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mercoledì 7 marzo 2012
CarneI mezzi di comunicazione di massa, prima fra tutti la televisione, continuano a promuovere il consumo esasperato di prodotti di origine animale. Si continua così ad incentivare quella cultura della carne che, a partire dal dopoguerra, è stata eletta dal popolo "simbolo d'opulenza" e "alimento per ricchi". Andrea Romeo, prende una posizione molto dura in proposito, e ci spiega quali sono le conseguenze di questa 'manipolazione'.
Appena pochi mesi fa la LAV ha denunciato la multinazionale degli omogeneizzati Mellin per aver mandato in onda, attraverso i media nazionali, uno spot pubblicitario che consigliava alle giovani mamme di nutrire i propri piccoli con prodotti a base di carne 'essenziale alla crescita del figlio' come lo spot recitava. La LAV ha vinto la causa, prova del fatto che la pubblicità della Mellin era fuorviante, così che la multinazionale ha ritirato lo spot dai media.
Per gli animalisti questa è stata una grande vittoria con cui hanno dimostrato l'assoluta infondatezza di chi sostiene che la carne sia necessaria in età puerile. L'uomo non ha bisogno né di carne né di derivati animali, né in età puerile, né dopo.

Eppure, se si dà un'occhiata ai media di massa, si osserva come imperterriti questi mandino in onda spot di prodotti quasi solo ed esclusivamente di origine animale sostenendo che essi siano essenziali. Gli esempi sono molti, a cominciare da un'altra assurda pubblicità: la multinazionale in questione stavolta si chiama Danone, e nello schermo vediamo Stefania Sandrelli consigliare all'Italia intera di assumere il DanaOs perché, sostiene lo spot, “in Italia le donne non assumono abbastanza calcio”: così accade che la gente, che già consuma quantità irrazionali di derivati animali, preoccupata che il proprio femore possa spezzarsi da un momento all'altro, aumenti ulteriormente il dosaggio, nonostante il mito della correlazione latte-calcio sia stato sfatato ormai da tempo.
Ne ha parlato (stranamente) anche la dottoressa Anna Villarini nella trasmissione televisiva Elisir di Michele Mirabella poco tempo fa, dove ha denunciato (con visione ovviamente antropocentrica) che il consumo di latte (e derivati), a causa della mancanza di enzimi come il lattasi e la rennina dopo lo svezzamento, promuove coliti, indebolisce le ossa e causa l'osteoporosi, oltre infine a creare dipendenza in quanto la sua assunzione produce endorfine.
Il consumo di prodotti animali è aumentato
di circa 8 volte negli ultimi cinquant'anni
Eppure i messaggi pubblicitari continuano imperterriti a manipolare le persone con false notizie, assillando le masse per persuaderle ad un consumo esasperato di prodotti animali. Se facessimo una carrellata di tutte le pubblicità a cui abbiamo assistito negli ultimi trent'anni, dalla diffusione delle reti commerciali, vedremmo una schiera enorme di 'vip' italiani affiancati a prodotti di origine animale.
Spot come quello del latte Parmalat in cui la parola 'latte' viene ripetuta circa 40 volte in appena 50 secondi, nella famosa filastrocca usata ex ante in un film di Totò e Peppino 'bevete più latte, il latte fa bene, il latte conviene, a tutte le età…'. Vedremmo Sofia Loren con il suo Parmacotto recitare 'e accatateville'; Cristian De Sica, l'attore dei film natalizi, nel ruolo di salumiere; Gene Gnocchi adulare insaccati con la sua 'accattivante ironia'; Roberto Baggio bere latte circondato da vacche aggraziate... e la lista continua.
È improbabile trovare un minimo di contro informazione nelle reti nazionali, se non in rari casi come quella puntata di Report dal titolo Carne per tutti, trasmissione seguita da una nicchia di pochi fedeli: la tematica venne in ogni caso affrontata in modo superficiale, orientando gli spettatori (come sempre nonostante le varie 'mucche pazze') verso il consumo biologico, mantenendo in parole povere lo status quo dato che il consumo di prodotti animali veniva comunque 'normalizzato'.
Il giorno dopo le TV erano di nuovo puntate sulle masse sparando loro una mole enorme di messaggi che pubblicizzavano prodotti industriali carichi di derivati animali (dai biscotti all'uovo ai bastoncini Findus), stimolando un consumo ancora superiore a quello già gigantesco al quale ci hanno abituati in questi ultimi anni le varie industrie della carne. Non curanti degli effetti che questo modello ha sulla nostra salute (si pensi agli studi sulla correlazione tra cancro e consumo di carne), sull'economia e sull'ambiente, la situazione va avanti da circa 50 anni: la Natura prima o poi ci porterà il conto da pagare.
Tranne qualche raro caso, la TV italiana è praticamente gestita da gente tutta intenta a mostrare come preparare manicaretti con i corpi smembrati di bestiole (come nella celebre trasmissione La prova del cuoco), oppure a seppellire i lontani macelli con apollinee immagini che ritraggono animali felici. Persino quelli che si proclamano difensori e portavoce degli animali, personaggi come Edoardo Stoppa e Licia Colò, in realtà sono ben lungi dal far qualcosa di veramente concreto onde orientare i propri 'seguaci' verso uno stile di vita meno efferato ed invasivo.
In parole povere, qualcuno ha voluto che gli italiani, ad un tratto, cominciassero ad ingozzarsi di prodotti animali, e sono ben riusciti nell'intento dato che il consumo di questi è aumentato di circa 8 volte negli ultimi cinquant'anni (12 kg di carne l'anno a persona nell'Italia rurale - 90kg l'anno a persona oggi), a prescindere dal reale bisogno, e questo processo continua tuttora. Se non fosse per le campagne fatte via rete, i media tradizionali continuerebbero ad istigare le masse ad un consumo massiccio di prodotti animali, attraverso allarmanti messaggi propinati dai loro vip, come nel caso della pubblicità del DanaOs citata ut supra. Qual è il meccanismo che ha portato ad un incremento così elevato di consumo di animali? E a che pro?
Innanzitutto ha giocato un ruolo essenziale la tradizione. In una società come la nostra, in cui mangiar maiale o vacca è normale sin dai tempi dei romani, è bastato semplicemente allontanare l'uccisione delle 'bestie' dalla vista dei 'consumatori', sostituire questa macabra scena (unico ostacolo al consumo) con simpatici balletti e orecchiabili musiche, per portar infine loro il 'prodotto' bello e finito. Nelle politiche (e pratiche) capitaliste non sono previste etiche particolari, ma l'unica cosa che conta è il mercato e la produzione di merci e, ovviamente, il capitale: così se lavoratori e consumatori diventano numeri, in una società antropocentrica gli animali non possono che essere 'cose'.
L'Italia del dopoguerra, stremata dalla fame, aveva bisogno di prove concrete dal nuovo modello economico e politico che andava instaurandosi. La carne è sempre stata considerata un simbolo d'opulenza dal popolo, un alimento per ricchi. Ad un tratto, grazie alla produzione massiccia di carne, alle masse è stata data l'illusione di una ricchezza concreta, di una classe dirigente che stava attuando vere e proprie politiche sociali di distribuzione delle ricchezze.
Fino alla fine degli anni '70 il consumo di carne era rimasto comunque contenuto entro confini ancora 'accettabili'. Ad un tratto questa prolifera industria ha iniziato a bombardare sempre più la gente, usando anche scienziati asserviti dato che il vegetarianismo era conosciuto dai tempi dei tempi. Filosofi come Piero Martinetti già agli inizi del 900' facevano veg-proselitismo, per non parlare dei secolari gruppi monastici dediti al vegetarianismo, come i catari tanto per citarne uno: perché tale reticenza da parte dei media? Perché la scienza ha eluso (ed elude) queste millenarie tradizioni?
In breve tradizione da un lato e modello industriale dall'altro hanno cooperato per l'ascesa della cultura della carne, modello che ha mutato la dieta italiana, la mitica dieta mediterranea che, per forza di cose, era a base vegetale prima dell'avvento del capitalismo e degli allevamenti intensivi, per il vantaggio di pochi. Le nuove generazioni hanno raramente visto le macellazioni, un tempo normali, diventando un popolo di atarassici che vedono la carne come 'cosa', figli dell'ingordigia e della concupiscenza. Allo stesso modo, grazie alla rete, dopo estenuanti elucubrazioni, molta gente è riuscita a riconnettere la bistecca all'uccisione dell'animale, determinando lo smascheramento di questa cruenta realtà e quindi idiosincratiche astensioni ed un conseguente aumento del numero di veg(etari)ani.

fonte


8 commenti:

Anonimo ha detto...

SPERO CHE LA GENTE APRA GLI OCCHI, NUTRIRSI DI POVERE (BESTIOLE)E' UNA VERAMENTE ORRENDO.. SPERO CON TUTTO IL CUORE CHE UN GIORNO SAREMO NOI UMANI ESSERE TRATTATI COME CARNE DA MACELLO...

RacingPolitics ha detto...

io vorrei solo sapere se i media pubblicizzano la carne solo perche è un buisness, o perche la carne fa male e allora la usano per ucciderci..

Anonimo ha detto...

in verità la carne serve eccome in ogni età, soprattutto quella puerile. piccolissimo esempio: guardate un bimbo cresciuto a carne e uno cresciuto a verdure, il primo sarà piazzato e pronto per qualsiasi attività sportiva, il secondo sarà uno stecco incapace di sviluppare massa muscolare per il semplice fatto che le proteine animali sono diverse e soprattutto migliori di quelle vegetali. chiedete ai medici se non ci credete

Anonimo ha detto...

Astenersi ignoranti in materia..GRAZIE!

Anonimo ha detto...

Caro anonimo che dice che la carne serve ad ogni età, non potresti avere più torto di così.

La disinformazione ti ha plagiato totalmente.

Secondo diversi studi SCIENTIFICI (l'ultimo dei quali realizzato a Torino, presso il Centro di Auxopatologia della Clinica Pediatrica III dell’Università, sotto la direzione del prof. Benso) l'assenza di carne (sostituita da una corretta dieta vegetariana) rende più forti sia per quanto riguarda gli anticorpi, che le ossa che la massa muscolare.

Quando ti trovi nell'ignoranza, fai la cortesia di tacere e non dire cose a caso che possono influenzare il pensiero degli altri.

Magari secondo te le carote fanno bene alla vista o la tosse si cura con una bella bevanda calda!
ODIO CHI PARLA PER SENTITO DIRE.
ODIO ANCORA DI PIù CHI LO FA E LO SPACCIA PURE PER PENSIERO SCIENTIFICO.

Selene ha detto...

Vorrei solo elencare alcuni sportivi,atleti vegetariani:

Campbell, Chris (campione del mondo 1980 di wrestling)

Lemond, Greg (vincitore ai campionati mondiali di Altenrhein del 1983 e di Chambery del 1989 e dei Tour de France 1986 e 1989)

Leone, Gianni (vincitore maratona di New York 1987)

Maiorca, Enzo

Moses, Edwin (oro nei 400 m a ostacoli alle Olimpiadi di Montreal nel 1976 ed a quelle di Los Angeles nel 1984)
Navratilova, Martina

Walton, Bill
Zatopek, Emil (oro nei 10.000 m alle Olimpiadi di Londra del 1948 e nei 500 m, 10.000 m e nella maratona a quelle di Helsinki del 1952)
..........

Anonimo ha detto...

Hahahaha....."la carne serve in ogni età......guardate un bimbo cresciuto a carne (quindi obeso e spesso figlio di mcdonald's) e guardate un bimbo cresciuto a verdure, cioè sano, con la possibilità che diventerà un altleta olimpionico, come tanti altri vegetariani, e con pochissime possibilità di ammalarsi di tumore...."ma chi è questo "sapientone"

Anonimo ha detto...

ragazzi mi stupisco di come siate poco intelligenti (perchè non si possono scrivere parolacce). prodotti di origine animale sono necessari eccome in ogni età, e per saperlo basta aprire un qualsiasi libro di biologia. se siete animalisti sfagatati siatelo, ma non dite castronate per lo meno. i vegani sono costretti a prendere integratori per assumere il corretto fabbisogno di ogni sostanza per VIVERE. Tanto per fare un esempio si stanno sviluppando ogm (vedesi golden rice) conteneti ciò che c'è nella carne per far si che culture che vivono di riso possano vivere senza gravi malattie. la gente come voi dovrebbe informarsi (e non da chi gli fa comodo) e astenersi dal rendersi ridicola in tal modo. siamo onnivori, ciò non significa che POSSIAMO mangiare carne e verdura, ma che abbiamo bisogno di entrambe. spero che le mamme che leggono questo articolo non facciano la stupidata di smettere di nutrire i figli con la carne.

per chi dice di non nutrirsi con quelle povere bestiole: guarda non ho parole per risponderti, lascio solo che tu ti renda conto ammalandoti di quanto poco cercello hai

non spendo una parola (e magari potessi scrivere improperi di ogni genere) per quello che da del sapientone all'unico intelligente. L'ignorante sei tu che nemmeno sai cosa ti fa ingrassare del mc donald: tante calorie in poco spazio = fast food, non carne: il concetto è che arrivi e mangi in un nano secondo, non è la roba in se che ti fa ingrassare (che caloricamente parlando è un pasto abbondante) bensì il fatto che il tuo stomaco ti fa sentire sazio se volumetricamente pieno o pesante; traduzione per gli ignoranti come te: se mangi un pasto in una pillola non sei sazio, ma hai mangiato le calorie di cui necessiti. se mangi 10 pillole ingrassi come un maiale. lo stesso avviene nel mc donald dove un panino ha il contenuto calorico di un pasto abbondante. ingrassi se, non sazio, ne mangi a sfinimento.



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