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lunedì 24 ottobre 2011

Riportiamo un articolo che illustra alcuni aspetti che sembrano dimostrare che il "movimento degli Indignados" sarebbe stato foraggiato dagli stessi poteri forti che dovrebbe combattere: ovvero un caso di "opposizione controllata": come potete leggere nell'articolo a seguire, il sito ufficiale della protesta era stato registrato dalla moglie di un Ministro ecuadoriano, legato a doppio filo alle nazioni unite; pochi giorni dopo la manifestazione, tuttavia l'intestatario del dominio ha cambiato nome: come potete riscontrare qui

Un'altro aspetto che fomenta gravi dubbi, è il fatto che la massoneria italiana appoggia le proteste degli Indignados: come potete verificare direttamente sul sito dei massoni del 
"Grande Oriente Democratico"


Ovviamente si tratta di teorie, argomentate e rafforzate da una serie di "dati di fatto". La domanda che sorge spontanea è: perché il "nuovo ordine mondiale" avrebbe foraggiato la creazione di un movimento antagonista ai loro interessi? Le risposte plausibili sono molteplici: innanzitutto, per controllarlo: in modo da gestire direttamente il diffuso dissenso nei loro confronti; inoltre, avendo le "redini" del movimento, possono assicurarsi che questo NON "CONQUISTI NIENTE", in modo da demotivare ulteriormente i cittadini, e anzi serva alla loro causa: come gli scontri di Roma: un vero e proprio regalo alla "casta", visto che è servito solo a giustificare nuove leggi repressive della libertà di manifestare...


Vi lasciamo all'articolo: ognuno si faccia la propria idea...


introduzione a cura di nocensura.com
---


Le prove che il movimento del 15 ottobre è stato creato dal potere stesso, ovvero che si tratti del classico esempio di "opposizione controllata"




Ecco chi ha registrato il dominio del sito che ha coordinato le manifestazioni del 15 ottobre svoltesi in moltissime cittò di tutto il pianeta:
Registrant:
Paulina Arcos
866 United Nations Plaza
Suite 516
New York, New York 10017
United States

Domain Name: 15OCTOBER.NET
Created on: 12-Jul-11
Expires on: 12-Jul-12
Last Updated on: 21-Sep-11

Administrative Contact:
Arcos, Paulina
866 United Nations Plaza
Suite 516
New York, New York 10017
United States
005932374689 Fax --

Technical Contact:
Arcos, Paulina
866 United Nations Plaza
Suite 516
New York, New York 10017
United States
005932374689 Fax --

Domain servers in listed order:
VENS.TOMALAPLAZA.NET
DNS.CIUDADRED.NET

Bene, una registrazione di dominio direttamente dal palazzo dell'ONU, ma guarda un po', quell'ONU che a parole i manifestanti di tutto il mondo criticano per la sua sanguinosa guerra alla Libia, quell'ONU che sa tanto di governo mondiale della peggiore specie.


Ma chi è costei? Parrebbe essere la moglie di un politico equadoriano, tale Francisco Carrion-Mena, ministro degli esteri, un uomo insomma che per via della sua carica frequenta le Nazioni Unite.


Che Paulina Arcos sia sua moglie lo possiamo verificare con un ennesima notiza tratta dal web sull'inaugurazione di un monumento in cui si citano espressamente P Arcos e F Carrion-Mena come marito e moglie. Un'altra fonte ci permette di confermare che costei lavora nel campo dell'arte.



E che dire a questo punto delle dichiarazione dell'economistae uomo di governo (e di potere) Mario Draghi? Ricordiamoci che costui è governatore della Banca d'Italia e prossimo direttore della famigerata BCE (Banca Centrale Europea) quella banca che tramite il signoraggio accumula quello che noi andiamo perdendo sotto forma di debito. 

«I giovani, hanno ragione a prendersela con la finanza come capro espiatorio» (...) «Siamo arrabbiati noi contro la crisi, figuriamoci loro che hanno venti, trenta anni. Hanno aspettato, aspettano tanto. Per noi non è stato così», aggiunge il governatori che sulle difficoltà dei giovani a trovare un lavoro ha dedicato gli interventi più recenti. È un movimento internazionale, il cui appello può essere ascoltato - fa capire il governatore - a patto che le manifestazioni restino pacifiche.

Anche Obama fa dichiarazioni non molto dissimili,  e c'è giàchi lo accusa di volere , sfruttare lo scontento dei manifestanti di "Occupy Wallstreet" a fini elettorali.

D'altronde avevamo già visto nel precedente articolo che queste manifestazioni erano gestite dallo stesso potere per fini non certo positivi.

NB: molte informazioni per la redazione del presente articolo sono state reperite
dall'articolohttp://socialismonazionale.wordpress.com/2011/10/15/la-manifestazione-organizzata-dal-potere-corto-circuito-indignato/ un blog da cui ci sentiamo lontani (non abbiamo alcuna simpatia per il defunto Benito Mussolini, ex agente al soldo della corona inglese); però come fare a stare vicini a quella cosiddetta sinistra che nega/ignora il signoraggio e lescie chimiche?


A seguire l'ennesima prova che il movimento degli indignados spagnoli è legato al potere globalizzatore, in particolare a Rockefeller, e quindi al Nuovo Ordine Mondiale. 

Martin Varsavsky: la connessione 15-M con la fondazione Rockefeller.

traduzione a cura di FreeYourMind!

 

Martin Varsavsky è la prima prova palpabile (e sicuramente non sarà l’ultima) che vincola molto strettamente il movimento 15-M con la famiglia più potente e criminale che il mondo abbia conosciuto: il clan Rockefeller (ci stavano impiegando un po’ ad apparire!).


Questo multimilionario argentino di origine ebrea e formato accademicamente nelle università più prestigiose degli USA, chiamato Martin Varsavksy, recentemente, e facendo sfoggio di uno spirito filantropico, improprio ad una persona che ha accumulato tutta una fortuna colossale lasciandosi guidare dalla più abietta avarizia, ha facilitato agli “accampati” del 15-M in Spagna la possibilità di connettersi gratuitamente a internet, via wifi, ordinando l’installazione dei suoi famosi router (della compagnia Fon, di sua proprietà), in tutti gli accampamenti più importanti del 15-M





Ma cosa avrà spinto Martin Varsavsky ad un atto tanto generoso, in più tenendo conto che si tratta di un uomo abituato ad agire esclusivamente con la prospettiva dell’interesse e lucro personale? Si è forse contagiato dello spirito natalizio del racconto di Dickens?


Per comprendere e poter spiegare meglio questo sospettoso comportamento filantropico, vediamo chi è Martin Varsavsky, i suoi vincoli con la potente famiglia Rockefeller e gli interessi che questi potrebbero avere nell’estensione di un movimento come quello del 15-M.


L’appoggio di Varsavsky al 15-M non si è limitato solo a prestare il suo aiuto sul terreno informatico ma è stato anche un importante protagonista mediatico dello stesso, sia a livello locale che internazionale, pubblicando articoli in inglese in vari dei più prestigiosi mass media mondiali nei quali non pone freno agli elogi per esprimere la sua ammirazione verso gli “indignados”.


Questo particolare “indignato” è il fondatore di sette grandi aziende, tra le quali ci sono : ya.com o Jazztel, nel campo delle telecomunicazioni, e Medicorpo Sciences nel campo degli affari farmaceutici. Quest’ultima si dedica allo sviluppo e creazione dei famosi test dell’Aids. Questi test sono stati denunciati in molteplici occasioni, perché non sono mai in grado di riconoscere l’HIV( teorico virus collegato all’AIDS) ma basandosi sulla reazione degli anticorpi di ogni persona che realizza l’analisi, si decide di etichettarla come HIV positivo o no, indipendentemente che sia portatore di alcun virus. Per questo motivo sono molto frequenti i falsi positivi. Nonostante la poca credibilità questi test sono stati molto utili al momento di ottenere futuri consumatori  a lunga durata di tossici e costosissimi retro virali come l’AZT. Precisamente la famiglia Rockefeller è la maggiore beneficiaria di tutto l’affare montato intorno al HIV-AIDS (5), dall’inizio degli anni 80 del secolo scorso, essendo proprietaria e azionista di praticamente tutta l’industria che vi ruota intorno (studi, test, produzione di retro virali….)


Ma al di là di questa coincidenza di interessi economici nel macro-negozio dell’AIDS, dove più chiaramente si può vedere il vincolo tra Varsavsky e i Rockefeller, è in varie delle “fondazioni” dove entrambi partecipano, agendo come presidente o membro dell’amministrazione, il primo e come patrocinante, i secondi, e dove si può apprezzare il rapporto di impiegato-datore di lavoro.


Da una parte abbiamo la Safe Democracy Foundation, nella quale già si anticipava una rivoluzione nell’UE tipo quella del 15-M prima che questa apparisse (6), fondazione della quale Varsavsky è presidente, e la Fondazione Rockefeller abituale collaboratrice (7). Qualcosa di simile avviene con la Clinton Foundation (8) (grande propagandista del negozio HIV-AIDS) e One Voice (piattaforma sionista) della quale il nostro protagonista è membro del consiglio amministrativo e la Fondazione Rockefeller (insieme alla Fondazione Soros, tra le altre) è patrocinante. (9).


Una volta visto che uno dei più importanti sostenitori del 15-M è un uomo strettamente legato ad una delle famiglie più potenti del mondo, vediamo gli interessi che questi potrebbero avere in un movimento, apparentemente contestatario, come il 15-M o quello degli indignati.


Durante tutta la sua vita, la famiglia Rockefeller (in alleanza con altri uomini delle grandi finanze come i Rothschild, Morgan, Ford) ha avuto un piano nella mente: il controllo totale delle risorse del pianeta(energia, alimenti e anche umani), e per ottenerlo consideravano come necessaria l’apparizione di un governo mondiale unico, capace di legiferare in modo globale e totalitario, vulnerando la sovranità e le aspirazioni dei differenti popoli, in beneficio loro (privatizzazione dei servizi pubblici). In tal senso hanno dato impulso alla creazione di istituzioni come l’ONU, il FMI, o la BM. Un esempio recente è la guerra contro la Libia, approvata e sostenuta dall’ONU, e di cui uno degli obiettivi è quello di mettere a completa disposizione delle multinazionali petrolifere occidentali le risorse energetiche di tale paese.


Per far diventare realtà questo sogno totalitario di centralizzazione assoluta del potere mondiale e ottenere una completa sottomissione dei popoli agli interessi privati di un gruppo di oligarchi, è necessario la disarticolazione dei vecchi Stati-nazione. Con questo obiettivo si sono spinte le chiamate rivoluzioni colorate nello spazio post-sovietico; con quell’obiettivo si sono spinte e si spingono le rivolte degli indignati (ricordiamo le prossime convocazioni a livello mondiale, 19-06 e 15-10-2011, annunciate come  #worldrevolution). I diversi Stati-nazione (in maggior e minor grado) sono l’ultimo (o penultimo) ostacolo tra gli interessi dei grandi gruppi finanziari e il controllo totale e assoluto, da parte di questi, delle risorse del pianeta, da qui che desiderano disperatamente la loro sparizione.


Con tutto questo non voglio dire che i vecchi Stato-nazione supponevano qualche tipo di beneficio per il genere umano, dato che non erano altro che un metodo per sottomettere l’immensa maggioranza della società agli interessi di una minoranza dominante; in altre parole, si trattava di un primo passo previo e necessario per mettere le radici dell’attuale sistema schiavista. Quello che voglio dire è che con questa nuova centralizzazione totalitaria del potere, camuffata sotto una falsa apparenza di dare risposta ad una serie di domande popolari (sotto le quali si nascondo perversi messaggi subliminali: “non vogliamo abolire l’attuale sistema di schiavitù stipendiata, vogliamo solo migliorare le nostre condizioni di schiavi” o “il pubblico non funziona quindi c’è bisogno di un cambiamento”) realizzate da un movimento più mediatico che reale (15-M, indignati) si pretende di dare un giro di vite più alla condizione di sfruttati (schiavi stipendiati) che patisce l’immensa maggioranza del genere umano.


Cioè, l’oligarchia mondiale, il cui esponente è il clan Rockefeller (in alleanza con altri clan come i Rothschild, Morgan o Ford) cerca di rafforzare le nostre catene, concentrando ancora di più i centri del potere (governo mondiale) per rendere più vulnerabile la sovranità popolare, a favore degli interessi privati. Qualcosa che si pretende di presentare come una risposta alle richieste popolari, dato che in un altro modo non sarebbe accettato dalla maggior parte della popolazione. Da qui l’interesse di promuovere movimenti mediatici e spettacolari, apparentemente popolari, usando i loro più fedeli cortigiani (Enrico Dans, Punset, Mayor Zarazoga, o lo stesso Martin Varsavsky) che sotto l’apparenza di chiedere migliorie sociali, solo cercano la distruzione dell’ordine attuale e l’implementazione di uno nuovo, più favorevole agli interessi degli oligarca.


Una volta ottenute le riforme desiderate, e passato un tempo di governance mondiale totalitaria, probabilmente, il seguente passo sarà la distruzione di questo stesso governo mondiale, con lo scopo di eliminare tutto quello che potrebbe implicare un minimo ostacolo tra schiavisti e schiavi. Il fine perseguito è di lasciare la specie umana totalmente alla mercè dei capricci di un pugno di autentici psicopatici.


Benvenuti alla Rockefeller Revolution! Prossimamente ritrasmessa nei vostri schermi.

Se vuoi sapere un po’ meglio verso dove punteranno prossimamente vi raccomando la lettura  tra le linee dell’articolo dove Rockefeller Boy Varsavasky davano il loro sostegno al 15-M (10). Le loro ricette, come non poteva essere altrimenti, sono: centralizzazione del potere, competitività e sparizione del settore pubblico.





Note:

1-Articolo pubblicato sul blog di Martin Varsavsky nel quale racconta con dettagli come si è fornita connessione gratuita a internet agli accampati del 15-M

http://spanish.martinvarsavsky.net/general/ofreciendo-wifi-a-la-spanishrevolution.html Nella seguente foto si possono vedere router installate nell’accampamento di Maiorca: http:/yfrog.com/hssu7yij

2: Articolo sul 15M scritto da Varsavsky e pubblicato sul Huffingtonpost, uno dei giornali neoliberali più influenti degli USA


3- Biografia di Varsavsky su Wikipedia


4: Parte presa dal documentario “AIDS: il dubbio” http://www.youtube.com/watch?v=YoyO9qYoeR0

5-I rapporti della famiglia Rockefeller con l’affare dell’AIDShttp://replantearsida.blogspot.com/2008/10/wellcome-to-death-rockefeller-y-azt.html

6-Articolo pubblicato a inizio di marzo del 2011, sulla pagina web di safe-democracy foundation (della quale Varsavsky è presidente), dove analizza il bisogno di una rivoluzione nell’UEhttp://spanish.safe-democracy.org/2011/03/07/la-ue-tambien-tiene-que-hacer-su-revolucion/

7-Programma di una conversazione destinata a propagare il mito del fanstasma terrorista, organizzata da safe-democracy foundation, dove collabora la Rockefeller foundation http://www.safe-democracy.org/docs/mujeres-y-terrorismo.pdf

8-Link al web della Fondazione Rockefeller, dove si riconosce la donazione di 350.000 dollari alla fondazione Clinton:http://www.rockefellerfoundation.org/grants/grants-and-grantees/35aab8be-671c-4a70-959b-eb152727e0c8

9-Notizia dell’agenzia AP, dove si rivela una donazione di 400.000 dollari a One Voice, da parte della Rockefeller Foundation http://www.jewishcincinnati.org/page.aspx?id=72412

10-Articolo di Varsavsky dove appoggia al movimento 15 M e le sue ricette neoliberali da applicare:






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1 commenti:

theyogi ha detto...

secondo me puoi tranquillamente togliere il punto di domanda: hanno messo il cappello pure sull'11.11.11....

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