nel mondo il miliardo nella meda degli ultimi 70 anni. Solo oggi quindi ci si rende effettivamente conto della pericolosità degli OGM, un pericolo che diverrà irreversibile se non saranno fermate in tempo queste produzioni anche sulle nostre tavole e sui nostri terreni agricoli. L’Italia scopre ora il record mondiale dei tumori sui bambini, che si trasmette direttamente dalla madre o si genera nel feto per modificazioni genetiche. I bambini e le generazioni future stanno pagando un prezzo molto alto, si sta uccidendo con il potere il genere umano.
Bisogna quindi pretendere l’obbligo di etichettatura sugli OGM, delle norme che abbiamo effetto su tutto il territorio nazionale, oggi per esempio ci sono in commercio degli alimenti biologici ancora senza l’obbligo di etichettatura. Nonostante numerosi ricorsi in cui si è pronunciata la Corte di Giustizia Europea, per il quale i cittadini hanno l’obbligo di essere informati su quello che stanno per mangiare o per comprare, tutto viene lasciato al libero arbitrio di una nazione senza un controllo effettivo sui brevetti degli OGM, ossia autentici pezzi di vita che si modifica nel tempo. Il principio del brevetto, deve essere invece proprio quello di non effettuare modifiche nel tempo e produrre sempre in modo omogeneo.
L’Italia deve quindi farsi portavoce di un referendum di una carta mondiale di tutti gli OGM, per salvaguardare la memoria genetica di tutti gli esseri umani. Principio che viene stabilito e citato nella carta dei diritti dell’uomo. La terra, la natura sono state affidate da Dio all’uomo, il mondo è quindi un bene comune universale, e come tale cerchiamo di rispettarlo e non distruggerlo.
Fonte: agoravox.it - tratto da ecplanet.com

Vedi anche:
I potenti difendono i veleni che uccidono i cittadini
Ogm: l'Italia è costretta ad accettare le varietà autorizzate dall'Ue


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