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venerdì 25 maggio 2012
 Quanto sia funzionale al potere questo allarme non lo sappiamo. Di certo però il contante è letteralmente scomparso. Quindi credo che le banche si siano già accapparrate tutto l’accapparabile. Quindi potrebbero benissimo bloccare i prelievi!
Il prossimo mese la Grecia esce dall’Euro e in Spagna ed Italia, le banche bloccheranno il prelievo dai conti correnti. E’ l’ipotesi che scrive sul  New York Times del 13 maggio 2012 Paul Krugman: non un giornalista qualsiasi, ma il premio nobel per l’economia nel 2008.
Some of us have been talking it over, and here’s what we think the end game looks like:
1. Greek euro exit, very possibly next month.
2. Huge withdrawals from Spanish and Italian banks, as depositors try to move their money to Germany.
3a. Maybe, just possibly, de facto controls, with banks forbidden to transfer deposits out of country and limits on cash withdrawals.
3b. Alternatively, or maybe in tandem, huge draws on ECB credit to keep the banks from collapsing.
4a. Germany has a choice. Accept huge indirect public claims on Italy and Spain, plus a drastic revision of strategy — basically, to give Spain in particular any hope you need both guarantees on its debt to hold borrowing costs down and a higher eurozone inflation target to make relative price adjustment possible; or:
4b. End of the euro.
And we’re talking about months, not years, for this to play out.
Articolo originale: New York Times
Tratto da: dal New York Times: tra un mese banche italiane bloccheranno prelievi dai conti correnti | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/05/23/dal-new-york-times-tra-un-mese-banche-italiane-bloccheranno-prelievi-dai-conti-correnti/#ixzz1vhqjWLd8
- Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

Fonte: http//ilporticodipinto.it

Raccomandazioni strategiche ed operative del GEAB

  • Valute-Oro: mantenere la rotta
  • Pensioni: preservare il proprio capitale
  • Borse: ultima uscita prima del caos
  • Banche: massima sfiducia
  • Obbligazioni: la trappola si sta chiudendo
GlobalEurometre – Risultati e Analisi
La percentuale di intervistati che ritiene di come le grandi banche del proprio paese potrebbero andare in bancarotta entro la fine del 2012 è cresciuta, questo mese, fino al 66% (contro il 61% del mese scorso)…
 Convergenza di quattro fattori esplosivi: Banche – Borse – Pensioni – Debito
In attesa che Eurolandia si doti, entro la fine del 2012, di un comune programma politico, economico  e
sociale di medio-lungo termine, soprattutto dopo l’elezione del nuovo Presidente francese, Francois Hollande, da noi anticipata molti mesi fa, gli operatori restano prigionieri dei riflessi di breve termine degli sconvolgimenti politici in Grecia, delle incertezze sulla governance dell’Eurozona e dei rischi sul debito pubblico…
Nel frattempo, negli Stati Uniti, la sparizione dell’illusione della ripresa,2 combinata con il rinnovo delle preoccupazioni riguardo il settore finanziario americano (del quale JP Morgan ha recentemente illustrato la fragilità), ed il ritorno in grande stile del problema del debito del paese, sta portando gli operatori economici e finanziari a contemplare un futuro sempre più inquietante.3
Nel Regno Unito, la ricaduta del paese in recessione sta combinandosi con il mancato controllo del deficit, e con l’aumento della rabbia popolare contro l’austerità, che comunque è appena nella sua fase iniziale.4
In Giappone, il torpore economico e la debolezza delle esportazioni, nel contesto della recessione globale,5 sta mettendo in evidenza lo spettro dell’eccessivo debito del paese.
In questo contesto, secondo LEAP/E2020, la seconda metà del 2012 sarà il momento della convergenza di quattro fattori esplosivi per le economie occidentali: banche, borse, pensioni e debiti. Per gli operatori finanziari e politici, così come per le normali famiglie, questa convergenza porterà grandi rischi allo stato delle loro finanze, così come alla loro capacità di affrontare le sfide future.
Ed allora, in quest’edizione n. 65, il nostro team svilupperà le sue previsioni riguardo questi quattro esplosivi fattori della seconda metà del 2012, e le sue raccomandazioni per minimizzare le conseguenze negative. Inoltre, LEAP/E2020 presenta le sue nuove anticipazioni sulle conseguenze della crisi sistemica globale, e sulle lingue internazionali che saranno più usate nel 2030 (sia a livello globale che in Europa), per aiutare genitori e figli, ma anche le istituzioni educative, a fare la giusta scelta, oggi, delle lingue da studiare.
Nella parte pubblica di questa edizione n. 65, il nostro team ha scelto di presentare il fattore esplosivo corrispondente ai debiti pubblici e privati.
Esposizione ai derivati delle banche statunitensi, ​al 31/12/2010 – Fonte: Dipartimento di Treasury/Mybudget360, 11/2011

Debiti: difficoltà a gestire sia il debito pubblico che il distruttivo debito privato… i creditori, in preda al panico, si avvicinano al momento della resa dei conti, ed il popolo a quello dell’esplosione della collera.

LEAP/E2020 lo ha annunciato nel 2008, e l’ha ripetuto molte volte. C’erano circa 30.000 miliardi di Dollari di assets fantasma, nel sistema finanziario globale. Restano ancora circa 15.000 miliardi di Dollari, che essenzialmente andranno in fumo entro la fine del 2012. La buona notizia è che, da quel momento, si prenderà seriamente in considerazione la ricostruzione di un sano sistema finanziario globale. La cattiva notizia è che sarà nei prossimi trimestri che questi 15.000 miliardi di Dollari andranno in fumo. Ciò implica, naturalmente (come avevamo accennato in precedenza), il fallimento (e/o il salvataggio da parte degli Stati) del 10-20% delle banche occidentali. E questa volta, a differenza del 2008/2009, saranno gli azionisti ad essere le prime vittime (compresi quelli degli Stati Uniti), indipendentemente dalla priorità dei loro diritti.6 Solo gli azionisti dall’importante peso geopolitico saranno trattati con rispetto (fondi sovrani, paesi amici, …).
Con riguardo ai debiti privati, le famiglie, in particolare quelle degli Stati Uniti e del Regno Unito, dovranno affrontare da sole le conseguenze dell’aumento dei tassi di insolvenza che le toccheranno. Presi nelle trappole dell’austerità e della recessione, gli stati occidentali non avranno più i mezzi per aiutare la classe media, fino a quando la crescita non li avrà tirati un po’ su. E, purtroppo, questo non avverrà entro la fine del 2012.
Inoltre, si può vedere come negli Stati Uniti la questione del debito degli studenti si stia trasformando anch’essa in un “subprime bis”.7 L’aumento delle tasse, causato della fine della politica dei sussidi del governo federale, e la paralisi politica a Washington, sullo sfondo dei tentativi per mettere sotto controllo il deficit federale, stanno creando una situazione disastrosa per milioni di giovani americani e per i loro genitori.
In Europa, il Regno Unito ha già deciso di lasciare che la sua classe media affronti da sola il suo debito record. Ciò vuol dire che essa cadrà nel sottoproletariato. I prossimi mesi vedranno un nuovo brutale scontro tra la classe media britannica ed i leaders politici, per lo più appartenenti alla classe superiore.
Sul continente, attraverso votazioni che hanno rigettato i leaders sostenitori dell’austerità  come sola ed unica soluzione alla crisi del debito pubblico, le persone hanno aperto un importante confronto democratico con le élites in essere da quasi 20 anni, ed al servizio dei creditori. Il tentativo personificato dal nuovo presidente francese, Francois Hollande, di aprire una via di mezzo tra austerità (fallita) e stimolo keynesiano (impossibile politicamente e fiscalmente), avrà luogo (perché è l’unica via, oggi, politicamente e fiscalmente sostenibile),8 ma non prima della fine del 2012.9
Nel frattempo i disordini politici in Grecia, ed i complessi negoziati in seno ad Eurolandia, domineranno l’agenda. Queste vicende renderanno sia i creditori che i mercati sempre più nervosi.10 Questo nervosismo aumenterà la consapevolezza riguardo l’infinita fragilità delle istituzioni finanziarie di Wall Street e della City, davanti al rischio del mancato pagamento dei debiti: siano essi pubblici o privati. Sono pressoché gli ultimi assets dei loro bilanci dai quali sperano ancora di recuperare un valore significativo.
Evoluzione comparata del debito federale e del PIL degli Stati Uniti (2001-2012) (in rosso: il debito – in blu: il Pil) – Fonte: StLouisFed – Mybudget360, 04/2012
Dalla fine dell’Estate del 2012, il ritorno del tema dell’insostenibilità del debito statunitense, connesso ai tagli di bilancio automatici, imposti nel caso di un mancato accordo al Congresso sulla riduzione del debito, farà scattare il “Taxmageddon”11 negli Stati Uniti. Ci sarà quindi la riproposizione delle vicende del duo bomba-detonatore (di cui i debiti europei ed americani sono già stati interpreti nell’Estate del 2011), che però questa volta saranno molto più violente. In effetti, i timori sull’esplosione dell’Euro e di Eurolandia scompariranno,12 e saranno sostituiti da una minaccia ben più spaventosa per i mercati: la massiccia e brutale monetizzazione del debito degli Stati Uniti.13 In aggiunta, questa situazione si verificherà nel contesto della completa paralisi politica 14 degli Stati Uniti, con un Congresso frammentato dall’emersione di fazioni radicali sia tra i repubblicani (Tea Party), che tra i democratici (Occupy Wall Street).15

Traduzione di Franco per Il Portico Dipinto
1. Crise systémique globale / Second semestre 20012 – Convergence de quatre facteurs explosifs : Banques-Bourses-Retraites-Dettes:http://europe2020.org/spip.php?article732&lang=fr
2. Una ripresa a tal punto illusoria da segnare il ritorno alle pratiche dei “subprime”. Ed anche il prezzo del latte, indicatore affidabile del rallentamento in economia, punta verso la recessione. Fonti: CNBC, 26/04/2012; New York Times, 10/04/2012
3. A questo proposito, si ricordi che ora il governo degli Stati Uniti e la Fed devono creare 2,5 Dollari di debito per generare 1 Dollaro di crescita. E’ questo il problema che un’economia deve affrontare, quando il debito diventa eccessivo. “Dettaglio” che i keynesiani come Krugman non riescono a ricordare, quando sostengono indiscriminatamente che le politiche di austerità siano assurde. Come per qualsiasi altro approccio di buon senso, che tenga conto del mondo reale e non della mera teoria economica, c’è bisogno di equilibrio tra la riduzione del debito ed il sostegno alla crescita. Questo è inoltre il percorso che l’Eurozona intraprenderà quest’Estate, mentre gli Stati Uniti continueranno a negare la necessità di doversi occupare del loro debito incontrollato.
4. Fonte: Wall Street Journal, 13/05/2012
5. Fonti: Times of India, 2012/11/05, Market Watch, 2012/10/05, China Daily, 2012/06/05, China Daily, 28/03/2012, Washington Post, 2012/11/05, USA Today, 13 /04/2012; CNBC, 2012/06/04
6. Fonte: Market Watch, 2012/10/05
7. Fonte: CERF, 21/04/2012
8. Fin dal Febbraio del 2012, e dal GEAB n. 62, il nostro team ha presentato in dettaglio la sua anticipazione su Eurolandia 2012-2016, e le vicende in corso confermano la nostra analisi (se volete una presentazione “dal vivo” delle prospettive per Eurolandia e per l’Europa, potete dare un’occhiata ai discorsi pronunciati in inglese da Frank Biancheri, il 2 Maggio scorso, davanti a 1000 delegati provenienti dalla principale rete studentesca europea, AEGEE-Europe). Entro l’Estate, dopo le elezioni parlamentari francesi del giugno 2012, si farà un accordo a sei per un bilancio di austerità/crescita (Francia/Germania/Italia/Olanda/Belgio/Spagna), che sarà a carico di Eurolandia + … (Eurolandia più gli altri paesi coinvolti nell’EMS).
9. Anche in Germania sono sempre più numerose (e rumorose) le voci che chiedono metodi più equilibrati, perché il costo sociale del successo economico tedesco comincia a pesare fortemente su una crescente parte della popolazione. Fonte: Spiegel, 2012/04/05
10. Ad esempio, il fondo sovrano norvegese ha deciso di disfarsi del debito sovrano dei paesi fragili di Eurolandia. Tuttavia, riguardo l’Euro, LEAP/E2020 ricorda che non ci sono ragioni per preoccuparsi e che, al contrario, per la fine del 2012 sarà il Dollaro statunitense ad essere oggetto di uno shock verso il basso. Fonti: Le Figaro, 2012/05/05, Market Watch, 09/05/2012
11. Neologismo creato partendo da due termini: “Tasse” e “Armageddon”. Indica il caos fiscale che regnerà alla fine del 2012, quando si dovranno fare enormi tagli nel bilancio federale degli Stati Uniti. Per quasi un anno, questi e la stampa finanziaria internazionale hanno accuratamente scelto d’ignorare questo grave problema. Esso però sarà più difficile da gestire, quando comparirà di nuovo nel paesaggio.
12. Come abbiamo sottolineato lo scorso Gennaio, c’è una grande differenza tra l’attuale crisi in Grecia e l’isteria anti-Euro del 2010/2011. Sebbene sia teoricamente possibile, oggi, considerare l’uscita della Grecia da Eurolandia, senza mettere in discussione la moneta unica, resta il fatto che in realtà questa uscita è impossibile. Questo è uno dei problemi che i leaders greci stanno affrontando. Sottolineiamo questo fatto per ricordare che su questo argomento gli economisti, che vivono in mondi teorici scollegati dalla realtà, hanno per mesi costantemente sbagliato. I campioni della fine dell’Euro, da Krugman a Roubini, hanno su quest’argomento la stessa credibilità degli Aruspici romani, che leggevano il futuro nelle viscere degli animali. Per tornare alla Grecia, LEAP/E2020 pensa che i leaders dei due principali partiti di governo (PASOK e ND) appartengano alla generazione che ha portato il paese in mezzo a questa crisi storica, e che non vi sarà alcuna praticabile soluzione politica in mancanza della fiducia del popolo … Saranno quindi i leaders di Eurolandia, e soprattutto Angela Merkel (tramite il PPE) e Francois Hollande (tramite il PSE), a premere sui “partiti fratelli” affinché, per Settembre 2012, e comunque per le elezioni successive, la leadership di queste due formazioni si rinnovi in favore di dirigenti con meno di 45 anni d’età. L’attuale successo del partito di estrema sinistra, Syrisa, è certamente dovuto alle sue idee, ma anche all’età del suo leader: 38 anni. Un processo di questo tipo è stato utilizzato per porre fine al percorso politico di Silvio Berlusconi. I mezzi, allora, esistono. E consistono nel fare il possibile perché il popolo greco ritrovi fiducia nei nuovi leaders, siano essi di destra o di sinistra, senza eccezioni. Per capire perché l’uscita della Grecia dall’Eurozona è praticamente impossibile, è necessario un solo esempio: se tu fossi greco, e dovessero offrirti di scambiare i tuoi Euro contro le nuove Dracme, tu cosa faresti? No comment!
13. Anche l’ex Segretario al Tesoro Usa, Robert Rubin, ha unito ora la sua voce al coro di quanti stanno avvertendo del grave rischio a breve scadenza. Fonte: Reuters, 2012/10/05
14. Sia indifferentemente Barack Obama o Mitt Romney a vincere le prossime elezioni presidenziali.
15. Cfr. GEAB n. 60 di emissione

fonte: stampalibera.com



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