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Cosa ti spaventa di più in questo momento?

sabato 11 febbraio 2012
ospedale corsia2
In Campania si muore di cancro. Molto di più che in altre regioni d'Italia. Soprattutto a Napoli e Caserta, le due province dove si è registrato l'incremento più spaventoso dei tumori negli ultimi 20 anni. E non sono più sospetti o timori, adesso ci sono dei dati ufficiali. Sono quelli, davvero preoccupanti, resi noti dall'Istituto Pascale che ha firmato una ricerca, con fonte Istat, con il direttore scientifico dell'istituto Aldo Vecchione, il direttore della struttura di epidemiologia e prevenzione Maurizio Montella, e la dottoressa Anna Crispo.
Secondo la ricerca, in provincia di Napoli si è avuto un incremento dei tassi di mortalità del 47% tra gli uomini e del 40% per le donne. A Caserta i numeri "scendono", si fa per dire, al 28,4% per gli uomini e al 32,7% per le donne. Un aumento così grave da non poter essere imputabile alle solite cause fisiche. Come ammettono gli stessi ricercatori, per forza c'entra un dato ambientale. Questo anche perché le tipologie di tumore in aumento sono in netta controtendenza rispetto al resto d'Italia.

Ad esempio, per il colon-retto, in provincia di Napoli (negli uomini) si riscontra un tasso del 17.1 nel triennio che va dal 1988 al 1990 e del 31.3 nel periodo che va dal 2003 al 2008; mentre per le donne è del 16.3 e 23.3 negli stessi anni di riferimento; a Caserta i tassi sono del 19.3 e 30.9 per i maschi e del 16.4 e 23.8 per le donne. Questo significa che si contano 1.200 morti l'anno per il solo tumore del colon-retto tra Napoli e Caserta. E non va meglio per il tumore del polmone, nelle donne della provincia di Napoli si riscontra infatti un incremento superiore al 100 per cento e del 68 per cento a Caserta.
Negli anni Ottanta la mortalità per tumore era più alta al Nord. Ora però le percentuali sono cambiate tantissimo, perché al Nord la situazione si è stabilizzata, mentre al Sud è in continuo aumento. Come riporta ilCorriere del Mezzogiorno, il direttore della struttura di Epidemiologia punta il dito contro "la disattenzione delle istituzioni sanitarie regionali". Le condizioni per lavorare non sono neppure delle migliori: "Io e i miei collaboratori abbiamo dovuto comprare delle stufe elettriche perché le nostre stanze non sono dotate di riscaldamento", dice ancora Montella.

fonte


1 commenti:

Enzo ha detto...

Io indagherei sulla mozzarella di bufala...

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