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venerdì 7 settembre 2012

Comandante e ufficiali sapevano di dover fare l"inchino" all'Isola del Giglio. Risulta alle registrazioni della 'scatola nera'. Ma la compagnia sostiene che non sapeva della rotta.


Il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, e i suoi ufficiali in plancia sapevano fin dalla partenza di Civitavecchia di dover fare l"inchinò all'Isola del Giglio, la manovra di avvicinamento poi fatale per il naufragio del 13 gennaio scorso. Una manovra abituale, conosciuta anche dalla compagnia e ora, dalle registrazioni della 'scatola nera' di cui è in corso l'incidente probatorio e di cui oggi La Stampa riporta alcuni stralci, risulta che già poco dopo aver salpato Schettino annunciò alle 18.27: "Amm'à fà l'inchino al Giglio". E che alle 18.36 e 27 secondi, l'ufficiale addetto alla cartografia Simone Canessa disse al primo ufficiale Giovanni Iaccarino: "Giovà, per la pratica hai avvisato?". E l'altro rispose: "Ah, per il passaggio al Giglio...". E ancora: subito dopo che la Costa Concordia picchiò contro lo scoglio de Le Scole, Schettino disse: "Madonna ch'aggio cumbinato". Erano le 21.45. Neanche un minuto dopo il maitre Antonello Tievoli sbottò: "Mi sento in colpa". Quindi fu il caos, fra bugie, informazioni che non scorrevano nella catena di comando, difficoltà a capire cosa fare e che succedeva. In questa confusione Schettino chiamò alle 21.56 il manager per le emergenze di Costa Crociere, Roberto Ferrarini dicendo: "Roberto ho fatto un casino! Sono passato sotto al Giglio. E' stato il comandante Palombo... 'Mi ha detto: 'Passa sotto, passa sottò". Alle 22.06 lo richiamò e gli assicurò: "Allora Robé, non andiamo a fondo... bisogna chiamare qualche rimorchiatore che ci porti via". Ma non fu così e ci furono 32 vittime. Le registrazioni della 'scatola nera' hanno fissato anche la telefonata di Schettino alla moglie Fabiola, alle 23.08. "Fabì, ho finito la mia carriera di comandante. Abbiamo urtato su un basso fondale, la nave si è inclinata ma sto facendo una bella manovra... è tutto sotto controllo". Era atteso per oggi il deposito della perizia sulla 'scatola nera', con le risposte ai 50 quesiti formulati dal gip Valeria Montesarchio, ma slitterà su richiesta degli stessi periti qualche giorno in più forse all'inizio delle prossima settimana.


LEGALE SCHETTINO, ENFATIZZATO CIO'CHE E'NOTO - Quando il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino dice "'allora stiamo affondando' rivolge una domanda provocatoria per comprendere qual è la situazione della nave". Lo afferma al Tgcom24 il difensore del comandante Bruno Leporatti riferendosi a quanto pubblicato oggi da La Stampa evidenziando che "nella trascrizione molto decontestualizzata che fa il giornale - dice - c'é un punto di domanda". "Evidentemente il comandante Schettino stava tentando di rendersi conto di quelle che erano le condizioni e la situazione della nave, se potevano permanere le condizioni di galleggiabilità o meno". "Le indiscrezioni di stamani - dice Leporatti - non fanno altro che enfatizzare quello che era noto e dichiarato dal comandante durante l'interrogatorio. Ho sentito Schettino e giustamente vuole aspettare di vedere le valutazioni dei periti per poi fare le nostre considerazioni. Ancora una volta si enfatizzano aspetti diretti nei confronti della sua persona e del suo operato tralasciando altri aspetti che non possono sfuggire".

COMPAGNIA, NON SAPEVAMO DI ROTTA SCHETTINO - Costa Crociere sostiene di non essere mai stata a conoscenza della rotta di Costa Concordia decisa dal comandante Schettino. Lo ha precisato in riferimento a quanto riportato oggi da alcuni media. "Costa Crociere - si legge in una nota diffusa a Genova - precisa che, come emerge chiaramente dalle perizie eseguite sulla scatola nera, è priva di qualsiasi fondamento l'ipotesi che la Compagnia fosse a conoscenza della rotta seguita dal comandante Schettino. Quanto riportato dai media è quindi, oltre che errato, lesivo per l'immagine dell'azienda con la potenziale conseguenza di provocare danni economici molto rilevanti".



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