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sabato 21 luglio 2012

Guarda caso Antonio Ingroia, procuratore aggiunto di Palermo e titolare dell'indagine sulla trattativa tra stato e mafia ha ricevuto la "proposta" di andarsene in GUATEMALA... (che ha accettato... o forse ha dovuto accettare?) dopo aver tolto di mezzo il Colonnello della GdF Rapetto, "colpevole" di aver contestato 98 miliardi di evasione alla lobby delle slot machine, un altro GRANDE SERVITORE dello Stato viene allontanato dal suo incarico... funziona così DA SEMPRE, un po' come quando, con la scusa che "i magistrati devono occuparsi di tutto", volevano che il giudice Giovanni Falcone si occupasse anche di ladri di auto...

di seguito l'articolo de "La Stampa" che riporta la notizia:

Ingroia in Guatemala, c'è il via libera:
sì del ministro al trasferimento del pm


Il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia (Foto d'archivio)

Il magistrato di Palermo va a fare il capo dell'unità di investigazioni e analisi criminale sull'impunità

ROMA
Alla fine, Antonio Ingroia, il procuratore aggiunto diventato uno dei simboli dell'antimafia, lascerà Palermo. È questione di settimane. Il tempo necessario al Csm, che potrebbe pronunciarsi già lunedì prossimo, per ratificare il via libera dato oggi dal Guardasigilli al suo collocamento fuori ruolo. Per un anno andrà in Guatemala a fare il capo dell'unità di investigazioni e analisi criminale contro l'impunità nel Paese centroamericano.

Un incarico offerto al pm, al centro di roventi polemiche dopo la fuga di notizie sulle intercettazioni delle conversazioni tra il capo dello Stato e l'ex ministro Nicola Mancino, dalle Nazioni Unite. A Palermo del possibile trasferimento dell'aggiunto di punta del pool antimafia, titolare delle indagini più scottanti sulle collusioni tra i clan e la politica e dell'inchiesta sulla trattativa, si parla ormai da mesi. Un rumor sempre smentito da Ingroia che a giugno scorso, quando circolò l'indiscrezione su uno stop della pratica di trasferimento perché il Csm non aveva garantito che avrebbe conservato il posto di procuratore aggiunto a Palermo, negò seccamente di avere avuto proposte dall'Onu.

Una smentita fatta forse per prudenza visto che già da maggio il magistrato ha informato il ministro della Giustizia di avere ricevuto la proposta di incarico, anticipando l'intenzione di volerla accettare. Dell'offerta, a fine giugno, il Gabinetto di via Arenula è stato formalmente informato dalla Farnesina. Ingroia avrebbe chiesto più volte informazioni, anche per iscritto, sulla pratica e il 14 luglio ha fatto arrivare al ministero il suo assenso al collocamento fuori ruolo. Appena tornata dal suo viaggio in Russia il Guardasigilli ha firmato la pratica.

Tutto fatto, dunque. Tanto che il magistrato amato dal popolo antimafia ma anche molto criticato - è dei mesi scorsi la polemica sul suo intervento al congresso del Pdci - da parte del mondo politico sta già facendo i bagagli visto che il collocamento fuori ruolo comporta automaticamente la sospensione per il tempo dell'incarico dai ranghi della magistratura. In ufficio in molti l'hanno criticato per il suo presenzialismo e per la gestione delle indagini: come il caso Ciancimino. Il figlio dell'ex sindaco mafioso di palermo, condannato per il riciclaggio del tesoro del padre, diventato, fino al suo arresto per calunnia, una sorta di icona dell'antimafia e in grado di tenere appesa la procura di Palermo alle sue verità fornite col contagocce. «La proposta la considero una sorta di prosecuzione della mia attività in Italia - ha detto in un'intervista a La Stampa - In quelle latitudini, per fortuna, i giudici antimafia italiani sono apprezzati anziché denigrati e ostacolati».



fonte: http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/463114/



3 commenti:

gust52 ha detto...

Voglio sperare che sia stata una libera scelta di Ingroia e non l'accettazione di una pressione per allontanarlo dalle inchieste che stava seguendo fra cui quella del compromesso fra Politica, Servizi dello Stato e malavita organizzata precedente la morte di Borsellino. Sicuramente però la tempistica ci farà restere il sospetto. E se fosse così vuol dire che l'Italia non riuscirà mai a seppellire i suoi morti "illustri" noti e sconosciuti ma morti per trame oscure.

Anonimo ha detto...

penso che abbi fatto bene. Una persona o poche persone, anche con tutta la volontà di questo mondo non possono farcela certo da soli contro un sistema che nessuno, dico nessuno vuole cambiare. solo quando il popolo si renderà conto che le loro proprietà e la loro libertà saranno in mano ad un sistema " mafioso" forse ci sarà speranza che qualcosa cambi.

Anonimo ha detto...

24 Luglio 2012:
Incidente in Africa, muore il giudice Barillaro.
Il giudice era alla guida di una jeep in Namibia che si è scontrata contro un camion. Si era occupato anche del processo Borsellino e dell'attentato a Falcone.

26 Luglio 2012:
Quirinale, è morto D'Ambrosio.
Era il consigliere di Napolitano a cui aveva telefonato Nicola Mancino per la questione della trattativa Stato-mafia. Il decesso sarebbe avvenuto per infarto. Da poco sentito dai magistrati, doveva deporre anche all'Antimafia.

E Ingroia se ne và.
Solo un ingenuo potrebbe pensare che quest'ultimo invito ad allontanarsi sia una sua libera scelta.

La Mafia s.p.a esiste e ha vinto ancora. E non è un'opinione.

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