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giovedì 14 giugno 2012

MOLTI DI NOI ERANO CONVINTI CHE UN MINISTRO PIU' INCAPACE DELLA GELMINI NON ESISTESSE, NON AVEVAMO ANCORA SCOPERTO LA FORNERO

Pensavamo di avere toccato il fondo della BeeeP con l’ex ministro dell’istruzione laureata in Calabria, con la parlata bresciana, quella che aveva detto: nessuna dietromarcia, ed invece scopriamo che una con un curriculum impressionante è più incapace di lei, poi ci chiediamo come mai l’Italia va male e l’Europa pure, Elsa Fornero è ancora più bolsa della Gelmini.
E pensare che ha un storia, un curriculum impressionante. Figuratevi gli altri.
Professore ordinario di Economia politica presso la Facoltà di Economia dell’Università di Torino, insegna Macroeconomia ed Economia del risparmio, della previdenza e dei fondi pensione (in inglese). Le sue ricerche scientifiche riguardano i sistemi previdenziali, pubblici e privati, le riforme previdenziali, l’invecchiamento della popolazione, le scelte di pensionamento, il risparmio delle famiglie e le assicurazioni sulla vita.
È Coordinatore Scientifico del CeRP (Centre for Research on Pensions and Welfare Policies, Collegio Carlo Alberto).

È Honorary Fellow del Collegio Carlo Alberto, Membro del Collegio Docenti del Dottorato in Scienze Economiche dell’Università di Torino e del dottorato in Social Protection Policy presso la Maastricht Graduate School of Governance (Università di Maastricht), di cui è anche docente, membro del Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale, costituito presso il Ministero del Welfare, membro del Comitato Scientifico dell’Observatoire de l’Epargne Européenne (Parigi), membro del comitato editoriale della Rivista Italiana degli Economisti, editorialista del quotidiano economico e finanziario il Sole 24 ore.
Dal 1993 al 1998 è stata consigliere comunale al Comune di Torino, eletta con la lista “Alleanza per Torino” a sostegno del sindaco di centro-sinistra Valentino Castellani.
È stata Vice Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo (2010-2011)[2][3][4], Vice Presidente della Compagnia di San Paolo (2008-2010)[5], membro del Consiglio direttivo della Società Italiana degli Economisti (2005-2007), membro del Comitato Scientifico di Confindustria (2005-2006), membro della commissione di esperti valutatori presso la World Bank (2003-2004), con l’incarico di valutare il ruolo di assistenza svolto dalla Banca nell’attuazione delle riforme previdenziali di paesi con economie di transizione, membro della commissione di esperti della Task Force su “Portability of Pension Rights and Taxation of Pension Schemes in the EU” costituita presso il CEPS (Center for European Policy Studies), Bruxelles (2001-2003), membro della Commissione Ministeriale di esperti indipendenti per la verifica previdenziale (2001), componente del Comitato Scientifico del Mefop (2000-2003).
Nel 2001 ha ricevuto (ex aequo con Ignazio Musu) il Premio Saint Vincent per l’Economia.
Nel 2003 ha ricevuto (ex aequo con Olivia Mitchell) il Premio INA-Accademia dei Lincei per gli studi in materia assicurativa.
È moglie dell’economista Mario Deaglio con cui ha una figlia di nome Silvia, Professore Associato presso la Facoltà di Medicina di Torino, e un figlio di nome Andrea, regista.

Ministro del Lavoro e delle politiche sociali
Ieri è uscita su tutti i giornali che gli esodati sono 390 mila e non 65 mila, come aveva scritto l’Unità il 16 aprile e come va dicendo la Camusso da mesi subendo gli attacchi di chi, giovane o vecchio che sia, accusa la Cgil di essere una casta in questo gioco al massacro che non risparmia più nessuno.
Ovvio che più confusione si crea e più aumenta la voglia dell’uomo forte al comando, il risolutore di tutte le crisi, colui che si spaccia per il nuovo, l’imprenditore antipolitico che diventa primo ministro come abbiamo vissuto nel 1994 con Berlusconi talmente incapace ed interessato ai suoi affari da farci incagliare come uno Schettino qualsiasi.
Non so chi abbia dato la laurea alla maestrina di San Carlo Canavese in economia politica ad una che sbaglia del 600% i conti sugli esodati che lei stessa ha creato.
E’ talmente imbecille che invece di dimettersi e chiedere scusa se la prende con l’Inps in un tesissimo incontro che si è concluso con il ministro che ha accusato i vertici dell’Inps per la fuga di notizie e di aver creato “confusione”.
Questa è più deficiente della Gelmini, tra l’altro è uno spaccato della classe dirigente italiana che chiarisce come mai le nostre banche private siano ridotte così male nonostante abbiano la facoltà per legge di applicare tassi e costi da usura tali da far ritenere lo strozzinaggio più vantaggioso per chi ha bisogno di un prestito o di un mutuo.
Se questi sono i professori immaginiamo come saranno gli studenti, intesi come cittadini italiani esodati e non che devono subire le direttive di una imbecille del genere.
Il mio è, ovviamente, solo un giudizio politico. Sul piano personale noto una certa somiglianza negli atteggiamenti tra la Gelmini e la Fornero quando tentano di spiegare in tv quello che non sanno, gesticolando come fanno le maestre all’asilo per farsi capire dai bambini di tre anni.
Una così si deve dimettere prima di mezzogiorno, in alternativa le si faccia passare da un indice all’altro una scarica elettrica da 6000 volt.
Una volta c’era un re che diceva: i miei sudditi sono impazziti, ed il pazzo era lui.
La Fornero è uguale. Quando parla si esprime con gesti da maestrina convinta che chi l’ascolta, purtroppo noi italiani, non capisca una mazza e quindi rafforza i suoi concetti con una mimica da asilo infantile.
Alla prova dei fatti, chi non ha capito e che continua a non capire una mazza è la Fornero. Non sono nè l’Inps, nè gli esodati, nè gli italiani.
Se ne deve andare a zappare la terra non all’Univesità di Torino per evitare che cresca professori e laureati più imbecilli ed incapaci di lei.
Se questi sono gli esperti che ci devono tirare fuori dalla crisi mandiamoli a casa ed affidiamoci alla Concetta, la sorella di Di Pietro.
Quella, in sei mesi, ci porta in salvo.
Visto che il Pd è in maggioranza faccio un caloroso invito a Bersani, alla Finocchiaro no perchè non capirebbe, o la Fornero si dimette o il Pd ritiri la fiducia.
Facciamola finita una volta per tutte con questa gente, o sono banditi o sono incapaci. Uno normale non c’è.
Impariamo dal Consiglio Comunale di Desenzano che con una delibera della sua stessa maggioranza espulse la Gelmini per manifesta incapacità.
La Gelmini Tagliata: Nel mese di marzo dell’anno 2000 una signora, presidente del consiglio comunale del Comune di Desenzano sul Garda per Forza Italia, fu espulsa dal consiglio, su mozione del suo partito, l’unica cosa giusta che ha fatto il centrodestra negli ultimi vent’anni, con la seguente motivazione

[Delibera del consiglio comunale n. 33 del 31/03/2000]:
*"manifesta incapacità ed improduttività politica ed organizzativa".
* Questo consigliere comunale si chiamava Maria Stella Gelmini

Fonte: slasch16 tratto da Frontediliberazionedaibanchieri



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