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domenica 8 luglio 2012
La stampa fa l'inchino a Schettino: 50.000 euro a intervista.  Il Capitano pretende 50.000 euro per le sue interviste a tv e settimanali. Come trasformare una tragedia con morti e danni in una fonte di guadagno. Di seguito l'articolo di Attualissimo.it

Costa Concordia
Francesco Schettino – il comandante della Costa Concordia – libero dagli arresti domiciliari, vorrebbe essere ospite in TV per poter parlare del naufragio al largo dell’isola del Giglio, che ha causato la morte di 32 persone.
Secondo quanto reso noto dai suoi avvocati, Schettino, però, concederà delle interviste solo a determinati gruppi editoriali, con una base di offerta che parte da 50 mila euro circa. Questo è, infatti, il prezzo chiesto da Schettino per accettare “la proposta di un canale televisivo e di un settimanale“, prezzo che potrebbe salire con lo share e a seconda delle offerte che riceverà in settimana. Tutte le proposte per un’intervista che arriveranno verranno valutate “nell’interesse del cliente“, queste le parole dell’avvocato Paolo Bastianini che aggiunge:


Inutile correre fino a Meta di Sorrento: Schettino non uscirà di casa e non parlerà. Chiunque andrà, rimarrà davanti alla porta. È chiaro che il pagamento avverrà solo se l’esclusività dell’intervista sarà mantenuta. Non esistono patti siglati. C’è tempo una settimana: non sono un grande esperto di contrattazioni di questo tipo, ma vogliamo ottimizzare, massimizzare l’interesse del comandante Schettino, in modo che le due esclusive escano insieme, cosicché nessuna sminuisca l’altra. Dopo parlerà a ruota libera con tutte le testate giornalistiche“.
La trattativa, dunque, è ancora in corso, mentre Schettino resta con porte e finestre chiuse nella sua casa di Vico San Cristoforo e non risponde al telefono.
Intanto, il procuratore di GrossetoFrancesco Verusio, riabisce “la forza del nostro impianto accusatorio. Abbiamo espresso parere favorevole alla fine dei domiciliari, solo perché sarebbero comunque scaduti il 13 luglio. Il gip Montesarchio ha, però, accolto la nostra richiesta dell’obbligo di dimora“.
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Noi di nocensura.com dopo il tragico incidente anziché alimentare il "forcaiolismo" nei confronti del Capitano - nonostante il suo operato sia stato certamente indifendibile, in particolare l'abbandono precoce della nave e il rifiuto di salire nuovamente a bordo - come fecero invece quasi tutti i mass media (molti dei quali ricevono cospicui assegni dalla Costa per la pubblicità delle crociere) sottolineammo ciò che veniva detto "sottovoce", ovvero che l'armatore ha probabilmente alcune responsabilità; in primis perché la gigante nave è stata fatta salpare con numerosi problemi - il più grave il malfunzionamento della scatola nera - inoltre la compagnia era certamente a conoscenza della consuetudine dei cosiddetti "inchini", e pare che li richiedesse espressamente per scopi pubblicitari; sul sito di Costa Crociere fino al giorno della tragedia era presente il video di un inchino, pubblicizzato con grande enfasi ma prontamente rimosso il giorno dopo l'incidente. Tuttavia questa volta, ci sentiamo di rivolgere una parola al comandante: VERGOGNA!



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