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venerdì 24 febbraio 2012
Angela MerkelNel suo viaggio in Cina, la Merkel ha voluto incontrare il vescovo cattolico Giuseppe Gan Junqiu, l’unico vescovo cinese riconosciuto sia dal Vaticano sia dal regime cinese.
Come si sa, è in atto una dura persecuzione dei cattolici «refrattari». La notizia è forse da mettere in relazione con la visita «privata» a Pechino del cardinal Romeo, arcivescovo di Palermo, avvenuta a novembre per 5 giorni.
Di tale viaggio non si saprebbe nulla, se non lo avesse rivelato Il Fatto Quotidiano con la sconclusionata «rivelazione» secondo cui lo stesso cardinal Romeo, ai cinesi, avrebbe detto che Papa Benedetto morirà entro 12 mesi (non per attentato, ma perchè sarebbe malato di cancro).
Commenta giustamente Antonio Socci: «Sarebbe assai singolare che un prelato che viene dalla carriera diplomatica si lasciasse andare, in Cina, a tali discorsi. È semmai ipotizzabile che un viaggio del genere – di cui finora nessuno era a conoscenza (se non il Vaticano) – sia stato in realtà una missione diplomatica riservata. E può darsi che qualcuno abbia voluto portarlo alla luce», per interrompere possibili intese fra la Chiesa e Pechino. (Maurizio Blondet)

Questa l’impressione fatta dal cancelliere tedesco al vescovo cinese Jungiu, nella sua recente visita in Cina. Una delle domande del Primo Ministro è stata: «La Chiesa qui è libera?».
Sabato 11 febbraio 2012, nell’ultimo dei tre giorni della sua visita in Cina, il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha insistito perchè fosse aggiunta al programma una visita insolita: quella alla cattedrale cattolica di Guangzhou nella Provincia del Guangdong – il cuore manifatturiero della Cina – per un incontro riservato a due di mezz’ora con il vescovo Giuseppe Gan Junqiu, una figura riconosciuta sia dalla Santa Sede che dal governo di Beijing (Pechino in ingl, ndr).
Questa visita al vescovo cattolico è stata una delle tre che la Merkel ha voluto realizzare per dimostrare il suo sostegno alla società civile cinese, che spesso si scontra con l’autorità statale. Il Cancelliere tedesco ha anche chiesto di incontrarsi con un avvocato di Beijing che è un esperto in materia di diritti civili e di visitare la sede di Guangzhou del settimanale Southern Weekend.
Il governo cinese ha approvato solo l’incontro con il vescovo Gan, che ha avuto luogo in una sede accuratamente isolata. La Polizia ha garantito che i giornalisti fossero tenuti alla larga dalla cattedrale ma l’agenzia UCANews – che si occupa in Asia dell’informazione con tematiche relative alla Chiesa cattolica – è ugualmente riuscita a parlare con il vescovo successivamente all’incontro con la Merkel.
Il vescovo ha riferito: «Mi ha chiesto alcune informazioni di base sulla diocesi di Guangzhou e sulla Chiesa cattolica di Guangdong, quali il numero di cattolici, la loro età, che lavori hanno ed in quali altre attività siano coinvolti». Non c’è stato nessun riferimento esplicito alla situazione delle libertà religiose in Cina: «Mi ha chiesto – prosegue il prelato – se mi posso esprimere liberamente, se qualcuno decide cosa io possa dire o non dire per esempio nei miei sermoni, ed io le ho dato delle risposte sincere, le ho detto che prego stando alla Bibbia e che cerco di collegare quello che predico sia con la vita di tutti i giorni dei miei fedeli sia con la situazione sociale».
La Merkel ha caldeggiato che la Chiesa intensifichi le proprie opere di carità aprendo più asili e più case di riposo, con lo scopo di «promuovere l’armonia sociale, la libertà e l’uguaglianza», e poi il vescovo Gan ha proseguito affermando che il cancelliere tedesco gli ha dato l’impressione di essere una donna devota, profondamente preoccupata delle politiche cinesi inerenti la religione e le libertà sociali.
Prima dell’incontro, il vescovo Gan aveva detto di essere sorpreso dell’annuncio della visita del capo di Stato tedesco e di essere incerto sul perchè della richiesta di un simile incontro faccia a faccia. Nel 2006, sempre durante una visita in Cina, il Cancelliere Merkel aveva avuto un incontro con Aloysius Jin Luxian, l’arcivescovo di Shanghai che parla tedesco, e con altri rappresentanti ecclesiastici.
fonte - Fonte originale: vaticaninsider.lastampa.it / Versione tradotta dall’inglese per EFFEDIEFFE.com da Massimo Frulla



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