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domenica 1 luglio 2012
La Tepco avea solo 47 ore per impedire che la temperatura salga fino a 65 gradi nella centrale colpita dal sisma/tsunami del 11 marzo 2011. Intanto a Kansai Electric Power (Kepco), lautility che fornisce elettricità alle regioni di Osaka e Kyoto, intanto si appresta a riattivare il reattore n°3 della centrale nucleare di Oi
L’incubo nucleare ritorna. I sistemi di raffreddamento della piscina del combustibile esausto del reattore n° 4 della centrale di Fukushima, in Giappone, sono stati fermi per circa 27 ore. LaTepco, il gestore dell’impianto colpito dal sisma/tsunami dell’11 marzo 2011, aveva 47 ore per evitare che la temperatura interna raggiungesse i 65 gradi, ovvero la soglia massima prevista dagli standard di sicurezza. La compagnia aveva fatto sapere di aver individuato il problema e che, con l’avvio delle operazioni, ci sarebbero volute due ore di lavori per tentare il ripristino del raffreddamento. Invece è stata necessaria un’ora in più quando la temperatura era gi arrivata a oltre 42 gradi. L’imprevisto alla centrale di Fukushima si è verificato a ridosso del riavvio del reattore numero 3 della centrale di Oi (prefettura di Fukui), previsto in serata alle 21.00 (le 14:00 in Italia) e che è il primo a ripartire in Giappone dopo la peggiore crisi nucleare da quella diChernobyl del 1986. Un disastro senza precedenti nel paese asiatico colpito dalla più grande tragedia dopo la seconda guerra mondiale.
L’arresto sia del sistema principale di raffreddamento sia di quello di emergenza della piscina del reattore n° 4 è avvenuto alle ore 6:25 di sabato (le 23:25 di venerdì in Italia) a causa, secondo le prime indagini della Tepco, di un possibile difetto a un modulatore di calore dell’impianto. La temperatura dell’acqua della piscina era di 31 gradi al momento dello stop, con le stime di aumento medio progressivo di circa 0,26 gradi all’ora, mentre le verifiche effettuate hanno permesso di accertare l’assenza di senza perdita di materiale radioattivo. Intorno alle ore 13:00 locali (le 6 del mattino in Italia), invece, la temperatura era salita poco sopra i 40 gradi. Il sistema di raffreddamento della piscina del reattore n° 4 ha avuto problemi il 4 giugno scorso, con tanto di sospensione senza conseguenze, ma questa volta la questione senza essere più complessa: la Tepco, in una nota, ha spiegato che ci sono 47 ore per evitare che la temperatura interna dell’acqua raggiunga i 65 gradi, il livello considerato come la soglia massima in linea con i ‘safety standards‘. A distanza di oltre un anno dal disastro le conseguenze delle inquinamento nucleare sono stati trovati nel mare e anche nei tonni, vettori della radioattività che sprigiona la centrale. 
La Kansai Electric Power (Kepco), lautility che fornisce elettricità alle regioni di Osaka e Kyoto, intanto si appresta questa sera a riattivare il reattore n°3 della centrale nucleare di Oi, in quella che è la prima operazione del suo genere dalla crisi di Fukushima seguita al sisma/tsunami dell’11 marzo 2011 e che interrompe il fermo totale dell’energia atomica in Giappone, iniziato ai primi di maggio. Nonostante le proteste anti-nucleari, andate in scena anche oggi presso la struttura che si trova nella prefettura centrale di Fukui, la Kepco ha ricevuto il via libera alla riattivazione da autorità locali e governo di Tokyo a far ripartire le unità 3 e 4 di Oi in base agli stress testeffettuati, anche se alcuni sismologi hanno espresso perplessità dato che le misure contro terremoti e tsunami saranno completate in tre anni. La riattivazione del reattore n.3 è atteso, come annunciato dalla Kepco, alle ore 21:00 locali (le 14:00 in Italia) con l’estrazione delle barre di controllo che contengono le reazioni di fissione. L’unità dovrebbe progressivamente arrivare a pieno regime produttivo intorno a fine luglio o, al più tardi, agli inizi di agosto. Nel marzo scorso a un anno dalla tragedia tutto il Giappone si è fermato un minuto per ricordare le vittime e le conseguenze del terremoto/sisma. 



fonte: ilfattoquotidiano.it

Vedi anche: FUKUSHIMA, LE VERITA' NASCOSTE: ecco il dossier più completo





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