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mercoledì 1 agosto 2012
Riceviamo e pubblichiamo da Francesco Simonini coordinatore nazionale della "FNC Vigili del fuoco"
Federazione Nazionale Coordinamenti discontinui e permanenti

I giovani non sono una categoria, una classe o un gruppo sociale. Essere giovani è una fase della vita. Tuttavia questa fase si sta spostando sempre più avanti. Si è giovani fino a 30 o 40 anni. La categoria dei giovani-adulti è ormai diffusa. Indica in genere persone che, terminato il loro ciclo formativo, con difficoltà cercano di vivere una vita completa da adulti. Gran parte di questi problemi sono dovuti allo scarso rinnovamento, il nostro è un paese di vecchi che è fermo da troppo tempo. In Italia il rinnovamento generazionale è un tema molto delicato perché non si attua quasi mai, troppi settori sono gestiti da caste, da ambienti chiusi, non c'è meritocrazia e quindi non c'è democrazia dell'accesso, si entra solo per cooptazione. Con questa situazione è difficile per i giovani conquistare una proprià opportunità, iniziano e finiscono gli studi scoraggiati da un sistema che gli vincola e restringe le proprie ambizioni di vita.

E' triste per un padre pensare che il futuro di un figlio sia peggiore del suo, che i loro ragazzi non avranno mai una pensione e che arrancano per comprarsi una casa. Bisogna cambiare sistema, aprire tutti i settori al ricambio secondo meccanismi trasparenti e meritocratici. Il tasso di disoccupazione cresce, ed i giovani senza lavoro sono uno spreco che non possiamo permetterci. Ritengo doveroso che la politica incominci ad incentivare le professioni ad incominciare dalla scuola, sono sempre meno i bravi meccanici, gli idraulici, i falegnami ecc, eppure queste figure sono sempre state il motore dell'Italia. Bisogna uscire dai pregiudizi, ci hanno sempre insegnato che se uno non ha più voglia di studiare deve andare a lavorare, lavorare quindi veniva spesso considerato dall'alunno un fallimento, questo sistema è sbagliato ed è viziato dal pregiudizio sociale, un uomo per diventare uomo si deve formare.
Investire sui giovani magari anche con nuovi percorsi universitari che vadano a creare nuove figure professionali nei settori dove c'è più richiesta. Inutile formare 5000 avvocati se ne servono solo 1000, naturalmente ognuno deve avere libero accesso al percorso di formazione che ritiene voler fare ma deve essere conscio che determinate scelte lo ! potrebbero portare ad avere una poca offerta lavorativa. Prendiamo ad esempio la figura dell'infermiere, una figura importantissima nel nostro sistema sociale e che fino a pochi anni fa era molto ricercata e si faceva fatica a individuare nuovi aspiranti infermieri. Questa figura è stata incentivata, valorizzata e ad oggi ha avuto mutamenti significativi tuttora in atto. È la prova concreta del crescente appeal della professione infermieristica, e del fatto che non è più da tempo un lavoro di ripiego o una seconda scelta, ma una professione interessante. Con questo voglio solo far capire, che alcuni grandi problemi si possono risolvere con piccoli sforzi basta solo che lo stato lo voglia. Però a volte stato e politica sono troppo distanti dai problemi reali dei cittadini.
I partiti devono accendere la speranza perché indica chiaramente un percorso di cambiamento per un progresso della società sul piano culturale, sociale ed economico. Dove non arrivano i partiti ben vengono le liste civiche che sono una grande forma di democrazia. I giovani devono imporsi e fare un passo in avanti e i vecchi un passo indietro, non voglio rottamare nessuno ma qualcuno per forza di cose si deve scollare da determinate poltrone. La vera rivoluzione è un paese formato da giovani e meno giovani che si mettono al servizio della comunità in unico progetto.

Francesco Simonini


1 commenti:

Anonimo ha detto...

Per favore finiamolo di parlare di giovani e lavoro
Basta con questa ipocrisia

Si deve parlare di persone e lavoro
Quelli meno giovani hanno meno diritti x caso?

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